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Al Museo di Cori inaugurata l’Ala Marchetti dedicata allo storico ingegnere inventore di velivoli

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CORI – E’ stata inaugurata negli spazi del Museo della Città e del Territorio di Cori, l’Ala Marchetti, sezione della struttura che conserverà e trasmetterà, grazie a tecnologie innovative, la conoscenza dell’ingegnere Alessandro Marchetti: geniale progettista e interprete d’eccellenza dell’industria italiana tra i due conflitti mondiali, egli ha legato il proprio nome a velivoli leggendari che hanno segnato la vicenda ultracentenaria dell’Aeronautica Militare. La cerimonia sabato 16 maggio con la partecipazione degli Sbandieratori del Leone Rampante e dei costumanti del Carosello Storico dei Rioni.

A fare gli onori di casa il sindaco di Cori, Mauro De Lillis: “A chiamarci qui oggi – ha detto – è la figura di un corese eccellente, uno dei più grandi progettisti aeronautici italiani. Quell’ingegnere, nato a Cori nel 1884, tra le due guerre fece della SIAI Marchetti la più famosa industria aereonautica del mondo, arrivando ad occupare migliaia di persone. Egli è un orgoglio per questa città e merita di essere omaggiato nel modo migliore”. A fargli eco il sindaco di Sesto Calende, Elisabetta Giordani: “Cori gli ha dato i natali, Sesto è la terra che lo ha adottato, che lo ricorda sempre con stima e riconoscenza, dove sentiamo ancora il battito di quel genio. Marchetti fu uomo eclettico, imprenditore, pioniere, costruttore, progettista. Sesto sarà sempre al vostro fianco nel custodire questa memoria”.

L’Ala Marchetti rappresenta una parte del più ampio progetto ‘L’Anfiteatro dei Monti Lepini: il Cuore di Ninfa’, realizzato grazie alla sinergia con la Regione Lazio, la Fondazione Caetani e i Comuni di Norma e Sermoneta. “Si tratta di un progetto complesso – ha detto a tal proposito il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio – che vede Ninfa come attrattore turistico attorno al quale coordinare 4 realtà territoriali, un impegno non facile ma i cui risultati ci ripagano con grande soddisfazione. Grazie a Tommaso Agnoni, presidente della Fondazione che ebbe questa idea, e alla sua visione lungimirante”. “Era importante strutturare il progetto in modo che nessuno fosse periferia – ha spiegato Laura tassinari, di Lazio innova (soggetto attuatore del progetto ‘L’Anfiteatro dei Monti Lepini: il Cuore di Ninfa’) -.  Su oltre 200 progetti arrivati, questo è uno dei pochi selezionati”. “Un progetto importante – ha aggiunto il consigliere regionale, Salvatore La Penna – che ci ha visto impegnati per anni, che sposa tecnologie moderne alla storia, per renderla più fruibile, aperta a nuovi linguaggi più vicini ai giovani. Questa è una bellissima giornata per il nostro territorio, di grande valore ma spesso sottodimensionato”.

A dare il benvenuto nella splendida struttura del Museo della Città e del Territorio di Cori, la direttrice Guendalina Viani, che si è soffermata sul legame di Marchetti con il territorio e sull’”impegno ad armonizzare sempre più la nuova Ala con il resto del Museo, cercando anche di ricostruire gli influssi culturali che hanno definito la formazione dell’ingegnere”.

Alla cerimonia erano naturalmente presenti diversi discendenti di Alessandro Marchetti, a rappresentarli è stato Alessandro Caucci Molara: “Grazie per questo splendido progetto – ha detto – continueremo a collaborare per farlo crescere. L’Archivio Storico ‘Marchetti Caucci Molara’, molto antico, rimane a disposizione”.

