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a lestrella pop

Maurizio Vaccaro autore esordiente con “Ho vissuto tre vite”:

Atlantide Editore pubblica il primo libro dell'ex docente di storia e filosofia del Liceo Grassi

LATINA – Come può il ritrovamento di documenti mai visti prima divenire la storia di tre generazioni? A raccontarlo è Maurizio Vaccaro, docente di Storia e Filosofia per molti anni al liceo “Grassi” di Latina, classe 1956, che venerdì 12 aprile 2024 presenterà il proprio libro “Ho vissuto tre vite”, edito da Atlantide Editore, al centro culturale “Lestrella Pop”, in largo Jacopo Peri a Latina. Diversi i contributi previsti nel corso dell’appuntamento, fissato per le ore 18: a intervenire saranno l’editore Dario Petti, Filippo Vaccaro, moderatore e autore della prefazione  e il professor Giorgio Felici, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo classico “Dante Alighieri” di Latina.

Il volume  – spiega l’editore Dario Petti in una nota – unisce la passione personale dell’autore per la storia con storie di vita familiare che si muovono tra realtà e immaginazione, testimonianze di passati non troppo lontani e di speranze e sogni sempre attuali. Dagli inizi del Novecento alla fine della seconda guerra mondiale, passando per il fenomeno dell’emigrazione in America e per l’occupazione della Slovenia, Vaccaro si fa portavoce, punto di arrivo e di nuovo inizio, di una intera famiglia, restituendo con le proprie parole un affresco della storia comune italiana. Tre generazioni che lottano per sopravvivere nella Calabria rurale, dove ha inizio la narrazione, ignara degli sconvolgimenti cui, come il resto del mondo, presto avrebbe assistito; per conservare i propri ideali contro la corrente trascinante della prima metà del Novecento.

Il libro che è il frutto di una ricerca storica e introspettiva, si ammanta  – spiega ancora Petti – di delicatezza struggente nel capitolo dedicato alla madre dell’autore, unica voce femminile in un ideale passaggio di testimone tra uomini il cui cognome avrebbe potuto confondersi con qualsiasi altro del nostro Paese perché, nella loro specifica esistenza, si scoprono uguali a tanti, “granelli di sabbia nella grandezza degli avvenimenti, senza i quali non si fa la sabbia e neanche la storia”.

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