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Villa Fogliano e la ricetta del “salami approach”

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LATINA – “Fogliano è un luogo unico nel centro Italia e uno dei più belli del nostro Paese, per questo occorre fare un passo in più e lavorare per la sua riqualificazione e valorizzazione”. Il viceministro alla Cultura, Ilaria Borletti Buitoni rimasta letteralmente folgorata dalla visita effettuata alcuni mesi fa nel borgo antico alle porte di Latina (il lembo più a nord del Parco Nazionale del Circeo) ha assunto  l’impegno a promuovere e seguire il percorso che dovrà portare tutti gli enti coinvolti  “ad essere partner di un progetto comune”.  L’obiettivo è recuperare, prima che sia troppo tardi, la villa di Fogliano che è ormai un rudere, e il suo giardino, oltre ad affidare la gestione del Casino Inglese ripensando Fogliano nel suo complesso non solo per il suo fortissimo valore ambientale, e mettendo insieme sotto lo sguardo e la direzione del Mibac, il Parco, la Forestale, il Demanio, il Comune di Latina, la Regione Lazio ma anche la Fondazione Caetani, l’associazione Villa Fogliano e le associazioni ambientaliste in rappresentanza dei cittadini. In Italia questa sintesi è un’impresa titanica, ma stavolta si “rischia” di farcela. 

Dietro l’immagine austera, infatti, la Borletti fa trasparire una personale passione e da parte del Governo una reale considerazione (mai successo prima) per questo luogo pontino praticamente sconosciuto oltre i confini del capoluogo. E non è poco. Con il video-messaggio inviato agli organizzatori del convegno sul tema “La riqualificazione del Borgo di Fogliano per un nuovo sviluppo del territorio” (tenutosi sabato nell’ambito del XXI Festival delle Arti di Villa Fogliano), l’esponente di Governo fotografa perfettamente la situazione e gli obiettivi da raggiungere,  offrendo finalmente una via d’uscita dall’impasse che le sovrapposizioni di competenze hanno generato fino ad oggi.  Parole che suonano come musica per tutti gli amanti di Fogliano,  candidato ora anche a diventare “Luogo del cuore” nel concorso del FAI, il Fondo per l’ambiente italiano (bisogna però raccogliere ancora moltissime firme  e vi invitiamo a farlo contattando Anima Latina o votando sul sito del Fai ).

IL 22 LA PRIMA RIUNIONE DEL TAVOLO TECNICO –  La prima riunione del tavolo tecnico che si è costituito con l’obiettivo di avviare il percorso che porterà alla riqualificazione dell’edificio storico fatto costruire alla fine del 1800 da Onorato Caetani e dell’orto botanico voluto da sua moglie Ada Wilbrham, e più in genere al rilancio del borgo affacciato sull’omonimo lago costiero, è in programma per il 22 settembre.

LA POSIZIONE DEL PARCO  – “Bisogna muoversi secondo quello che gli anglosassoni chiamano salami approach –  dice  con un’immagine efficace Gaetano Benedetto, presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo – da un lato una visione d’insieme e da un altro un approccio realistico e progressivo”. Procedere “a fette”.  Nel discorso della valorizzazione rientra di diritto il Casino Inglese  (prima che vadano in fumo i 600mila euro spesi per il restauro) che deve – secondo benedetto – essere affidato “previa gara pubblica, a una gestione privata; sopra una foresteria, sotto un expo dei prodotti tipici del territorio”.  Per  Villa Caetani gli enti competenti devono affidare  uno studio di pre-fattibilità che stabilisca il valore degli interventi e i tempi di realizzazione degli stessi. Benedetto ha anche auspicato un coinvolgimento della Fondazione Caetani (che oggi non è più proprietaria del borgo)  “poiché la lettura storica di una parte importante della provincia di Latina va fatta propria sulla base dei possedimenti Caetani e sulla storia di questa famiglia”. E il giardino di Fogliano va proprio abbinandolo a quello di Ninfa.

AMPLIARE IL PARCO OLTRE FOGLIANO – Rivolto al Sindaco Coletta il Presidente del Parco ha espresso vivo apprezzamento all’ipotesi di estensione dell’area protetta ipotizzato dal Comune di Latina, passaggio importante per la sua tutela visto che “non fa stare tranquilli la previsione urbanistica per l’area di Latina che si trova alle porte del Parco del Circeo”. Esplicito il riferimento ai terreni delle mai decollate Terme di Latina, immediatamente a ridosso di Fogliano.

