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A Minturno la lectio magistralis di Maurizio Bettini

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MINTURNO – Sta per cominciare a Minturno (lunedì 9 alle ore 9.20) la lectio magistralis del professor Maurizio Bettini terrà. L’appuntamento al Liceo Alberti di Marina di Minturno sul tema “ Il furore dell’identità” sottotitolo del suo libro “ Hai sbagliato foresta” ( Il Mulino). Maurizio Bettini è classicista, scrittore, professore di Filologia classica dell’Università di Siena. E’ autore di numerosissimi libri sempre disponibili in libreria come l’ultimo ‘Chi ha paura dei Greci e dei Romani?’ (Einaudi) e tra i precedenti “ Il grande racconto dei miti classici (Il Mulino) e “Il Presepio” (Einaudi)  Roma, città della parola (Einaudi). Di recente Bettini ha scritto ‘Hai sbagliato foresta. Il furore dell’identità’ in cui partendo dal dato attuale degli anni che viviamo, ossessionati dall’identità culturale, nazionale, regionale, sessuale, moltissimi sembrano essere preoccupati principalmente di come difendere la propria ‘tribù’ da chi cerca di minacciarla con la sua presenza, come gli immigrati o chi fa scelte di vita diverse. Il libro è una guida illuminante , ne spiega le ragioni e ci suggerisce come uscirne.
“…il giorno in cui in Italia tornassimo sotto un regime, non solo dei diversi perché di etnia o di cultura altra, ma dei diversi perché di opinioni, abitudini, costumi sessuali o familiari che non corrispondono a quelli dominanti, qualche ragazzo vittima di esclusione ci chiederà: ma voi dov’eravate, cosa facevate, quando tutto questo stava nascendo”.

L’incontro è stato realizzato in occasione del PREMIO NAZIONALE “MINTURNAEORNELLA VALERIO” assegnato nella giornata di ieri.

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Libri, Agostino Attanasio presenta “L’impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944)”

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LATINA – “Non è l’ennesima storia della bonifica fascista delle terre pontine e delle sue «città nuove». Questo volume racconta invece la vicenda, più antica e quasi sconosciuta nei suoi sviluppi, della bonificazione delle vere e proprie Paludi Pontine: il territorio che da Tor Tre Ponti a Terracina si estendeva su entrambi i lati della via Appia, dalle pendici della cinta collinare dei Lepini-Aurunci fino alla sponda sinistra del fiume Sisto”. Così Agostino Attanasio, ex direttore dell’Archivio di Stato di Latina e poi direttore dell’Archivio Centrale dello Stato a Roma, racconta il suo nuovo lavoro dal titolo “L’impresa più grande. Storia della bonificazione pontina (1791-1944)” (ed Rubettino).

Al centro del volume appena pubblicato (432 pagine), vicende inedite che cominciano prima dell’Unità D’Italia e arrivano alla bonifica fascista, come racconta lo stesso Attanasio al microfono di Licia Pastore. Una storia inedita.

“Nel 1777 il comprensorio della bonificazione – spiega Attanasio – , distinto in una zona esterna e in un circondario interno, di 19 mila ettari venne acquisito dalla Camera Apostolica al proprio dominio diretto, e  fu suddiviso, nell’ultimo decennio del Settecento, in corpi fondiari, concessi in enfiteusi da Pio VI a poche decine di possessori. Nel 1861, dopo decenni di discussioni, essi furono chiamati dal Governo pontificio a costituirsi in Consorzio per sostenere le spese di manutenzione delle opere di bonifica. Lo fecero poco e male: presieduto per decenni dai Ferraioli, poi dal principe Felice Borghese, il Consorzio rimase controllato da pochi latifondisti (gli Antonelli, i Boffi, i Montani, i Pietrosanti, i Rappini e gli Zannelli) e dominato, tra la fine del secolo e i due decenni successivi, da Michelangelo Di Stefano. Nel 1927, a causa della sua inerzia e dei contrasti interni, l’ente fu commissariato per avviare finalmente le necessarie opere di bonifica. Retto dapprima da Pierluigi Serra e poi, a partire dal 1928, da Natale Prampolini, il Consorzio realizzò in pochi anni una grandiosa impresa di trasformazione del territorio, impiegando migliaia e migliaia di operai. Il volume, che si avvale di un ampio e accurato apparato di fonti, documenta con precisione le vicende interne al Consorzio e le opere di bonifica compiute, inserendole nel quadro della «questione della terra» e nel contesto politico e sociale della regione pontina negli anni decisivi che precedettero l’avvento del fascismo.

Il racconto di Attanasio

 

 

 

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“Le Aspergirls”, la psicoterapia diventa racconto e scoperta

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aspergirls

Un libro che nasce da una stanza di terapia e arriva al pubblico come strumento di consapevolezza, conoscenza e apertura. Sarà presentato il 21 gennaio alle ore 18:00, presso il circolo cittadino Sante Palumbo, a Latina, Le Aspergirls. Storia di una psicoterapia, storia di una scoperta, volume scritto “a quattro mani” dalla psicologa e psicoterapeuta Claudia Visone e da Serena Bramante, nome di fantasia scelto dall’autrice per tutelare l’identità della paziente, vera protagonista del racconto.

