TRASFUSIONI INFETTE
Ancora un caso a Cori

sangue-infettoCORI – Le trasfusioni di sangue continuano a mietere vittime. Questa volta è toccato ad un uomo di Cisterna di 71 anni che ha scoperto di avere una grave forma di epatite C solo una anno fa a seguito di una normale analisi che aveva rilevato le transaminasi alterate nel fegato. L’uomo 30 anni prima, durante il ricovero presso l’ospedale di Cori, aveva ricevuto trasfusioni di sangue. Solo oggi è venuto a conoscenza che quel sangue era infetto poiché è stato notificato al suo legale, l’avvocato Renato Mattarelli, il giudizio medico legale della Commissione Medica Ospedaliera che riconosce, oltre alla gravità della malattia, anche il nesso di causalità tra le trasfusioni del 1982 e l’epatite C. Ora avrà diritto, oltre agli arretrati, ad un assegno mensile di circa 760,00 euro al mese per tutta la vita. L’avvocato Mattarelli, fiducioso sin dall’inizio dell’accoglimento di questo primo ricorso, ha già ricevuto mandato dal 71enne di Cisterna per iniziare la causa contro il Ministero della Salute e l’Asl di Latina a cui fa capo l’ospedale di Cori e il centro trasfusionale di Latina.

Quello che sorprende, ancora una volta, e’ che lo studio legale Mattarelli-Mezzini, non ha ricevuto ancora una risposta dall’Asl di Latina alla richiesta di controllo sul donatore del 1982. Un’informazione che sarebbe utile anche alla comunità pontina poiché, qualora il donatore sia portare del virus dell’epatite C vi sarebbe l’obbligo di verifica di quante altre donazioni egli abbia effettuato e a chi il suo sangue infetto sia stato somministrato.

 

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