Claudia fiasca, coordinatrice dell’Heritage Aziendale Leonardo, in cui ancora vive l’eredità dell’ingegnere Marchetti ha affermato: “Rappresento un’area culturale che raccoglie 6 musei storici e 7archivi e centri di documentazione storica, è per me un onore essere qui. Voglio ringraziare in particolare il lavoro dei Lavoratori Seniores SIAI Marchetti cui è affidata la gestione e la tutela del patrimonio custodito nell’Archivio Storico della SIAI Marchetti”.

Questi sono infatti impegnati in attività di riordino, catalogazione e digitalizzazione di tale patrimonio storico che custodisce una parte fondamentale della storia dell’innovazione tecnologica nel settore aeronautico nazionale. Per loro è intervenuto Marzio Mariani: “Conserviamo ben 60.000 tra disegni e fotografie, siamo orgogliosi di preservare tali meraviglie. Ogni volta che si entra nei nostri spazi – ha chiosato con commozione – si respira l’aria dell’ingegnere”.

A portare i saluti dell’Aeronautica Militare il Generale Giacomo Ghiglierio, Comandante della 4ª Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la difesa aerea e l’assistenza al volo: “Stamane siamo passati davanti alla casa di Marchetti – ha raccontato –. È straordinario pensare che un giovane di un piccolo paese sia riuscito a fare ciò che ha fatto Alessandro Marchetti. Eppure egli vive ancora nei ragazzi che vedete”, erano infatti presenti gli allievi del132imo AUPC Allievi Ufficiali Piloti di Complemento.

Ad illustrare e guidare la visita all’Ala Marchetti, è stato il suo curatore scientifico, il Prof. Gregory Alegi: “Questo è solo l’inizio, il motore di nuove domande e ricerche, c’è molto ancora da riscoprire. Vogliamo accendere l’immaginazione per far sì di cogliere altre opportunità. L’SF 260, che tra poco passerà sulle nostre teste, è stato l’ultimo aereo che Marchetti ha visto volare per la prima volta e rappresenta quindi una sorta di legame tra passato e futuro”.

Alla visita dell’Ala Marchetti è seguital’emozione di vedere sul cielo di Cori il sorvolo di quattro velivoli SF-260, monomotore ad ala bassa costruiti dalla SIAI-Marchetti, dell’Aeronautica Militare.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il Colonnello Pilota Ambrogio Zanette, Comandante del 70° Stormo “Giulio Cesare Graziani” di Latina, i Sindaci di Cisterna Valentino Mantini e Rocca Massima Mario Lucarelli, in rappresentanza del sindaco di Pontinia l’Assessore Fabiana Cappelli, il Delegato alla promozione e valorizzazione del’Ing. Alessandro Marchetti Paolo Fantini, Vincenzo Zaccheo, Presidente della Fondazione ‘Latina 2032’, Quirino Briganti, Presidente della Compagnia dei Lepini, Tommaso Agnoni, già Presidente della Fondazione Caetani, l’On. Claudio Moscardelli e Antonio Belliazzi, Pietro Vitelli, Tommaso Conti, già Sindaci di Cori .

Moderatore della mattinata è stato il giornalista Lidano Grassucci.

Le iniziative pomeridiane sono proseguite al Teatro comunale ‘Luigi Pistilli’, con l’intervento dei rappresentanti del Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti, Filippo Meani e Marzio Mariani, che hanno proposto una rassegna della produzione aeronautica del Marchetti, con immagini d’epoca e ricordi personali, la presentazione del libro ‘Disegnando infiniti cerchi nel cielo – In volo con Alessandro Marchetti ingegnere aeronautico’ di Piero Manciocchi con illustrazioni di Paolo Spadot e la proiezione del cortometraggio ‘Con gli occhi pieni di cielo’ di Angelo Bianchi, ispirato agli anni giovanili di Alessandro Marchetti.

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Tutto pronto per la 3° edizione della Sagra dello Zucchino a Borgo Montenero

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SAN FELICE CIRCEO – Si svolgerà giovedì 20 e venerdì 21 agosto la terza edizione della Sagra dello zucchino: benedizione e taglio del nastro previsto alle ore 18.30, anche i rappresentanti politici, poi via alle degustazioni, alla mostra espositiva, ai convegni a tema.

