DRAMMA DELLA TOSSICODIPENDENZA
La Fanti risponde a Cirilli

Patrizia Fanti

LATINA – In riferimento alla lettera inviata dal vice sindaco del Comune di Latina, Fabrizio Cirilli, alle autorità locali e della Regione Lazio, in merito alla disperazione di una madre e di un figlio segnato da una esperienza di tossicodipendenza e con problemi di natura psichiatrica, ora interviene l’assessore alle poliche sociali del Comune, Patrizia Fanti, ecco il testo integrale della lettera:

«Ritengo doveroso fare alcune precisazioni – afferma l’assessore ai servizi sociali del Comune di Latina, Patrizia Fanti – Sebbene il collega Fabrizio Cirilli tenga a sottolineare “che non lo fa né con spirito polemico né con l’intento di sollevare un problema tanto per farlo”, le modalità con cui il dramma familiare è stato reso noto lasciano piuttosto perplessi. Non si spiega il senso di una lettera inviata alle autorità e alla stampa da chi si spoglia del proprio ruolo di governo, svolto ora e nel passato, sino alla riduzione a semplice cittadino scrivente. Un duplice ruolo di cui si è investito, quello di parte e controparte, che potrebbe essere ritenuto quasi “artificioso e strumentale”. Come Cirilli ben sa, da vice sindaco e assessore all’ambiente dell’amministrazione Di Giorgi nonché ex consigliere regionale, esiste una gerarchia istituzionale e territoriale di competenze e funzioni ma esistono soprattutto la collaborazione e il dialogo aperto tra i membri della stessa macchina amministrativa (di cui fa parte) e di questa verso le altre. Il dialogo tra le parti è importante ma il rispetto è fondamentale. Come evidenzia lo stesso Cirilli, il caso esemplificato è una situazione impegnativa che fa ritenere indispensabile la sinergia istituzionale. L’obiettivo è lo stesso per tutti, al di là degli schieramenti di partito: che la politica sia lo strumento per dare voce a coloro che non l’hanno ed essere vicini alla gente con azioni concrete. Le strumentalizzazioni non mi interessano e in politica ho sempre mostrato una sola faccia. In qualità di assessore ai servizi sociali – conclude Fanti – invito questa madre a presentarsi presso i nostri uffici per conoscere anche personalmente la sua vicenda, agire in via istituzionale e collaborativa, sostenendo il valore della famiglia e ancora coinvolgendo – qualora il caso lo richiedesse – anche l’assessorato di competenza della Regione Lazio, che non farà mancare il suo supporto al nostro territorio».

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