SANITA’ PONTINA
La clinica di Aprilia può perdere il Pronto soccorso

LATINA – La clinica Città di Aprilia rischia di chiudere il Pronto Soccorso per mancanza di risorse. E’ quanto denuncia in una nota il vicecapogruppo del Pd alla Regione Lazio Claudio Moscardelli. Da due anni la Ausl pontina sopporta i tagli della Presidente Polverini senza giustificazione alcuna, essendo stata risanata. Nel 2005 perdeva 140 milioni di euro l’anno, mentre il 2010 è stato chiuso in pareggio e nel 2011 avremo un avanzo di 21 milioni di euro. Ciò è avvenuto riqualificando la spesa e subendo anche riconversioni: è stato fatto non diminuendo i servizi erogati e assicurandone dei nuovi (Hospice per malati terminali che mancavano, RSA per anziani, poliambulatori per rafforzare la medicina sul territorio). E’ stato istituito a maggio 2008 il DEA di II livello l’Ospedale di Latina, il primo fuori della città di Roma, l’Ospedale di Terracina è stato rilanciato con l’Università e con una buona integrazione con l’assistenza ospedaliera, l’Ospedale di Fondi è stato salvaguardato e non ha perso alcun servizio, compreso il laboratorio analisi. L’Ospedale di Formia è stato rafforzato con la ristrutturazione di alcuni reparti a cominciare dal pronto soccorso. E’ stato programmato l’ospedale del Golfo che aveva la funzione strategica per il sud pontino ma è stato cancellato. E’ sconcertante la responsabilità del centrodestra e della Polverini che, a fronte di una AUSL che non produce deficit, hanno tagliato posti letto, declassato il DEA di Latina, affossato l’Ospedale nuovo di Formia e chiuso Sezze e Gaeta. Subiamo i vincoli del commissariamento della sanità regionale con il blocco delle assunzioni, il blocco dei concorsi per direttore di struttura complessa (ex primari), il blocco degli acquisti per la strumentazione per la diagnostica, il taglio di posti letto e la beffa delle macroaree che spalmano deficit di Roma sulle province e le impoveriscono di posti letto e di risorse. Il personale in servizio sopporta disagi enormi per assicurare la quantità e la qualità dei servizi ma non si può continuare così. Occorre pretendere il rispetto dell’impegno di riclassificare Latina DEA di II livello dal 01.01.2012; rimodulare l’assegnazione delle risorse premiando la nostra provincia per poter assumere medici ed infermieri, acquistare gli strumenti di diagnostica necessaria, espletare i concorsi per struttura complessa, accreditare le RSA, potenziare le strutture sul territorio, utilizzare h 24 dei medici di famiglia, ampliare la prevenzione. Le condizioni della AUSL sono di difficoltà: la possibilità di eliminare il presidio centro per salvare l’ospedale di Fondi rischia di essere controproducente. L’idea che Fondi possa afferire a Formia e Terracina essere solo Polo universitario, conservando le attuali strutture di assistenza, sarebbe una scelta potrebbe aprire la strada ad una nuova razionalizzazione, mettendo direttamente a rischio sia Terracina, il cui destino sarebbe legato alla presenza dell’università, sia Fondi la cui carenza di personale attuale rende ingestibile la struttura dalle ore 14 in poi. Se la chirurgia di elezione non è supportata da un reparto di rianimazione, in futuro potrebbe aversi un calo di produzione in favore di Formia, DEA di I livello e a confine con la Campania, tale da far prevedere per Fondi un destino come Sezze, che era divenuto padiglione di Latina proprio con l’obiettivo di salvarlo. Occorrono risposte urgenti dalla maggioranza.

 

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