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Sicurezza, prevenzione e contrasto alla criminalità: il bilancio del Comando provinciale dei Carabinieri di Latina
LATINA – Un anno intenso e complesso per l’Arma dei Carabinieri e per tutte le forze di polizia del territorio pontino. A tracciare il bilancio delle attività svolte è il Comandante provinciale dei Carabinieri di Latina, colonnello Christian Angelillo, che ha evidenziato risultati operativi importanti, frutto di un lavoro costante di prevenzione, deterrenza e contrasto ai principali fenomeni criminali.
I risultati ottenuti, spiega Angelillo, non devono essere valutati esclusivamente in termini numerici, ma soprattutto per l’impatto preventivo e dissuasivo esercitato sul territorio, in relazione a fenomeni che colpiscono la provincia in modo particolarmente significativo.
Violenza di genere: accompagnare le vittime verso la libertà
Tra le priorità evidenziate dal Comandante provinciale emerge il contrasto alla violenza di genere, ambito nel quale l’Arma dei Carabinieri è fortemente impegnata non solo sul piano repressivo, ma anche nel supporto alle vittime. Un lavoro svolto in sinergia con fondazioni e realtà del terzo settore, sempre più attive in tutta la provincia per restituire dignità, libertà e autonomia a chi subisce violenza o vive in condizioni di sottomissione.
Truffe agli anziani e nuove tecnologie criminali
Un altro fronte particolarmente delicato è quello delle truffe, soprattutto ai danni delle persone anziane. Angelino sottolinea l’importanza di rafforzare l’attività di prevenzione anche attraverso una comunicazione capillare, diffondendo le principali cautele nei centri di aggregazione e sul territorio. In questo contesto, i comandi di stazione e i presìdi territoriali rivestono un ruolo fondamentale.
Parallelamente, è necessario un investimento sul piano tecnologico per contrastare strumenti sempre più sofisticati utilizzati dalle organizzazioni criminali, capaci di colpire le fasce più fragili della popolazione con modalità nuove e insidiose.
Criminalità organizzata, corruzione e misure interdittive
Il contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione resta un pilastro dell’azione dell’Arma. Un’attività che si sviluppa sia sotto il profilo repressivo, in collaborazione con l’autorità giudiziaria distrettuale e la Procura ordinaria, sia attraverso il lavoro con la Prefettura, in particolare mediante controlli del territorio e l’applicazione di misure interdittive. Strumenti ritenuti fondamentali per arginare l’influenza dell’imprenditoria criminale nella provincia di Latina.
Caporalato: impegno confermato anche per il 2026
Tra i fenomeni monitorati con attenzione c’è anche il caporalato, che – come precisato dal Comandante – non coinvolge l’intero tessuto imprenditoriale, ma specifiche realtà. L’impegno dei Carabinieri proseguirà anche nel 2026, con iniziative mirate a contrastare lo sfruttamento dei lavoratori e a impedire che imprese irregolari possano beneficiare di contributi pubblici.
Armi e droga: due dati allarmanti
Particolarmente significativi i dati relativi al sequestro di armi, effettuato in quantità elevatissime, e alla crescente domanda di sostanze stupefacenti. Un mercato che continua ad alimentare le dinamiche criminali, generando conflitti tra gruppi rivali e favorendo l’uso delle armi come strumento di controllo e dominio del territorio.
Lo stupefacente, spiega Angelino, non è più solo un elemento di marginalità, ma viene sempre più utilizzato come mezzo per inseguire modelli di vita illusori, coinvolgendo non solo i giovani ma anche gli adulti.
Una città più sicura
Nonostante le criticità, il Comandante provinciale conclude con un messaggio positivo: i dati indicano una delittuosità in calo e una città che continua a mantenere un buon livello di sicurezza. L’auspicio per il nuovo anno è quello di rafforzare ulteriormente la percezione di sicurezza tra i cittadini, affinché Latina resti un territorio in cui sia possibile vivere serenamente.