CI SONO VOLUTI VENT’ANNI DI IMPEGNO  – Un dialogo quello ormai decollato, che non sarebbe stato nemmeno immaginabile senza  l’impegno ventennale dell’Associazione Villaggio Fogliano che ha acceso i riflettori su questo luogo con il Festival delle Arti varando oggi l’edizione numero 21.  “Il convegno – ha commentato il presidente dell’associazione e organizzatore del convegno, Nazzareno Ranaldi – è il risultato di uno sforzo collettivo e partecipativo che riguarda tante persone che hanno preso a cuore questo luogo.  Per la prima volta oggi si è costituito un tavolo tra tutti i soggetti che possono prendere le decisioni per riqualificare questo luogo. Il governo ai massimi livelli ha dimostrato il suo interesse a occuparsi di Fogliano. La nuova amministrazione di Latina tra i suoi programmi ha messo al centro Fogliano. Una forte volontà dell’Ente Parco di far approvare il piano per avere uno strumento che permetta la gestione delle aree che fanno parte della sua giurisdizione. Il Corpo Forestale dello Stato che confluirà nei Carabinieri”.

GOVERNO IN CAMPO  – “Purtroppo la caratteristica di questa provincia è di non riuscire a pensarsi come tale ma come la somma di tanti comuni. Per mettere Fogliano al servizio di un’idea di sviluppo compatibile che sia non solo naturalistico e culturale è necessario che la discussione metta fine a una visione non sempre limpida dei soggetti coinvolti – ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sesa Amici -Fogliano sta dentro un habitat straordinario del Parco Nazionale del Circeo, che a mio parere potrebbe essere, insieme al Comune di Latina, l’Ente giuridico che tenga le fila di questo discorso. Dobbiamo riuscire a realizzare un progetto che superi il recupero architettonico, che dia a Fogliano una chiara idea di sviluppo e che attinga a diverse forme di finanziamento, quelle ministeriali ovviamente, ma anche, attraverso la Regione Lazio, quelle europee e perché no, l’intervento dei privati”, ha detto Amici prendendo l’impegno “a seguire attentamente che questo tavolo non si disperda. Darò un occhio vigile al coordinamento. Ora dobbiamo mettere insieme le idee e misurarle”.

COLETTA: “LATINA CAPOFILA ” – Latina sarà capofila al tavolo. Lo ha detto il Sindaco Damiano Coletta confermando pieno sostegno al progetto: “Villa Fogliano deve essere un luogo simbolo del nostro cambiamento. Per noi Latina deve essere anche la Città del Parco. Ci incontreremo a breve in un tavolo di confronto che istituiremo anche a Latina”.

LA TESI DI LAUREA – Un’idea di rilancio è stata offerta dalla tesi di laurea “Borgo rurale di Fogliano: tra restauro, conservazione e comunicazione” di Flavio Cirinesi, con la quale l’autore ha tracciato un percorso di sviluppo possibile .

GLI INTERVENUTI  – Sono intervenuti al convegno per dare il proprio sostegno e la propria disponibilità anche: Luca Parducci del Demanio; Nazario Palmieri del Corpo Forestale dello Stato; Paolo Cassola direttore del Parco Nazionale del Circeo; Enrico Forte per la Regione Lazio; Claudio Damiano, sindaco di Sermoneta; Felice Costanti, Assessore alle Attività produttive e Turismo del Comune di Latina; Anna Valle per la Provincia di Latina; Pier Giacomo Sottoriva, Presidente della Fondazione Caetani; Nicola Giampietro della Camera di Commercio di Latina. Erano presenti inoltre i rappresentanti delle associazioni Legambiente, Italia Nostra, FAI, Latina in bicicletta, Lipu, Sempreverde, Cooperativa Il Sentiero e Anima Latina.

