Lunanotizie.it

APPUNTAMENTI

Latina festeggia il 90° della sezione Alpini

Pubblicato

LATINA – Latina festeggia il 90° della sezione Alpini, il 29 giugno, con una giornata di eventi. Si comincerà alle 9,30 con l’ammassamento in Piazza del Popolo di fronte alla Torre comunale in attesa dell’uscita del gonfalone del Comune e del vessillo dell’Ana sezionale cui saranno poi resi gli onori. A seguire la sfilata da Piazza del Popolo fino a Piazza Dante e l’alzabandiera in Piazza Dante presso il monumento donato dalla città di Treviso alla città di Latina. Quindi, il trasferimento al monumento all’Alpino con la deposizione di una corona in ricordo di tutti gli alpini “andati avanti”. La giornata proseguirà alle 11 con la messa nella cattedrale di San Marco officiata dal vescovo Mariano Crociata.

Si riprende nel pomeriggio alle 16 con l’inaugurazione del rinnovato Parco Aula Verde di viale Le Corbusier e alle 17 al Circolo Cittadino con l’inaugurazione della mostra degli Alpini dal titolo “Storia di uomini e sacrificio al servizio della patria”, con la proiezione continua nelle varie sale di immagini tratte dall’Adunata nazionale del 2009. Nell’aula consiliare del comune seguirà l’ufficializzazione del gemellaggio della sezione Ana di Latina con le sezioni Ana di Treviso e Udine e la consegna degli attestati di benemerenza.

Alle 19 in piazza del Popolo un altro momento clue con il concerto itinerante della Fanfara Alpini del Molise, mentre nell’arena Cambellotti a partire dalle 19:30 si terrà l’esibizione del Coro ANA di Latina “Maggiore Francesco Totaro” dal titolo Canti della tradizione Alpina.

In chiusura di giornata, alle 21, sempre nell’arena Cambellotti organizzato dalla fondazione Campus internazionale di musica il concerto del Duo formato da Giulia Cellacchi al violino e Davide Celacchi al violoncello. In programma duetti di Glière, Bartòk e Kodaly.

Leggi l’articolo completo
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

APPUNTAMENTI

Sezze si accende con la Fiera della Croce: appuntamento il 3 maggio 2026

Pubblicato

Torna uno degli eventi più attesi della primavera nel territorio pontino: la Fiera della Croce animerà Sezze domenica 3 maggio 2026, trasformando il centro cittadino in un vivace spazio di incontro tra tradizione, cultura e intrattenimento.

La manifestazione si svolgerà tra Porta Pascibella, Via Marconi e il Parco della Rimembranza, con un ricco programma pensato per tutte le età. Si parte alle ore 9:00 con l’apertura degli stand e delle esposizioni artigianali, cuore pulsante della fiera, dove sarà possibile scoprire prodotti locali e lavorazioni tradizionali.

Nel corso della mattinata, dalle 10:00 alle 13:00, spazio alla divulgazione con La Domenica della Scienza, un’iniziativa ospitata presso il Centro Sociale U. Calabresi e curata dall’Associazione La Macchia, pensata per avvicinare grandi e piccoli al mondo scientifico in modo coinvolgente.

Il pomeriggio prosegue alle ore 15:00 con un laboratorio didattico e lettura ad alta voce dal titolo Io gomitolo tu filo, organizzato al Parco della Rimembranza dall’associazione Le Feste di Alice, un momento creativo dedicato ai più giovani.

Dalle ore 16:30 la musica diventa protagonista con l’intrattenimento live della Out Road Band – Binario 7, che porterà energia e ritmo nel cuore della fiera.

Alle 17:00 il programma si arricchisce con lo spettacolo Alice e Mattia – Studio per l’inizio di un romanzo, a cura di Matutateatro, presso lo spazio MAT teatro.

Gran finale alle ore 18:00 con lo spettacolo teatrale Tutto o niente, in scena all’Auditorium San Michele Arcangelo, sempre a cura di Matutateatro.

La Fiera della Croce si conferma così un evento capace di unire tradizione e innovazione, offrendo una giornata ricca di esperienze tra cultura, spettacolo e convivialità. Un appuntamento imperdibile per cittadini e visitatori che vogliono vivere da vicino l’anima autentica di Sezze.

 

Leggi l’articolo completo

APPUNTAMENTI

Coppa d’Oro della Maga Circe, successo per l’edizione 2026: vince l’equipaggio Veralli-Anselmicchio

Pubblicato

Si è chiusa con un bilancio più che positivo la Coppa d’Oro della Maga Circe, manifestazione che ha riportato sulle strade pontine il fascino delle auto d’epoca. Quaranta equipaggi provenienti da tutta Italia hanno attraversato alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Latina a bordo di vetture sportive costruite entro il 1965.

