CRONACA
Famiglie rom alla ex Rossi Sud: “Uno stanzone unico per 90 persone, a tre mesi dall’incendio situazione tesa”
LATINA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci dalle famiglie rom che dopo il devastante incendio di luglio hanno dovuto lasciare il campo di Al Karama e sono state accolte in una situazione temporanea alla Ex Rossi Sud. Sono ormai tre mesi che circa 90 persone tra cui tanti bambini, anche molto piccoli, donne e uomini di vari nuclei, vivono in uno stanzone unico, con servizi in comune, freddo di notte, e senza alcun tipo di riservatezza. E con tutti i problemi che ne possono derivare di giorno in termini di conflitti e soprattutto di notte, quando si spengono le luci. La via dei Monti Lepini è lontana dal vecchio campo rom dove i padri e le madri hanno trovato lavoro nei campi e manca ancora il servizio di scuolabus per i bambini che da un mese non vanno a scuola. Nei giorni scorsi una rappresentanza ha manifestato sotto il Comune. Nei giorni precedenti avevano tentato di rientrare nel Campo dichiarato off limit per ragioni di sicurezza. In Comune intanto, il commissario prefettizio Carmine Valente ha annunciato lavori per 600mila euro per il ripristino del Campo rom, mentre la Caritas chiedeva di riconvertire quei fondi per eliminare per sempre l’area-ghetto tra Borgo Montello e Santa Maria.
LA LETTERA – La lettera è stata scritta con l’aiuto di alcuni volontari che da anni seguono le famiglie rom. Vi si legge: “Sono vari i disagi presenti nell’attuale sistemazione, ne elenchiamo giusto qualcuno per quanto il quadro sarebbe ben piĂą complesso: vi sono le docce calde che non consentono, se non a distanza di ore ed a blocchi di 3 persone per volta, il loro uso continuo e che dunque producono non pochi problemi per chi al mattino deve recarsi al lavoro, anche molto presto; il servizio scuolabus non è ancora partito (a breve, apprendiamo, tornerĂ regolarmente in servizio), per i bambini non è stato dunque possibile recarsi scuola in queste prime settimane dalla loro riapertura e si tratta di bambini che scontano sulla loro pelle un notevole gap formativo rispetto ai loro coetanei, che impatta ulteriormente sul giĂ difficile processo di inclusione rispetto alla societĂ che li circonda. C’è poi la totale mancanza di spazi privati, che rende sempre piĂą complessa la convivenza di quasi 90 persone in un unico grande spazio aperto e che infatti sta causando non pochi conflitti tra i vari membri, discussioni, problemi di varia natura igienica, intima e sociale.
La quasi totalità delle famiglie, inoltre, spinge per un ripristino della situazione precedente all’incendio del campo, insistendo su un celere ritorno nei vecchi moduli abitativi, oggi in zona interdetta a seguito dell’incendio (ricordiamo che molti lavorano nei campi antistanti, così i bambini che vanno a scuola): varie famiglie sono già tornate, negli scorsi giorni, più volte nel vecchio campo. Ad oggi, poi, non risultano chiari i tempi di attesa per i nuovi moduli abitativi oggetto dell’ultimo stanziamento di risorse, che vedrebbero la loro presenza affianco al vecchio campo (c’è chi parla ancora di qualche mese, chi di qualche settimana: nel frattempo, tuttavia, sull’Ex Rossi Sud gravano le parole e le missive della Provincia che spinge per la liberazione di quello spazio: è nel frattempo?).
Tutto ciò è aggravato dall’assenza di una prospettiva certa per circa 90 persone che da più di tre mesi vivono senza sicurezza del domani ma soprattutto al centro di un dibattito che, quando esistente, spesso vede protagonista un generale qualunquismo macchiato da pregiudizi etnici, polemiche strumentali, narrazioni fuorvianti e tendenze de-personalizzanti. Ciò che infatti ci preme, in ultimo, sottolineare è che, come già richiamato e denunciato da varie associazioni, fondazioni, diocesi, la scelta (già operata) di stanziare oggi nuovi fondi per la realizzazione di un nuovo campo rom appare antistorica: i campi rom andrebbero superati, nell’ottica di percorsi di co-progettazione con gli abitanti dei campi, interventi di sostegno mirati lungo le direttrici della scuola, dell’abitazione, del lavoro e della codeterminazione.
