CRONACA
Carcerazione degradante a Latina, il ricorso di Carmine di Silvio
LATINA – Carmine Di Silvio arrestato nel 2010 nell’ambito dell’operazione Lince e attualmente imputato nel procedimento Scarface pendente davanti al Tribunale di Roma, oggi detenuto nella casa circondariale di Rovigo, ha presentato attraverso il suo legale di fiducia, l’avvocato Antonino Castorina del Foro di Reggio Calabria, reclamo per denunciare situazioni vissute ritenute pregiudizievoli, dovute al sovraffollamento carcerario.
L’esponente del noto clan di Latina ha praticamente vissuto negli ultimi anni in vari penitenziari di Lazio e Campania, prima di approdare in quello veneto e cotesta le condizioni di vita nelle strutture in cui è stato detenuto, in primis quella di Via Aspromonte. Ora il magistrato di sorveglianza di Padova si è pronunciato e ha accolto solo in parte l’istanza, nella parte relativa alle lamentele per sul carcere di Latina dove Carmine Di Silvio si è trovato solo per sette giorni. Sono state rigettate invece le richieste della difesa in relazione alle carceri di Velletri, Rebibbia, Napoli, Benevento e Secondigliano. Lo riferisce lo stesso avvocato Castorina scrivendo: “Viene specificato da parte del magistrato di sorveglianza che per la detenzione a Latina viene provato che per sette giorni ci sia stato un trattamento “disumano e degradante”.
“Riteniamo – afferma il legale di Carmine di Silvio – Antonino Castorina che spesso il senso delle norme strida con la cruda realtà carceraria e che nella fase di esecuzione della pena la rieducazione del condannato incontri alcuni limiti. Rispetto a questo abbiamo ritenuto di porre all’attenzione del magistrato di sorveglianza tutta una serie di questioni per come stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e nell’interesse di diritti inalienabili che vanno tutelati per chiunque”.
CRONACA
Morti in cantiere per il caldo, oggi sciopero unitario degli edili: “Basta lavorare in condizioni climatiche estreme”
LATINA – E’ in programma questa mattina a Latina il sit in unitario dei sindacati di categoria degli edili aderenti a Cgil Cisl e Uil che hanno indetto uno sciopero di 8 ore dopo le morti sul lavoro di due operai avvenute in meno di 24 ore, mentre il bollettino delle ondate di calore segnalava bollino rosso nel capoluogo. La manifestazione è stata programmata sotto la Prefettura di Latina a partire dalle 9,30.
“Basta lavorare in condizioni climatiche estreme”, dichiara la Cgil di Roma e del Lazio in una nota.
“Entrambi i lavoratori sono stati colti da un malore mentre lavoravano – prosegue la nota -. Spetterà agli accertamenti chiarire le cause e le eventuali responsabilità, ma non può sfuggire che nelle giornate in cui si sono verificate le due tragedie il territorio di Latina fosse esposto a un livello elevato di rischio per il caldo, una condizione climatica estrema che andava avanti da giorni. Inoltre, nel Lazio la Fillea ha raggiunto un accordo con l’Edilcassa per l’integrazione salariale per le ore di Cigo per caldo, una soluzione concreta per garantire la stessa retribuzione in caso di sospensione delle attività. Per questo, a maggior ragione, chiediamo che siano rafforzati immediatamente i controlli nei cantieri e che venga garantita la piena applicazione dell’ordinanza regionale che vieta il lavoro nelle ore più calde.
“Lo sciopero vuole richiamare le imprese alle proprie responsabilità e le istituzioni a fare la loro parte. Alla Regione Lazio abbiamo proposto l’introduzione di una misura di sostegno al reddito anche per gli altri settori affinché nessuna persona sia costretta a scegliere tra la propria salute e il proprio salario”, conclude la nota.
CRONACA
Il Nas riscontra gravi carenze, chiusa una casa di riposo a Sermoneta
SERMONETA – Gravi carenze igieniche e irregolarità hanno portato alla chiusura di una casa di riposo a Sermoneta. Sono stati i carabinieri del Nas nel corso di controlli a visitare la struttura e a rilevare le gravi criticità trasmettendo gli atti al Comune che ha emesso l’ordinanza di sospensione. Il provvedimento ha disposto anche il tempestivo ricollocamento dei quattordici ospiti, che sono stati trasferiti presso le rispettive famiglie o in altre strutture assistenziali del territorio. Contestualmente, per le violazioni amministrative accertate, è stata elevata a carico del titolare della struttura una sanzione pari a 8.333 euro.
CRONACA
Addio a Maria Rosaria Vitiello Pannone. Funerali a San Marco
LATINA – Si è spenta nelle prime ore di oggi all’Icot di Latina, Maria Rosaria Vitiello, mamma del regista Gianfranco Pannone e dell’avvocato Giuseppe, ex consigliere comunale. Aveva 84 anni. Il figlio più piccolo, Paolo Pannone, l’aveva preceduta, scomparso prematuramente alcuni anni fa, come l’amatissimo marito Franco. In pensione dalla sua professione di maestra di scuola primaria a Sabaudia e a Latina, e poi di insegnante di scuola media a Sabaudia, Maria Rosaria Vitiello era ed è sempre rimasta una donna attiva, con uno sguardo vivo nonostante i dolori, sempre presente quando si trattava di appuntamenti culturali, musica, cinema, dibattiti che riguardassero la città. E dal pubblico diceva la sua.
“Mamma era una donna che aveva voglia di vivere, ha fatto tutto con intensità, anche quando sbagliava. Ha scritto e ci ha lasciato poesie e canzoni, alcune registrate con la sua voce, la muoveva la passione. Mia mamma era una nota, una nota musicale”, è il ricordo del figlio Giuseppe.
In un post pubblicato sui social, il registra Gianfranco racconta anche qualcosa degli ultimi, difficili giorni: “Te ne sei andata, mamma, combattendo fino alla fine. Sì, perché sei stata un’indomita combattente contro le avversità della vita, prima di tutto rispetto alla fine di papà e poi di Paolo, che se ne è andato troppo presto, e, non ultimo, per il brutto male al quale hai risposto con la tua consueta dignità e forza. La settimana scorsa ancora ti compravi un costume da bagno e l’hai scelto anche bello ed elegante. Chapeau! L’ultima frase che hai sussurrato nel letto d’ospedale? “Voglio partecipare.” Nel senso che di fronte a medici e infermieri volevi dire la tua; ma a me piace interpretare il tuo voler partecipare anche come atto politico responsabile, militante e socialista. Negli ultimi giorni, malgrado le avversità, ancora ti arrabbiavi con chi non rispetta il nostro Parco Nazionale del Circeo e le sue dune…Ed ora che di noi cinque siamo rimasti in due, io e Giuseppe, ci mancherai tanto, orgoglio e ostinazione compresi”.
Maria Rosaria Vitiello Pannone lascia con Gianfranco e Giuseppe, i suoi cinque nipoti. Le esequie saranno celebrate venerdì 24 luglio alle 16:30 nella Cattedrale San Marco.
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M. M
29 Ottobre 2022 at 10:50
La situazione carceraria in Italia è in uno stato disumano io ho fatto un anno a Regina Coeli di roma in terza sezione 5 docce per 170 detenuti..vitto pietoso e servito come in un canile patate verdure cotte con tutta la terra una polpetta da 15 grammi di carne a detenuto. Celle senza un sistema per chiamare le guardie se un detenuto è in pericolo di vita o altro la guardia penitenziaria non interviene prima di 20 minuti….è pietosa e inumana