ECONOMIA
ANCORA MOBILITA’ ALLA FINDUS
Si cerca però personale interinale
CISTERNA – La notizia dell’apertura di una nuova procedura di mobilità da parte della Csi/Findus di Cisterna ( la terza in tre anni) è di sicuro una tegola per l’occupazione provinciale, ma a quale prezzo sociale, a quale prezzo per i lavoratori già fortemente sotto stress da anni? La Flai Cgil non ci sta e chiama a raccolta su questa vicenda tutte le istituzioni a cominciare dal nuovo assessore regionale al lavoro, dr.ssa Valente. “La comunicazione della Direzione Aziendale è scandalosa – afferma Eugenio Siracusa Segretario provinciale della Flai Cgil di Latina – non sta né in cielo né in terra e arriva dopo un incontro avuto poco più di una settimana fa in Regione Lazio dove l’Azienda non era stata capace neanche di rispondere alle domande poste dalla Flai-Cgil sul piano industriale, sui numeri, sulle strategie, sulla produttività ecc… Questa ulteriore procedura di mobilità è assolutamente priva di ogni ragionevole motivazione condivisibile perchè nasconde motivazioni e strategie aziendali diverse: la realizzazione di un piano finanziario scellerato deciso esclusivamente dalla private equity proprietaria della Findus senza nessun piano produttivo ma solo per vendere l’Azienda! Tutto questo a spese dello Stato italiano perché ormai da anni si stanno utilizzando in maniera errata e furbesca i soldi pubblici degli ammortizzatori sociali e a danno dei lavoratori attraverso un’ulteriore riduzione dei loro diritti. Negli ultimi due anni sono stati collocati in mobilità oltre 150 lavoratori (su un organico totale di poco più di 500), la maggior parte operai di produzione, di cui oltre 45 conduttori di impianti e solo nel 2012 l’azienda pur avendo a disposizione 12 mesi di cassa integrazione ne ha utilizzato solo due settimane, assumendo centinaia di lavoratori interinali, demansionando impiegati ad operai, ricorrendo sistematicamente al lavoro straordinario – denuncia Siracusa – fallendo anche gli ingenti investimenti previsti. Basti pensare che nel reparto repacking dove prima lavorano 4 lavoratori, oggi con gli investimenti fatti ce ne sono 30, perché i nuovi macchinari non funzionano e l’efficienza è crollata. Abbiamo fatto una denuncia all’ispettorato del lavoro e al Ministero sull’utilizzo scorretto della cassa integrazione e degli interinali, ma non abbiamo avuto nessuna risposta, forse dovremo farla alla Magistratura? La verità è un’altra – prosegue il Segretario della Flai Cgil – l’azienda intende continuare a risparmiare scaricando le proprie responsabilità gestionali sui lavoratori dipendenti. Siamo convinti che il vero obiettivo dell’azienda non sia licenziare 99 padri e madri di famiglia, ma di ricorrere ad una contrattazione individuale sui diritti dei lavoratori ottenendo la possibilità di trasformare i contratti indeterminati full-time in part-time, ovvero lavorare ed essere retribuiti 8 mesi su 12, facendo perdere ai lavoratori 4 mesi l’anno di stipendio in un momento di crisi come questo in cui già lo stipendio attuale non basta! Ovviamente tutto ciò continuando la pratica delle forzature, delle pressioni attraverso conciliazioni individuali, magari con la benedizione di qualcuno che potrebbe essere sia già orientato verso questa soluzione? Della serie tanto peggio, tanto meglio? Se il finale di questo film è questo lo diciamo fin da subito: la Flai Cgil non ci sta. Se l’obiettivo è questo ci chiediamo: ma chi farà le produzioni nello stabilimento se il livello degli operai sarà inferiore a quello di impiegati e dirigenti? Come si ripagheranno i costi generali? L’incapacità di questo management sta mettendo a rischio la sopravvivenza del sito di Cisterna, che viene impoverito ogni anno, tanto che l’efficienza è al 50%, contro il 78% di altri stabilimenti di aziende concorrenti. Forse si vogliono ulteriormente snellire gli organici per rendere lo stabilimento più appetibile sul mercato, visto che una precedente proposta di vendita nell’anno 2012 legata ad un gruppo coreano è saltata, oppure si sta pensando ad altro. Come se non bastasse proprio da questa mattina la Findus ha pubblicato, via internet, un annuncio di ricerca personale in tutte le aree operative dello stabilimento, assunzioni di nuovo personale quando sta licenziando e ha novato gli impiegati; ma allora perché non ha riqualificato i dipendenti che aveva in organico, come prevedeva l’accordo siglato in Regione? Per questo affermiamo che la procedura di mobilità è una farsa nella quale l’azienda vuole scaricare i costi sulla collettività. La Regione deve vigilare su tutto ciò. Ovviamente – conclude il Segretario della Flai Cgil – proporremo alle altre organizzazioni sindacali un percorso congiunto di attivazione di tutti i tavoli istituzionali e di mobilitazione forte dei lavoratori”
ECONOMIA
Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”
LATINA – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.
“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.
La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.
ECONOMIA
Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino
PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.
Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.
ECONOMIA
“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro
SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali. Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale. E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.
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