Questo è ciò che chiedono, e per cui lavorano da anni, decine e decine di volontari e liberi cittadini, associazioni come già richiamato, anche di caratura nazionale (come l’Associazione 21 Luglio, che ha prodotto negli anni un’amplissima documentazione in merito al superamento dei campi, best practices e percorsi virtuosi dove ciò è già avvenuto) e che nelle scorse settimane si sono messe a disposizione di questa gestione commissariale della città , rendendosi disponibili non solo ad un dialogo ma ad un contributo concreto e specifico.
Questo è ciò che la politica – anche di questa cittĂ – deve avere il coraggio di dire, fare e perseguire, facendo un passo in avanti ed uscendo da un dibattito sterile e non benefico per nessuno. Su queste basi intendiamo muoverci ed attuare tutte le iniziative che riterremo opportune”.
CRONACA
Tentato omicidio nella notte ad Aprilia, fermato un 48enne del posto
Un tentato omicidio avvenuto ad Aprilia nella notte ha portato al fermo di un 48enne del posto, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è gravemente indiziato di tentato omicidio premeditato, oltre che di detenzione e porto abusivo di arma da fuoco, esplosione di colpi in luogo pubblico e possesso illegale di munizioni.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, l’episodio sarebbe nato da un acceso diverbio tra il 48enne e un cittadino straniero, poi degenerato in violenza. Alla base dello scontro ci sarebbe un presunto credito vantato dalla vittima. Durante la lite, i due si sarebbero affrontati fisicamente, fino a quando l’indagato avrebbe estratto una pistola, esplodendo diversi colpi che hanno raggiunto l’uomo al torace e all’addome. Il ferito è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Pomezia, dove si trova tuttora ricoverato.
Un elemento chiave nelle indagini è stato il successivo accesso al pronto soccorso di Aprilia dello stesso 48enne, che si è presentato con ecchimosi ed ematomi, tentando di giustificare le lesioni con un presunto incidente stradale, senza però fornire dettagli convincenti. Circostanza che ha insospettito i militari, permettendo di collegarlo rapidamente all’episodio.
Nel corso dei sopralluoghi, i Carabinieri hanno repertato e sequestrato diversi bossoli sul luogo della sparatoria, mentre l’arma utilizzata non è stata ancora rinvenuta. La successiva perquisizione domiciliare ha invece portato al ritrovamento di numerose munizioni detenute illegalmente. Alla luce degli elementi raccolti, per l’uomo è scattato il fermo disposto dalla Procura di Latina. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere del capoluogo, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e ricostruire con precisione tutte le fasi dell’aggressione.
CRONACA
Latina, anziana investita sulle strisce pedonali in Corso della Repubblica
LATINA – Una donna è stata travolta da un’auto mentre attraversava sulle strisce pedonali in Corso della Repubblica a Latina, in pieno centro cittĂ . L’incidente è avvenuto poco dopo le 18 all’altezza di Via Cairoli dove la signora che – secondo quanto si apprende ha 90 anni – appoggiata a un deambulatore, provava a spostarsi sul marciapiede opposto. Il conducente dell’auto, un ragazzo, si è fermato a prestare soccorso. L’anziana all’arrivo del 118 è stata portata in codice rosso all’ospedale Santa Maria Goretti. Sul posto la polizia locale ha chiuso il tratto per effettuare i rilievi.
CRONACA
Latina, getta lastre di amianto in un fosso, le telecamere lo riprendono: denunciato
LATINA – Ha abbandonato lastre di onduline contenenti fibra di amianto nel fosso Acqua Bianca in Strada Il Bastione alla periferia di Latina, ma le telecamere della zona lo hanno ripreso. Un uomo è stato denunciato in stato di libertĂ all’AutoritĂ Giudiziaria per il reato di abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi. Proprio grazie alle  immagini riprese dalla videosorveglianza l’uomo è stato immortalato nel momento esatto in cui arrivava con un furgone, si fermava e gettava un quantitativo pari a circa 1 metro cubo del materiale classificato come rifiuto speciale.
“L’abbandono in ambienti naturali di manufatti contenenti amianto costituisce un potenziale grave pericolo per l’ambiente, nonchĂ© per la salute delle persone”, ricordano i carabinieri forestali.
-
TITOLI2 ore faI quotidiani di Latina in un click – 24 aprile 2026
-
TITOLI1 giorno faI quotidiani di Latina in un click – 23 aprile 2026
-
TITOLI2 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 22 aprile 2026
-
TITOLI3 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 21 aprile 2026
-
TITOLI4 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 20 aprile 2026
-
TITOLI5 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 19 aprile 2026
-
TITOLI6 giorni faI quotidiani di Latina in un click – 18 aprile 2026
-
TITOLI1 settimana faI quotidiani di Latina in un click – 17 aprile 2026





