SCIOPERO DELLE POSTE IL 12 OTTOBRE

LATINA – “E’ stato proclamato uno sciopero nazionale in poste Italiane e riteniamo doveroso metterne al corrente i clienti della provincia di Latina. Ai molti disagi in cui incorrono quotidianamente quando utilizzano i servizi degli uffici postali e della distribuzione, si aggiungono anche i disagi nelle ore di chiusura antimeridiane per lo sciopero dello straordinario (dal 14 settembre 2012 per un mese) e per lo sciopero nazionale indetto nella giornata del 12 ottobre 2012, intero turno 24H”. Ne dà notizia il Segretario Generale SLC CGIL Latina, Bruno CARLO.

IL CASO LATINA – “Il continuo contenimento dei costi  – scrive in una nota Carlo – sta portando a tagli indiscriminati e la nostra provincia è stata attenzionata con la proposta di chiusura di 6 uffici postali, mentre il recapito provinciale come per il resto della penisola, sta subendo una serie di accorgimenti logistici, per citarne alcuni, encomiabile nella proposizione, quello dello spostamento del personale delle lavorazioni della corrispondenza da Cisterna a Latina via Rossetti, ma di fatto con la corrispondenza che non riesce più a giungere in orario ne a Cori ne a Norma perché gestito male, o dell’assurdo spacchettamento del personale di distribuzione da Latina scalo a Latina via Rossetti. L’assenza di una riorganizzazione complessiva di questo centro, quello dello Scalo, senza un progetto complessivo e totale comporterà ulteriore disagio per il personale e per i clienti che aspettano la corrispondenza. Tutto questo all’interno delle ventilate dismissioni pubbliche e il piano di liberalizzazioni del governo che è tornato nei giorni scorsi la proposta di scorporare il bancoposta da Poste Italiane, un posizione da sempre sostenuta dall’ex presidente dell’antitrust Antonio Catricalà, oggi sottosegretario alla Presidenza del consiglio, e le conseguenze che comporteranno”.

Secondo il sindacalista “l’orientamento a separare i settori, porterà ad una riduzione drastica di servizi e di personale drammatici per la provincia di Latina già martoriata dalla crisi industriale, e un banco posta sicuramente subito imbrigliato e ridimensionato dalle banche qualora questa sia la scelta.

Oggi la forza degli uffici postali è proprio quella di svolgere servizi finanziari senza essere una vera banca, e poter così lucrare su questa forte diversità, anche sul piano dei costi complessivi.

Forte riduzione di personale, dimenticandosi delle ore di straordinario a cui oggi gli uffici postali sono costretti a ricorrere, dovuti ad una carenza cronica di addetti agli sportelli, dovuta l’unilaterale avvio di un nuovo progetto di clusterizzazione degli Uffici postali che penalizza oltremodo i livelli occupazionali e professionali, esasperando oltre ogni limite i lavoratori pressati per raggiungere i rendimenti necessari richiesti unilateralmente dall’azienda, oltre ai continui blocchi del sistema informatico con le relative ripercussioni sui lavoratori, sulla quale l’Azienda prevede di scaricare le proprie inefficienze appesantendo ulteriormente le attività dei lavoratori interessati con una serie di indicazioni operative incoerenti con le stesse disposizioni aziendali.

Il mancato rispetto del CCNL per quanto riguarda il Conto Ore individuale, spesso applicato per cause non previste dall’accordo ed ostacolato nei recuperi da parte delle direzioni aziendali.

Sul recapito a distanza di meno di due anni dal progetto “ otto/venti” che conteneva anche un taglio di circa 6.500 posti (posti tagliati effettivi a regime 8500 in Italia) di lavoro nella divisione servizi postali l’Azienda si è ripresentata ai sindacati con un ulteriore taglio di personale nella divisione, argomentandolo con il calo strutturale dei volumi di corrispondenza e senza un piano mirato innanzitutto a ridurre i costi di gestione e gli sprechi.

Il progetto interviene pesantemente, ed in maniera poco equilibrata , sui parametri di determinazione delle zone, sperequando in maniera grave i carichi di lavoro che, con il progetto “otto/venti” avevamo invece inteso perequare nella maniera più ottimale, inoltre prevede un grosso ridimensionamento anche di molti dei CMP esistenti e la chiusura di alcuni di essi. Le nostre organizzazioni hanno fatto presente all’Azienda che era impensabile condividere la responsabilità di un intervento che accanto al recupero di efficienza, ovvero ai tagli, non affiancava alcun reale progetto di sviluppo e di possibile riconversione ed ampliamento dell’attuale struttura verso altri settori di mercato.

LA SICUREZZA – “come se non bastasse in questi giorni la direzione del recapito ritira a Latina le macchine perché troppo costose e rimette i portalettere sui motorini dimenticandosi quanto fatto negli anni passati per garantire la sicurezza degli operatori. Hanno pagato, negli anni scorsi, con la vita, due portalettere della nostra provincia, mentre recapitavano con il motorino a Formia sulla variante Formia Garigliano o addirittura con la bicicletta sull’Appia esterna di Terracina. Non è servito a nulla, manca un piano di prevenzione che garantisca la sicurezza dei portalettere e che la valutazione del rischio si attenta e dettagliata sulla percorrenza, non come fino ad oggi fatta con una misurazione a campione. La SLC CGIL, ha fatto già pervenire diverse segnalazioni agli organi di vigilanza e chiederà di verificare individualmente le percorrenze a rischio dei territori pontini per evitare ulteriori drammi già vissuti.

I NUMERI – La Cgil snocciola alcuni dati: “dal 2010 al 2011 (dati aziendali) riscontriamo che i ricavi postali sono diminuiti del 5,11%, i volumi totali di corrispondenza e filatelia sono calati del 7,7%,, all’interno di questo 7,7% la posta descritta e indescritta è calata del 5,15%, i servizi integrati sono calati del 23,97%, i servizi digitali e multicanale sono calati del 4,5%, il direct marketing è calato del 6,14%, la posta non indirizzata è calata del 9,97%,i servizi per l’editoria del 18,06%, il corriere espresso registra una crescita del 3,09% (dovuta alla raccomandata 1), i pacchi sono calati del 47,17%. Come si vede il calo dei nuovi servizi integrati ed a valore aggiunto, quindi le novità che avrebbero dovuto bilanciare i cali del prodotto tradizionale , sono addirittura maggiori in percentuale di quelli tradizionali”.

Lo Sciopero e la conseguente Manifestazione del giorno 12 ottobre dovranno essere il momento per porre la questione poste italiane al centro dell’attenzione della comunità e della politica, scusandoci con i clienti che potrebbero avere disagi da qui e fino al 12 ottobre.

 

 

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