CRONACA
Caso Maietta: per decidere sull’arresto la Giunta della Camera attenderà il Riesame. Di Lello: “Contraddizioni nell’ordinanza del giudice”
LATINA – Meno di tre quarti d’ora sono bastati mercoledì pomeriggio (14 dicembre) alla giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera per rinviare ogni decisione sulla “Domanda di autorizzazione ad eseguire la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti del deputato Pasquale Maietta”. Decisone che dovrà comunque essere presa entro il termine ultimo del 8 gennaio.
Il presidente della Giunta il parlamentare di Fratelli D’Italia, Ignazio La Russa ha sottolineato che è necessaria “una piena e approfondita valutazione della questione, che appare particolarmente delicata, riguardando la libertà personale di un parlamentare, oltre che complessa: basti pensare che la sola ordinanza è di circa cinquecento pagine, con allegati tre DVD contenenti copia dei fascicoli processuali”. Ma non è solo questo. La giunta ha deciso infatti di attendere gli sviluppi del giudizio di Riesame che l’onorevole pontino ha presentato tardivamente rispetto agli altri indagati nell’inchiesta Olimpia, ma che ora risulta pendente presso il Tribunale di Roma. Davanti alla Giunta è stato sottolineato che alcuni coindagati hanno già ottenuto dal Riesame l’annullamento della misura cautelare, con riserva da parte del giudice di pubblicare le motivazioni entro il termine massimo consentito dal codice di rito, che è di quarantacinque giorni, a conferma della complessità del caso. A quel che risulta, inoltre, l’onorevole Maietta sarebbe in attesa della fissazione dell’udienza.
Dello stesso parere il relatore del caso, Marco Di Lello: “Vanno attentamente monitorati gli sviluppi della richiesta di riesame che risulta essere stata presentata dall’interessato – sottolinea – e le motivazioni del Tribunale del riesame anche ai fini delle valutazioni della Giunta”. Nella sua relazione Di Lello illustra agli altri membri dell’organismo le accuse mosse contro Maietta e rileva quelle che definisce contraddizioni “che dovranno costituire oggetto di particolare approfondimento da parte della Giunta”.
LE ACCUSE – Sottolinea il relatore come “all’onorevole Maietta venga contestato il reato associativo (articolo 416, commi 1, 2 e 3, del codice penale). In tale contesto egli avrebbe agito nella qualità di presidente e socio di maggioranza del Latina Calcio, beneficiaria di 467.000 euro in relazione a lavori di adeguamento alle normative dello stadio comunale « Frangioni » (un errore riportato nella documentazione dell’organo parlamentare al posto di Francioni Ndr) autorizzati da funzionari comunali coindagati, in contrasto sia con il contratto di concessione che con numerose disposizioni normative in materia. L’interessato avrebbe anche omesso il pagamento periodico del canone di affitto dello stadio, per un ammontare complessivo di circa 314.000 euro. È inoltre contestato all’indagato il delitto di concussione (articolo 317 c.p.) nei confronti di un funzionario comunale che sarebbe stato costretto a noleggiare, a spese del Comune, un gruppo elettrogeno da destinare di fatto alla predetta società calcistica in occasione della celebrazione di eventi sportivi notturni”.
LE CONTRADDIZIONI RILEVATE DA DI LELLO – Osserva – si legge nel verbale della giunta – in primo luogo, come l’ordinanza ponga sullo sfondo della complessiva vicenda giudiziaria presunti rapporti di Pasquale Maietta con esponenti della criminalità organizzata locale. Tale premessa non viene però sviluppata, non è contenuta nelle contestazioni e, soprattutto, non sfocia in una contestazione ai sensi dell’articolo 416-bis del codice penale. Nell’ordinanza, inoltre, si legge che: « le intercettazioni in cui sono state registrate conversazioni del parlamentare Maietta Pasquale sono casuali e, come tali escluse dal novero delle garanzie apprestate dall’articolo 68 Cost. (…). Nel caso in esame le intercettazioni captate non possono considerarsi dirette nella sfera di comunicazione del parlamentare, atteso che i soggetti intercettati non possono essere definiti abituali interlocutori di Maietta (…) » (pag. 134). Osserva ancora Di Lello come in questo caso la contraddizione consista nel fatto che l’asserita abitualità dei rapporti tra l’interessato ed i suoi interlocutori venga, da un lato, affermata al fine di contestare il reato associativo e, dall’altro, negata quando si tratti di escludere la natura casuale delle intercettazioni captate nei confronti del parlamentare. Rileva, infine, come non risulti che sia stata richiesta alla Camera l’autorizzazione all’utilizzo processuale delle predette intercettazioni. I
INTERCETTAZIONI SENZA AUTORIZZAZIONE – E’ il Presidente La Russa poi a “bocciare” l’uso delle intercettazioni ricordando che è il Parlamento ad avere la competenza a deliberare sulla natura, casuale o meno, delle intercettazioni captate nel corso di un procedimento giurisdizionalee che in genere, l’autorità giudiziaria chiede l’autorizzazione all’utilizzo processuale delle intercettazioni quando ritenga che queste siano casuali e che, quindi, sussistano i presupposti perché la Camera conceda l’autorizzazione. Al contrario, quando non le considera casuali, non chiede l’autorizzazione e non le utilizza. In questo caso – dice La Russa eprimendo perplessità – “l’autorità giudiziaria, pur ritenendo casuali le intercettazioni, non ne ha richiesto l’autorizzazione all’utilizzo processuale”. Una questione da approfondire anche secondo Anna Rossomando del Pd.
