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Latina, Borgo San Michele, inaugurato il parco giochi intitolato a San Carlo Acutis
È stato inaugurato, questa mattina, presso la sede dell’ex scuola elementare di Borgo San Michele, oggi centro sociale, il nuovo parco giochi intitolato alla memoria di San Carlo Acutis. Alla solenne cerimonia, presieduta dal sindaco di Latina Matilde Celentano, hanno preso parte, tra le tante autorità presenti, il Vescovo della Diocesi Latina-Terracina-Sezze-Priverno, monsignor Mariano Crociata, il Prefetto di Latina Vittoria Ciaramella, il Questore di Latina Fausto Vinci, il senatore Nicola Calandrini e Giancarlo Palmieri, presidente dell’Aps “Insieme per Latina”, con una folta e festosa rappresentanza di studenti della scuola dell’infanzia e primaria del posto, insegnanti e residenti del borgo. La data scelta per la cerimonia riveste un profondo significato spirituale, ricorrendo oggi l’anniversario del battesimo del giovane Santo. L’evento ha vissuto un momento di straordinaria partecipazione emotiva grazie al collegamento in videoconferenza con la signora Antonia Salzano, madre di San Carlo Acutis. “Oggi non stiamo solo inaugurando un’area verde o un parco giochi – ha dichiarato visibilmente commossa il sindaco Celentano durante il suo discorso -. Oggi la città di Latina compie un gesto di profonda speranza e significato: affidiamo questo spazio a San Carlo Acutis, un modello per le nuove generazioni. Quando il Consiglio comunale, il 15 dicembre scorso, ha approvato all’unanimità questa intitolazione, lo ha fatto con una consapevolezza precisa: i nostri giovani hanno bisogno di punti di riferimento autentici. Carlo è un giovane dei nostri giorni, un ragazzo che ha saputo usare la modernità e il web per diffondere un messaggio di amore e fede”. La prima cittadina si è poi rivolta direttamente ai bambini e ai ragazzi presenti, esortandoli a frequentare il parco con gioia e a guardare al volto di Carlo come a quello di un amico speciale, capace di dialogare con la loro stessa modernità, citando uno dei suoi insegnamenti più celebri: “’Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie’ – ha ricordato il Sindaco – Questa frase – ha spiegato Celentano – sottolinea il valore spirituale dell’unicità di ogni individuo davanti a Dio. Carlo invitava a non seguire le mode o le masse, ma a scoprire il proprio progetto divino personale. La sua spiritualità si manifestava anche nel servizio verso gli ultimi. Per lui la felicità non derivava dal possesso, ma dal dono di sé, ricordandoci che la tristezza subentra quando ci si ripiega esclusivamente sui propri bisogni”. Il sindaco Celentano ha espresso un sentito ringraziamento all’Aps “Insieme per Latina” e al suo presidente Palmieri, promotori dell’istanza iniziale portata all’attenzione dell’amministrazione dal consigliere comunale e provinciale Renzo Scalco e supportata dalla commissione Toponomastica presieduta da Roberto Belvisi.
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Gaeta: il sindaco Leccese e una delegazione gaetana in Croazia
La cultura marinara e l’antica arte della cantieristica navale in legno tracciano una rotta d’unione tra la Città di Gaeta e la municipalità croata di Tisno, legate dalla gajeta, imbarcazione tradizionale a vela latina le cui origini risalgono ai modelli costruttivi dell’antica Repubblica Marinara gaetana. Il percorso finalizzato alla creazione di rapporti di amicizia e gemellaggio tra le due comunità, avviato ad aprile con l’accoglienza a Gaeta della delegazione guidata dal Sindaco di Tisno Kristijan Jareb, si è consolidato nei giorni scorsi con la visita in Croazia del Primo Cittadino Cristian Leccese, affiancato dai Consiglieri comunali Michela Di Ciaccio e Pina Rosato. Fulcro di questo legame è la frazione di Betina, dove dal 1740 si tramanda l’arte dei «kalafati» (maestri d’ascia). Proprio qui è nata la «Gajeta Betina», un’imbarcazione robusta e versatile il cui nome stesso richiama direttamente l’influenza e i modelli costruttivi della gloriosa Repubblica Marinara di Gaeta, adottati e perfezionati dai maestri dalmati. Durante la trasferta, la delegazione italiana ha preso parte alla celebre regata rievocativa “Za Dušu i Tilo” (“Per l’anima e per il corpo”), promossa dall’associazione Udruga Betinska Gajeta 1740, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Croazia, Paolo Trichilo. L’iniziativa di riscoperta culturale è stata sostenuta dall’impegno di Giovanni Di Russo con l’equipaggio dell’associazione Hormiae: mare nostrum – una vela latina per la pace. «Sono grato agli amici croati per la splendida accoglienza. – ha dichiarato Cristian Leccese – Devo ringraziare anche l’amico Dinko Foretić, fondatore e amministratore di Hrvatski drveni brodovi (“Imbarcazioni tradizionali in legno croate”), una community online creata per unire maestri d’ascia (kalafati), armatori e appassionati di vela tradizionale. In Croazia in questi giorni abbiamo conosciuto persone davvero straordinarie, fortemente legate alla loro terra e con tanta voglia di preservare la memoria e le proprie origini. Sono davvero contento di aver trascorso questi giorni tra Tisno e Betina, vivendo momenti di pura tradizione! »
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Sermoneta in Folklore, al via la decima edizione: gruppi da Taiwan, Paraguay, Messico ed Ecuador
Sermoneta torna a essere un punto d’incontro tra culture e tradizioni diverse con la decima edizione del Festival internazionale “Sermoneta in Folklore”, in programma dal 18 al 23 agosto. La manifestazione porterà nel borgo gruppi folkloristici provenienti da diversi Paesi del mondo, trasformando Sermoneta in un palcoscenico internazionale all’insegna della musica, delle tradizioni e dello scambio culturale. A partecipare saranno i gruppi provenienti da Taiwan, Paraguay, Messico ed Ecuador, insieme all’Italia rappresentata dagli Sbandieratori Ducato Caetani, organizzatori della manifestazione. Il festival è promosso dall’associazione Sbandieratori Ducato Caetani in collaborazione con l’amministrazione comunale di Sermoneta, che sostiene l’iniziativa anche attraverso un contributo alle spese organizzative.
Questa decima edizione assume un significato particolare anche per il messaggio che gli organizzatori intendono lanciare attraverso l’incontro tra culture e popoli diversi: un invito alla pace, alla collaborazione e alla fratellanza in un momento segnato da conflitti e tensioni internazionali. Sei giorni nei quali le tradizioni popolari diventano quindi uno strumento di dialogo e conoscenza reciproca, attraverso spettacoli e momenti di incontro capaci di mettere in relazione realtà culturali lontane tra loro.
“Sermoneta è lieta di accogliere il pubblico che vorrà assistere a questi spettacoli suggestivi ma anche carichi di significato”, spiega il presidente del Consiglio e delegato a Cultura e Turismo Pierluigi Torelli, sottolineando il valore della manifestazione non soltanto dal punto di vista dello spettacolo, ma anche come occasione di confronto tra culture.
Il Festival si prepara così a celebrare il suo decimo appuntamento confermando la vocazione internazionale dell’iniziativa e il ruolo della cultura popolare come occasione di incontro tra comunità diverse.
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Estate a Campodimele presenta “Tutto è Possibile” con Caterina Boccardi e Carla Carfagna

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