In questa terza edizione è stata scelta come location piazza IV Ottobre. Saranno due giorni di mostra e confronto tra gli operatori, in un momento favorevole per  lo zucchino scuro, tipico della zona, denominato Zucchino dell’Agro Pontino, che proprio un paio di mesi fa ha ricevuto la certificazione europea, consegnato direttamente ai produttori all’interno del Consiglio regionale del Lazio.

La sagra è organizzata dall’associazione Zucchino dell’Agro Pontino in collaborazione con l’associazione Insieme 90, supportata dall’Arsial, dalla Regione Lazio e dal Comune di San Felice Circeo, con l’evento patrocinato dal Ministero delle politiche agricole, dalla Coldiretti, dalla Confagricoltura, dalla Provincia di Latina, dai Comuni di Sabaudia e Terracina. Per l’occasione verranno allestiti diversi stand che metteranno in mostra le eccellenze dell’ortofrutta del territorio dell’Agro Pontino, le nuove tecnologie per le coltivazioni, dalla produzione alla raccolta passando per lo stoccaggio, fino a quelli che inviteranno il pubblico ad assaggiare i piatti preparati con lo zucchino dell’Agro Pontino.

IL PROGRAMMA – Il 20 alle 18.30 taglio del nastro con le istituzioni presenti, alle ore 18.45 convegno dal titolo ‘La dieta mediterranea sulle nostre tavole: cibo e pietanze dei nostri antenati fino a oggi, valorizzando la cucina italiana, patrimonio Unesco’, partendo dalla presentazione del libro ‘La cucina al tempo dei Caetani’ di Giuseppe Nocca e Anna Maria Masci, con la straordinaria partecipazione del professor Rosario Rago, nutrizionista. Alle ore 19.30 seguirà il convegno dal titolo ‘Lo zucchino dell’Agro Pontino: dalla nascita alla certificazione europea passando per un mercato in espansione’, un incontro con i produttori del territorio e interventi di Giancarlo Righini, assessore all’agricoltura della Regione Lazio, e Vittorio Sambucci, presidente Commissione agricoltura Regione Lazio, il sindaco di San Felice Circeo Monia Di Cosimo e Luigi Di Somma, consigliere comunale di San Felice Circeo con delega al borgo, più gli esponenti dell’associazione, come il presidente Sergio Angri. Alle ore 20.15 proiezione del docufilm ‘Gli uomini e le donne che fecero l’impresa. La bonifica dell’Agro Pontino’ di Luigi Rossini, alle ore 21.30 spettacolo musicale e cabaret con Tony Figo.

Il 21 agosto il programma prevede alle ore 18 lo Show cooking. Come ti valorizzo a tavola lo zucchino dell’Agro Pontino, con la brigata del ristorante Ad Maiora guidata dalla chef Adalgisa Fava, mentre alle ore 18.30 la classica gara culinaria, sfida all’ultima pietanza con piatti che prevedono di  base lo zucchino dell’Agro Pontino con 15 chef pronti a darsi battaglia; alle ore 20 segue la proiezione del docufilm ‘Gli uomini e le donne che fecero l’impresa. La bonifica dell’Agro Pontino’ di Luigi Rossini e alle 21.30 spazio alla comicità con lo spettacolo musicale e cabaret del gruppo Radio S.B.O.R.O.