CRONACA
Abusivismo commerciale in spiaggia, nuovo sequestro della Polizia Locale di Terracina
Anche nella giornata di oggi il personale del Nucleo di Polizia Amministrativa del Comando di Polizia Locale di Terracina, ha effettuato una nuova operazione di controllo finalizzata al contrasto dell’abusivismo commerciale. Questa volta il servizio, che è intensificato durante la stagione estiva, si è spostato sulla spiaggia dopo le precedenti operazioni dei giorni scorsi nelle zone del centro storico cittadino. Nella zona di Badino questa mattina gli agenti di Polizia Locale hanno proceduto al sequestro di circa 200 chili di merce tra accessori per capelli, borsellini, bracciali, giochi per la spiaggia potenzialmente pericolosi in quanto privi di marchio CE, e alcune decine di borse. Sequestrati anche carretti adibiti al trasporto ambulante di merci in quanto pericolosi per la sicurezza dei bagnanti.
I controlli, in città e sulla battigia, proseguiranno intensificati anche nel mese di settembre.
CRONACA
Gaeta, due giovani arrestati per spaccio: sequestrati 63 grammi di droga e oltre 2.800 euro
Due giovani cittadini albanesi, classe 2004 e 2005, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato a Gaeta nell’ambito di un’operazione antidroga condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza.
L’attività investigativa è partita dall’osservazione di uno dei due giovani, notato dai poliziotti mentre incontrava un uomo nei pressi di via Rimini, nella zona di Serapo. Gli agenti hanno assistito a uno scambio durante il quale il giovane avrebbe consegnato un involucro ricevendo in cambio del denaro.
L’uomo che aveva acquistato la sostanza è stato fermato poco dopo e trovato in possesso di una dose di cocaina. A quel punto gli investigatori hanno deciso di approfondire gli accertamenti, raggiungendo la struttura ricettiva nella quale alloggiavano i due giovani.
La perquisizione ha portato al ritrovamento di altra cocaina, sia già suddivisa in dosi sia contenuta in involucri di maggiori dimensioni. Complessivamente sono stati sequestrati circa 63 grammi di sostanza stupefacente, oltre a un bilancino elettronico di precisione e materiale ritenuto utile per il confezionamento delle dosi.
Nel corso della stessa operazione sono stati inoltre trovati 2.830 euro in contanti, in banconote di diverso taglio. Il denaro è stato sequestrato in quanto ritenuto dagli investigatori possibile provento dell’attività di spaccio.
I due giovani sono stati quindi arrestati e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, trasferiti nel carcere di Cassino in attesa dell’udienza di convalida.
Il Gip del Tribunale di Cassino ha successivamente convalidato gli arresti, accogliendo le richieste della Procura, e ha disposto per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza.
CRONACA
Furti d’auto, in provincia di Latina oltre 1.150 mezzi rubati in un anno
Sono state 916 le auto rubate in provincia di Latina nell’arco di un anno, alle quali si aggiungono oltre 240 tra moto e motorini. In totale, quindi, sono più di 1.150 i mezzi sottratti in soli dodici mesi nel territorio pontino. Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sulle statistiche diffuse dal Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza e fotografa una situazione che interessa l’intero Lazio.
A livello regionale sono state rubate 18.071 automobili e più di 6.800 tra moto e motorini. Numeri che contribuiscono a spiegare perché, secondo l’Osservatorio di Facile.it, nel Lazio il 29,8% degli automobilisti, quasi uno su tre, scelga di proteggere la propria vettura con una polizza contro il furto.
Guardando nel dettaglio ai soli furti d’auto, la provincia di Latina occupa il secondo posto nel Lazio, anche se con un distacco molto significativo rispetto alla provincia di Roma. Nella Capitale e nel suo territorio sono state infatti rubate 16.703 vetture in un anno, mentre a Latina i furti sono stati 916. Seguono la provincia di Frosinone, con 241 auto rubate, e quella di Viterbo, con 154. Chiude la graduatoria regionale Rieti, dove nello stesso periodo sono state sottratte 57 automobili.
Il dato pontino restituisce dunque il quadro di un fenomeno tutt’altro che marginale: 916 auto rubate in dodici mesi significano, in media, circa 2,5 vetture sottratte ogni giorno in provincia di Latina.
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chicca
15 Dicembre 2016 at 9:23
la legge è uguale per tutti è una gran cazzata!!
Giovanni
15 Dicembre 2016 at 10:32
Condivido pienamente!
Marco
16 Dicembre 2016 at 15:41
Basta non votare il loro partito alle prossime elezioni…chi continua a votarli vuol dire che vuole questa gentaglia