 

2 Comments

2 Comments

  1. Rompilius

    12 Settembre 2016 at 19:30

    Bello! Io estenderei il parco fino ai giardini comunali e solo piste ciclabili, anzi, forse meglio comprendere anche Ninfa, tutto in un unico parco tanto è tutto di origine Caetani.
    D’altro canto è tanto che non si preclude qualcosa…
    A proposito del “salami approach” di Benedetto, sarebbe carino dirlo in italiano, visto che anche cercando con Google il significato non è chiaro: l’immagine più semplice è quella di Stalin che affetta il salame dell’opposizione…

  2. roby

    13 Settembre 2016 at 13:16

    Quanti bei nomi di gente che non ha niente da fare che tanto lo stipendio arriva lo stesso, con la gente che muore di fame, le attività che falliscono noi pensiamo a un pezzo di campagna, ma ci piantassero i cocomeri.

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Ambiente, la Provincia finanzia i progetti delle associazioni: contributi per tutela delle coste, biodiversità e sostenibilità

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La Provincia di Latina ha approvato la graduatoria definitiva del bando dedicato alle associazioni e agli enti del terzo settore impegnati nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente. L’iniziativa prevede contributi a fondo perduto per sostenere progetti destinati alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla promozione della sostenibilità sul territorio provinciale. Il bando, promosso dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile, ha messo a disposizione finanziamenti fino a 2.500 euro per ciascun progetto, coprendo fino al 100% delle spese ammissibili.

Dalle coste alla biodiversità

Le proposte finanziate riguardano quattro aree strategiche: la tutela delle aree costiere, la protezione naturalistica e la forestazione, la salvaguardia della biodiversità e dei beni paesaggistici, oltre alle iniziative per migliorare la qualità dell’aria e contrastare l’inquinamento atmosferico.

Tra i progetti ammessi figurano iniziative dedicate al monitoraggio delle microplastiche, alla protezione delle tartarughe marine, alla tutela delle api, alla valorizzazione dei percorsi naturalistici e alla conservazione di specie vegetali di particolare interesse ambientale.

Tra questi spiccano “Guardiani del Mare”, “MICROMAR”, “L’Aula Verde”, “Tarta Latina”, “In Cammino con i Custodi del Cibo”, “L’Oasi delle Api” e il progetto per la tutela dell’orchidea Anacamptis Papilionacea nel Parco Susetta Guerrini di Latina.

Il sostegno al volontariato ambientale

L’istruttoria del bando è stata curata dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile della Provincia, che ha seguito tutte le fasi del procedimento, dalla pubblicazione dell’avviso alla definizione della graduatoria finale.

“Con questo bando abbiamo voluto rafforzare il ruolo delle associazioni che rappresentano un presidio fondamentale per la tutela dell’ambiente e per la crescita della coscienza civica nelle nostre comunità”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale.

Secondo l’amministrazione provinciale, l’obiettivo è sostenere iniziative capaci di coniugare educazione ambientale, partecipazione e sviluppo sostenibile, coinvolgendo attivamente cittadini e volontari nella tutela del territorio.

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Boom di visite a Pantanello per le lucciole, Gaiba (Lipu): “Grandi e piccoli entusiasti, c’è una generazione che non le conosce”

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CISTERNA – Si è conclusa a Pantanello un’altra stagione di visite notturne alla scoperta delle lucciole. L’insetto bioluminescente, infatti, in questo periodo lascia l’area rinaturalizzata che si trova a Doganella, e con il caldo preferisce spostarsi in collina dove sarà ancora visibile nelle aree boschive. Il calendario di ingressi ha attraversato maggio e la prima metà di giugno e la Lipu che organizza le visite guidate nell’area parte del Monumento Naturale Giardino di Ninfa, è soddisfatta.

“E’ andata non bene, direi più che bene, oltre le più rosee aspettative – racconta il responsabile Gastone Gaiba -. Abbiamo fatto quattordici date, aggiungendone anche in corso d’opera per la richiesta infinita, ospitando circa 1800 visitatori, più i bambini. La cosa meravigliosa è che sono arrivati quasi 450-500 bambini a vedere le lucciole, accompagnati da genitori entusiasti quanto i bambini, perché ho scoperto che c’è una generazione che le lucciole non le conosce, quella che va dai 30 ai 40 anni non sa di che animali stavamo parlando, quindi è stata proprio una cosa magica. E con le lucciole hanno scoperto Pantanello”, dice soddisfatto l’educatore e divulgatore ambientale referente della Lipu per l’area di Pantanello.