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Gaeta: il sindaco Leccese e una delegazione gaetana in Croazia

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La cultura marinara e l’antica arte della cantieristica navale in legno tracciano una rotta d’unione tra la Città di Gaeta e la municipalità croata di Tisno, legate dalla gajeta, imbarcazione tradizionale a vela latina le cui origini risalgono ai modelli costruttivi dell’antica Repubblica Marinara gaetana. Il percorso finalizzato alla creazione di rapporti di amicizia e gemellaggio tra le due comunità, avviato ad aprile con l’accoglienza a Gaeta della delegazione guidata dal Sindaco di Tisno Kristijan Jareb, si è consolidato nei giorni scorsi con la visita in Croazia del Primo Cittadino Cristian Leccese, affiancato dai Consiglieri comunali Michela Di Ciaccio e Pina Rosato. Fulcro di questo legame è la frazione di Betina, dove dal 1740 si tramanda l’arte dei «kalafati» (maestri d’ascia). Proprio qui è nata la «Gajeta Betina», un’imbarcazione robusta e versatile il cui nome stesso richiama direttamente l’influenza e i modelli costruttivi della gloriosa Repubblica Marinara di Gaeta, adottati e perfezionati dai maestri dalmati. Durante la trasferta, la delegazione italiana ha preso parte alla celebre regata rievocativa “Za Dušu i Tilo” (“Per l’anima e per il corpo”), promossa dall’associazione Udruga Betinska Gajeta 1740, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Croazia, Paolo Trichilo. L’iniziativa di riscoperta culturale è stata sostenuta dall’impegno di Giovanni Di Russo con l’equipaggio dell’associazione Hormiae: mare nostrum – una vela latina per la pace. «Sono grato agli amici croati per la splendida accoglienza. – ha dichiarato Cristian Leccese – Devo ringraziare anche l’amico Dinko Foretić, fondatore e amministratore di Hrvatski drveni brodovi (“Imbarcazioni tradizionali in legno croate”), una community online creata per unire maestri d’ascia (kalafati), armatori e appassionati di vela tradizionale. In Croazia in questi giorni abbiamo conosciuto persone davvero straordinarie, fortemente legate alla loro terra e con tanta voglia di preservare la memoria e le proprie origini. Sono davvero contento di aver trascorso questi giorni tra Tisno e Betina, vivendo momenti di pura tradizione! »

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Sermoneta in Folklore, al via la decima edizione: gruppi da Taiwan, Paraguay, Messico ed Ecuador

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Sermoneta torna a essere un punto d’incontro tra culture e tradizioni diverse con la decima edizione del Festival internazionale “Sermoneta in Folklore”, in programma dal 18 al 23 agosto. La manifestazione porterà nel borgo gruppi folkloristici provenienti da diversi Paesi del mondo, trasformando Sermoneta in un palcoscenico internazionale all’insegna della musica, delle tradizioni e dello scambio culturale. A partecipare saranno i gruppi provenienti da Taiwan, Paraguay, Messico ed Ecuador, insieme all’Italia rappresentata dagli Sbandieratori Ducato Caetani, organizzatori della manifestazione. Il festival è promosso dall’associazione Sbandieratori Ducato Caetani in collaborazione con l’amministrazione comunale di Sermoneta, che sostiene l’iniziativa anche attraverso un contributo alle spese organizzative.

Questa decima edizione assume un significato particolare anche per il messaggio che gli organizzatori intendono lanciare attraverso l’incontro tra culture e popoli diversi: un invito alla pace, alla collaborazione e alla fratellanza in un momento segnato da conflitti e tensioni internazionali. Sei giorni nei quali le tradizioni popolari diventano quindi uno strumento di dialogo e conoscenza reciproca, attraverso spettacoli e momenti di incontro capaci di mettere in relazione realtà culturali lontane tra loro.

“Sermoneta è lieta di accogliere il pubblico che vorrà assistere a questi spettacoli suggestivi ma anche carichi di significato”, spiega il presidente del Consiglio e delegato a Cultura e Turismo Pierluigi Torelli, sottolineando il valore della manifestazione non soltanto dal punto di vista dello spettacolo, ma anche come occasione di confronto tra culture.

Il Festival si prepara così a celebrare il suo decimo appuntamento confermando la vocazione internazionale dell’iniziativa e il ruolo della cultura popolare come occasione di incontro tra comunità diverse.

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