A conquistare la vittoria assoluta è stato l’equipaggio Veralli-Anselmicchio su Lancia Fulvia Montecarlo, che si è aggiudicato anche il Trofeo Circeo Historic. Sul podio anche i romani Trombetta-Pierri su Volkswagen Cabriolet Okrasa e la coppia cagliaritana Poddi-Bettocchi su Volkswagen 1600 TL.

Grande soddisfazione da parte degli organizzatori del Circolo Latina Automoto Storiche. Il presidente Enrico D’Antrassi ha sottolineato il valore dell’evento non solo dal punto di vista sportivo, ma anche come strumento di promozione del territorio, capace di attrarre appassionati da diverse regioni e generare ricadute concrete in vista della stagione estiva.

Elemento distintivo dell’edizione 2026 è stato il forte legame tra percorso e patrimonio locale. Le vetture hanno fatto tappa in luoghi simbolo come la Grotta Guattari, l’Abbazia di Valvisciolo, il Campo Soriano e il Museo di Piana delle Orme, coinvolgendo un pubblico numeroso lungo tutto il tracciato.

Tra i momenti più suggestivi, l’esposizione delle auto davanti all’abbazia di Valvisciolo con la benedizione dei veicoli, e la grande partecipazione registrata a Sabaudia e nel centro storico di San Felice Circeo.

Di rilievo anche il parco auto, con modelli iconici come la Corvette C1, la Fiat Dino Spider e la rara Cisitalia 202 Spider Mille Miglia Nuvolari del 1948, prodotta in soli 25 esemplari.

La manifestazione, giunta alla sesta edizione, continua a crescere anche a livello nazionale, come confermato dalla presenza dei rappresentanti dell’ASI durante le premiazioni.

Leggi l’articolo completo

APPUNTAMENTI

Imparare guardando il cielo: a Lievito Kids il mito di Orione diventa esperienza

Pubblicato

Quando lo sguardo si alza dai libri e incontra il mondo, in quello spazio fatto di osservazione, attesa e scoperta, nasce il senso più autentico della scuola.

Nel pomeriggio di oggi, martedì 28 aprile, alle ore 16:00, Palazzo M ospita uno degli appuntamenti della sezione KIDS della rassegna Lievito 2026: “Quando Orion dal cielo imperversa”, una narrazione animata che porta in scena un percorso educativo costruito giorno dopo giorno, con cura e dedizione.

Ideata dai docenti Carla Marchionne, Maria Grazia Onorati e Carlo Mantuano, e realizzata insieme agli alunni della classe 3^ B dell’Istituto Comprensivo Da Vinci-Rodari, la performance prende forma all’interno del progetto d’Istituto “Coloriamo il nostro futuro”. Ventisei bambini, tredici bambine e tredici bambini, diventano interpreti del mito di Orione, tratto dal libro “Con il cielo negli occhi” di Franco Lorenzoni e rielaborato con uno sguardo fresco, libero, profondamente loro. Più che uno spettacolo, si tratta della restituzione viva di un’esperienza condivisa.

In scena, il racconto si anima attraverso drammatizzazioni, sequenze di body percussion e momenti di teatro che restituiscono tutta la forza evocativa del mito. Ma ciò che rende questo lavoro davvero significativo è il percorso che lo ha reso possibile. Durante l’anno scolastico, gli alunni hanno osservato il cielo con costanza, in diverse ore del giorno, imparando a riconoscerlo, a familiarizzare con i suoi ritmi, a coglierne i segnali. Un esercizio di pazienza e attenzione che ha trasformato la volta celeste in un luogo quotidiano, vicino, quasi intimo.

L’osservazione della costellazione di Orione, tanto attesa quanto più volte rimandata a causa del maltempo, è diventata il simbolo stesso di questo cammino. Il titolo della performance ne conserva la memoria e ne amplifica il significato: “Quando Orion dal cielo imperversa” richiama quell’attesa e la lega all’antica relazione tra il mito e il mutare del tempo, tra il cielo e la vita sulla terra.

In questo progetto, il ruolo dei docenti emerge con una forza silenziosa ma determinante. Guide attente, capaci di accompagnare i ragazzi dentro un’esperienza reale, concreta, fatta di osservazione diretta e di relazione con ciò che li circonda. È un insegnamento che affonda le radici in una visione profonda dell’educazione, quella che Galileo sintetizzava con lucidità: i discorsi devono stare sopra il mondo sensibile, non sopra un mondo di carta. E così il cielo diventa spazio di gioco, di riflessione, di comunicazione e di immaginazione. Diventa occasione per costruire legami, per sviluppare uno sguardo critico, per imparare a stare nel tempo dell’attesa e della scoperta.

“Quando Orion dal cielo imperversa” è un racconto, certo, ma soprattutto testimonianza di come la scuola, quando si apre al mondo, riesca ancora a essere un luogo in cui si impara davvero.

Leggi l’articolo completo

Più Letti