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Sezze legge “Il nome della Rosa”, Loffarelli: “Saremo 108 di tutte le età. La Fondazione Umberto Eco ci ha ringraziato”
SEZZE – Sezze torna protagonista della scena culturale con un’iniziativa dedicata al decennale della scomparsa di Umberto Eco: la lettura integrale del best seller “Il Nome della Rosa”. Domani, sabato 22 agosto, al Museo Archeologico di Sezze a partire dalle 17,30 circa e fino a domenica 23 agosto alle 19,30 circa, 108 persone di ogni età leggeranno le pagine del giallo storico, scritto da Eco nel 1980, ambientato in un monastero benedettino del Nord Italia nel novembre dell’anno 1327.
L’iniziativa è dell’Associazione Culturale le Colonne fondata e animata da Giancarlo Loffarelli che ci ha raccontato come è nata l’idea.
“Ricordo quando poco prima di lasciarci Eco fece una dichiarazione, lui disse che per capire se una persona, uno scrittore, un artista, un intellettuale ha lasciato qualcosa, bisogna aspettare almeno dieci anni dalla sua morte. Per cui io gradirei – disse – che per 10 anni non si stia troppo a parlare di me. Quest’anno sono appunto 10 anni dalla sua scomparsa, e un po’ in tutta Italia a dire il vero, sono nate una serie di iniziative. Noi, come Associazione Le Colonne avevamo un’esperienza al riguardo, nel 2010 abbiamo organizzato qui a Sezze, lungo le strade, le piazze, i vicoli del paese, la lettura integrale della Divina Commedia di Dante, nel 2012 abbiamo apposto anche qui, lungo i muri della città, delle targhe, ognuna contenente un articolo della nostra Costituzione. Nella ricorrenza di questi dieci anni abbiamo avuto questa idea, cioè quella di poter ricordare Eco con la lettura integrale del nome della Rosa“, spiega Loffarelli.
Una maratona alla quale parteciperanno persone di ogni età e mestiere.
“In tutte le nostre iniziative – prosegue Loffarelli – la volontà è quella di un grosso coinvolgimento popolare, per cui qui abbiamo i più piccoli, sono in due, che hanno 8 anni, mentre la persona più anziana ne ha 85 e poi c’è anche qualcuno che magari fa teatro, e ha a che fare con la lettura, con l’interpretazione, ma molte persone si sono semplicemente offerte. E’ stata un’adesione spontanea. Noi abbiamo diffuso sui social, sul sito web della nostra associazione, l’invito, e chi voleva poteva offrirsi come lettore, puntavamo a 100, giusto per fare cifra tonda, siamo arrivati a 108“.
Ognuno di loro leggerà un brano, passando il testimone al successivo partecipante, anche nel cuore della notte.
“Certo, su questo eravamo un po’ scettici all’inizio, poi considerato che è un sabato e considerato che soprattutto il sabato i giovani sono abituati a uscire dopo cena, abbiamo avuto grosse adesioni da parte loro. A ognuno abbiamo fatto scegliere un orario in cui preferivano leggere, per quanto la cosa potesse essere poi inquadrabile nello schema generale, e in quella fascia notturna abbiamo diversi giovani che si sono offerti per cui speriamo che altri giovani siano fra il pubblico ad ascoltare“.
Che cosa vi augurate che possa venire fuori da questa iniziativa?
“Intanto abbiamo avuto già un piccolo riscontro, l’altro ieri, martedì 18 agosto, abbiamo fatto un incontro per prepararci, sempre lì al museo archeologico, una mia conferenza su “L’allegro nominalismo nichilistico di Umberto Eco”. Era un modo per dire che “Il nome della rosa” è stato tante cose: un romanzo che qualcuno pensa semplicemente poliziesco, medievale, storico ma che ha tanti svolti anche filosofici. Anche lì abbiamo avuto una grossa adesione, diverse persone che sono intervenute e hanno sottolineato il valore culturale per la nostra città di questa iniziativa, abbiamo anche avuto un bel riconoscimento, ci è arrivata una mail di Stefano Eco, il figlio di Umberto Eco che è il presidente della Fondazione, che ci ha fatto i complimenti per questa iniziativa. Ci auguriamo semplicemente che ci sia la più ampia partecipazione e ci basta sapere che alcune persone abbiano avuto lo stimolo per rileggere tutto in parte questo romanzo e magari incuriosirsi ad altre cose di Eco, già questo per noi è un grandissimo risultato“.
