ATTUALITA'
Rio Martino, il Comune promette subito il livellamento del fondale
LATINA – Il porto canale di Rio Martino è stato oggetto di un recentissimo incontro tra le amministrazioni comunali di Latina e Sabaudia, al fine di predisporre il cronoprogramma dei lavori finali per la realizzazione dei posti barca e degli altri interventi annessi. La notizia stata data dal Comune in una nota.
Presenti alla riunione per il Comune di Latina, che ha ospitato l’incontro, il sindaco Matilde Celentano e gli assessori Gianluca Di Cocco e Franco Addonizio, rispettivamente con delega alla Marina e all’Ambiente, e per il Comune di Sabaudia il sindaco Alberto Mosca e l’assessore al Demanio Vittorio Tomassetti.
La parte finale del progetto di Rio Martino – in conformità al piano definitivo approvato con Dprl numero 30 del 4 febbraio 2010 e perfezionato con delibera numero 82 della giunta provinciale nel 2012, per la predisposizione di 200 posti barca e opere di pertinenza demaniale, il cui utilizzo concerne la viabilità, i parcheggi, la fermata bus navetta, e l’alloggio/ufficio custode, prevede nello specifico i seguenti interventi.
GLI INTERVENTI – Si tratta dell’adeguamento della sezione traversale stradale della sponda destra (strada, pista ciclabile, parcheggi, area sosta bus navetta, demolizioni, ripristini, scavi, trasporti e conferimenti a discarica, rinterri, fondazione e pavimentazione stradale, segnaletica orizzontale e verticale; dei lavori in cemento armato, in legno, di impermeabilizzazione, di coibentazione ed altro inerenti all’alloggio/ufficio custode; dell’impianto elettrico/fotovoltaico, impianto idrico sanitario e allacci; di interventi di salvaguardia, il cosiddetto corridoio ecologico, della sponda prospiciente lo specchio acqueo in concessione.
Durante l’incontro, le due amministrazioni comunali hanno convenuto, in attesa dell’apertura dei cantieri, di dare respiro alla difficoltà del settore pesca che soffre da anni per il problema dell’insabbiamento della foce e di procedere ad un livellamento portuale.
“Tale iter e operazione, già in via di definizione da parte degli uffici competenti – ha fatto sapere l’assessore Di Cocco – darà l’opportunità ai pescatori e ai diportisti di uscire in mare. Si tratta di un intervento tampone, in attesa dell’inizio dei lavori di predisposizione dei posti barca e delle opere connesse”.
“Come da programma, in sinergia con il comune di Sabaudia e l’avallo della Regione, si è deciso in via prioritaria di liberare risorse economiche e umane, utili ad affrontate le emergenze di sicurezza inerenti proprio il porto canale di Rio Martino e affidarlo un maniera definitiva”, ha voluto precisare Di Cocco.
”In più, su mia proposta – ha aggiunto l’assessore alla Marina – si sta procedendo, con tutti i pareri tecnici e con le varie richieste di nulla osta ai lavori di livellamento del letto del corso dell’acqua”.
“Un’operazione che potrà essere effettuata immediatamente, grazie al supporto dell’ufficio Ambiente – ha sottolineato l’assessore Addonizio – Mentre, interventi veri e propri di dragaggio potranno essere effettuati soltanto in prossimità dell’affidamento definitivo”.
“Siamo estremamente fiduciosi in una rapida soluzione in favore della portualità di Rio Martino. Il progetto presentato dalla Ati aggiudicataria ha convinto anche gli altri enti competenti e dopo anni, con duro lavoro e incrociando anche le dita, tutto sta andando nella direzione giusta”, hanno concluso all’unisono Di Cocco e Addonizio.
ATTUALITA'
Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”
LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.
«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».
Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.
Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.
ATTUALITA'
A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia
La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.
La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.
Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.
L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.
Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.
Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.
Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.
In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.
ATTUALITA'
Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso
Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.
Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.
Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.
Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.
Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.
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