le lucciole hanno trovato una condizione ottimale, con i prati che vengono lasciati incolti, e l’acqua che per fortuna quest’anno non manca: “Gli stagni di Pantanello hanno tutta l’acqua a regime e questo influenza tantissimo tutte le microcreature che vivono qui dentro”

I visitatori a Pantanello, grazie alle politiche della Fondazione Roffredo Caetani, a iniziative mirate e grazie anche a un generoso passaparola, sono aumentati negli ultimi anni e la platea si è fatta più variegata e ha varcato i confini nazionali: “Tante scuole  – aggiunge Gaiba – durante il periodo delle visite scolastiche, ma anche tanta richiesta di visitatori stranieri quest’anno, tanto è vero che abbiamo avviato dei progetti di collaborazione con le scuole superiori per fare formazione scuola lavoro nelle quattro principali lingue, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Ci sono capitati tantissimi turisti e quindi abbiamo offerto un servizio pratico, sul campo, proponendo di mettersi alla prova su un terreno che secondo me può offrire potenzialità di lavoro anche per i ragazzi nel futuro”.

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L’invasione delle tartarughe aliene in Parco San Marco, la Commissione: “Attivare la Regione”

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LATINA – Si è riunita la Commissione congiunta Attività Produttive e Ambiente del Comune di Latina per affrontare la problematica legata alla presenza, nel laghetto di Parco San Marco, di numerosi esemplari di tartarughe aliene invasive, che letteralmente “divorano” i piccoli di germano reale presenti nello specchio d’acqua, con ogni probabilità frutto di abbandoni da parte di privati cittadini inconsapevoli delle conseguenze della loro azione. Alla seduta hanno preso parte l’Assessore all’Ambiente Michele Nasso, le funzionarie del Servizio Ambiente del Comune di Latina, Consilia Alfarano e Barbara Trombetta, e ha esposto le criticità Oriana Ciaccio,  cittadina firmataria del Patto di Collaborazione per il Parco San Marco.

Dalle informazioni raccolte  – spiega in una nota la consigliere Simona Mulè, presidente della Commissione Attività Produttive – emerge la presenza di circa trenta esemplari appartenenti prevalentemente alla specie Trachemys scripta scripta (testuggine dalle guance gialle), oltre ad alcuni esemplari di Trachemys scripta elegans (guance rosse) e della famiglia Kinosternidae. Si tratta di specie alloctone invasive che, secondo il Piano Nazionale ISPRA per la gestione della testuggine palustre americana, rappresentano una minaccia per la biodiversità e per gli ecosistemi acquatici, essendo in grado di predare numerose specie animali e di competere con la fauna autoctona. Inoltre, la loro capacità di uscire dall’acqua, nidificare e deporre le uova negli spazi verdi circostanti può favorire l’espansione della popolazione presente nel laghetto.

“La Commissione ha voluto affrontare tempestivamente una problematica segnalata dai cittadini e che riguarda un luogo molto frequentato dalle famiglie latinensi”, dichiarano i Presidenti delle due commissioni Simona Mulè e Alessandro Porzi. “Abbiamo apprezzato la pronta risposta dell’Amministrazione comunale che, attraverso il Servizio Ambiente e l’Assessore Nasso, ha illustrato le iniziative prossime e dato lettura della nota predisposta per la Regione Lazio, finalizzata a richiamare l’attenzione sull’area di Parco San Marco e a richiedere supporto tecnico-operativo per le attività di monitoraggio e per gli eventuali interventi previsti dalla normativa vigente.”

Nel corso della seduta è stato infatti evidenziato come il Piano ISPRA attribuisca alle Regioni un ruolo centrale nelle attività di monitoraggio, gestione e contenimento delle specie esotiche invasive, prevedendo specifiche azioni di controllo per il territorio laziale. Per questo motivo su mandato della Commissione sarà coinvolta formalmente la Regione Lazio affinché Parco San Marco possa essere inserito nei percorsi di monitoraggio e valutazione previsti dalla normativa di settore.

“L’Amministrazione Celentano ha dimostrato ancora una volta attenzione alle istanze provenienti dal territorio”, proseguono i Presidenti. “L’obiettivo condiviso è quello di individuare una soluzione efficace che consenta di tutelare la biodiversità del parco, la colonia di germani reali e la fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati della città.”

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