ATTUALITA'
Sabaudia, malore al concerto, Sal Da Vinci si ferma per consentire i soccorsi. Pubblico in estasi, lui: “Sorpreso da tanta bellezza”
SABAUDIA – Piccolo fuori programma al concerto di Sal Da Vinci all’Arena del Mare di Sabaudia. Un uomo si è sentito male e il cantante, appena se n’è accorto, si è fermato per consentire i soccorsi da parte degli operatori della Croce Rossa che presidiano l’area durante le affollate serate estive. Tutto è rientrato poco dopo, lo spettatore si è ripreso, e lo spettacolo è proseguito.
Grande il feeling con il pubblico, al quale il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo ha raccontato anche storie della sua vita, come l’amicizia con Renato Zero, nata durante la scrittura di un disco e diventata punto fermo nella vita.
“Sorpreso da tanta bellezza”, ha detto poi Sal Da Vinci ringraziando chi ha deciso di assistere al concerto.
Sul palco, con il nuovo album Per sempre sì, Sal Da Vinci continua a essere al centro della scena musicale italiana con un progetto che unisce emozione, melodia e contemporaneità. A guidare l’estate è Poesia, il singolo estratto dall’album, una bachata dalle sonorità avvolgenti e raffinate.
Uno spettacolo emozionante a Sabaudia che ha ripercorso i momenti più amati della carriera dell’artista insieme ai brani più recenti, in un racconto musicale applaudito dal pubblico che lo ha trovato intenso e coinvolgente.
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Ferragosto a Sabaudia, musica e spettacolo in piazza: Marco Ligabue conquista il pubblico
Una piazza gremita, la musica, la voglia di stare insieme e un grande spettacolo finale. Il Ferragosto a Sabaudia si conferma un appuntamento capace di richiamare cittadini, visitatori e turisti nel cuore della città, trasformando Piazza del Comune in un grande luogo di incontro e partecipazione.
A dare ritmo alla serata è stato Marco Ligabue, cantautore e chitarrista italiano, fratello minore di Luciano Ligabue.Nato a Correggio nel 1970, Marco Ligabue ha iniziato il proprio percorso musicale anche come chitarrista e autore dei Rio, prima di intraprendere dal 2012 la carriera da solista. Nel corso degli anni ha pubblicato diversi album e numerosi singoli, costruendo una solida esperienza dal vivo e portando la propria musica nelle piazze italiane durante i tour estivi.
Sul palco di Sabaudia, Ligabue è stato accompagnato da una band composta da Johnny alla chitarra, Jack al basso e Leo alla batteria, musicisti che hanno contribuito a dare al concerto un’impronta decisamente rock.
Il concerto ha proposto un repertorio capace di attraversare diverse generazioni della musica italiana. Brani di Fabrizio De André, Gianluca Grignani e Rino Gaetano si sono alternati ai successi di Luciano Ligabue e ad alcuni brani dello stesso Marco Ligabue.
Ancora una volta Sabaudia ha risposto con una partecipazione, il pubblico ha cantato, applaudito e accompagnato la band per tutta la serata, in un’atmosfera di festa che ha coinvolto l’intera piazza.
Tra un brano e l’altro, Marco Ligabue ha anche affrontato temi sociali importanti. Nel corso della serata ha parlato di femminicidio e violenza contro le donne, spiegando la scelta di affrontare questo argomento durante ogni suo concerto.
Un momento particolarmente significativo è stato quello dedicato alla Lingua dei Segni Italiana (LIS). Ligabue ha coinvolto direttamente il pubblico, insegnando i segni del ritornello di una delle sue canzoni, molto apprezzata anche dalla comunità sorda.
A conclusione dei festeggiamenti, la musica ha lasciato spazio alle luci del cielo. Lo spettacolo piromusicale a basso impatto acustico ha chiuso la serata accompagnando le immagini dei fuochi con la musica e regalando al pubblico un finale particolarmente suggestivo.



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