L’incontro vedrà la partecipazione di professioniste del mondo della psicologia, della psichiatria e dell’educazione, a conferma di quanto il tema delle neurodivergenze, e in particolare dell’autismo al femminile, rappresenti oggi una frontiera ancora parzialmente inesplorata, ma sempre più urgente.

Il libro prende forma dal lungo percorso psicoterapeutico di Serena, iniziato in giovane età con una sintomatologia ansioso-depressiva e attacchi di panico. Una sofferenza profonda, inizialmente letta e trattata all’interno di una cornice diagnostica tradizionale, che nel tempo si arricchisce di nuovi significati, attraversando fasi complesse, tra lavoro sull’attaccamento, sul trauma e sulla memoria. Un percorso che, come raccontato durante la presentazione, sembra però a un certo punto arrestarsi, come se qualcosa restasse irrisolto, nonostante l’utilizzo di strumenti terapeutici consolidati.

Le Aspergirls si sviluppa come un dialogo a due voci. Da una parte quella clinica della dott.ssa Visone, che riflette sul percorso terapeutico, sulla diagnosi, sulle implicazioni del trauma in una donna neurodivergente. Dall’altra la voce di Serena, spesso affidata a immagini, simboli e associazioni, che restituisce al lettore l’esperienza vissuta dall’interno: il senso di invisibilità, la fatica dell’adattamento, il dolore, ma anche la progressiva emersione dell’identità.

Durante la presentazione, affidata alla moderazione della psicologa e psicoterapeuta Sandra Maffei, alcuni brani saranno letti dalla voce narrante della dott.ssa Carla Marchionne, docente di scuola primaria, permettendo al pubblico di entrare emotivamente nel mondo di Serena.

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La storia umana e sportiva di Fabrizio Di Somma nel libro “Quando il limite diventa orizzonte FD+”

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LATINA -Domenica 25 gennaio, ore 17 nel foyer del teatro Gabriele D’Annunzio, sarà presentato il libro “Quando il limite diventa orizzonte FD+” di  Elisa Averna che racconta la storia del grande sportivo di Latina Fabrizio Di Somma –  atleta guida e CT della Nazionale italiana paralimpica  – scomparso all’età di 54 anni.

LA STORIA – Nato a Latina il 15 gennaio 1971 e cresciuto a Borgo Piave, Fabrizio Di Somma parallelamente alla carriera sportiva, ha prestato servizio come Agente Scelto del Corpo Forestale dello
Stato presso il Parco Nazionale del Circeo e successivamente nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, assegnato al comando provinciale di Latina. La sua carriera agonistica è stata costellata di successi: nel tandem nel paraciclismo, è stato guida di atleti di primo piano, conquistando numerosi titoli italiani, europei e mondiali. Il momento più alto arriva alle Paralimpiadi di Sydney 2000, dove ottiene una medaglia d’argento e due di bronzo, gareggiando in tandem con Silvana Valente, atleta di cui è stato guida dal 1998 al 2001. In seguito ha affiancato Emanuele Bersini, dal 2002 al 2007, e Maurizio Romeo, dal 2008 al 2010.
Risultati che lo consacrano come uno dei riferimenti del movimento paralimpico nazionale. Nel 2000 viene Nominato Ufficiale e Cavaliere della Repubblica, riconoscimento dell’allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Ma Fabrizio è stato anche Medaglia d’ Oro al valore tecnico e Atletico Dopo il ritiro dalle competizioni, Di Somma non si allontana dallo sport. Dal 2011 entra nello staff tecnico della Nazionale Italiana Paralimpica di ciclismo e handbike, contribuendo a una stagione di grandi successi: dalle dieci medaglie di Londra 2012 ai risultati mondiali e paralimpici fino a Tokyo 2021. Lavora a fianco di alcuni dei nomi più rappresentativi dello sport paralimpico italiano, trasmettendo esperienza, metodo e una visione dello sport come strumento di crescita umana prima ancora che agonistica. Si è spento il 21 marzo 2025.

Il libro non è solo una biografia, ma è un lascito personale a tutti e  un dono pensato per la figlia Carolina.

A Latina per la presentazione saranno presenti personaggi come l’ex ciclista professionista Filippo Simeoni, Fabio tripoli oro alle paralimpiadi di Pechino, Mario Valentini tecnico che ha voluto Fabrizio dapprima come atleta guida e poi nel suo staff, ed alcuni atleti allenati da Fabrizio. In mostra il medagliere, il tandem olimpico e il dipinto originale di Davide De Filippo nell’edizione di copertina.

“Quando il limite diventa orizzonte FD+” è un titolo che ben rispecchia il temperamento di Fabrizio – spiegano  i promotori dell’iniziativa – Lui non ha mai considerato il limite come un punto di
arrivo. Per Fabrizio Di Somma il limite è sempre stato una direzione, un orizzonte da spostare più in là. Da questa visione nasce “Quando il limite diventa orizzonte”.

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