IMPRESE ED ECONOMIA
Latina al 12° posto in Italia
Ma la crisi è sempre stringente

soldiLATINA – La Camera di Commercio di Latina, rende noti i dati Movimprese PER L’ANNO 2013, elaborati dal suo Osservatorio economico Osserfare.

Si chiude un anno che ha evidenziato più ombre che luci per l’imprenditoria italiana.  Nella graduatoria a livello nazionale Latina si posiziona al 12° posto, dove il primato in termini di vivacità imprenditoriale spetta alla provincia di Isernia (+2,84% il tasso di crescita).

La performance pontina è stata determinata dalla differenza tra le 4.114 nuove iscrizioni e le 3.609 cessazioni non d’ufficio, per un saldo complessivo di +505 imprese; al 31 dicembre 2013 risultano iscritte al Registro camerale di Latina 57.952 imprese, delle quali 47.242 attive (81,52%).

L’ANDAMENTO DEMOGRAFICO PER SETTORE – La situazione relativa a tutti i settori della provincia di Latina, è riepilogata nella successiva tabella, elaborata tenendo conto del criterio di classificazione delle attività imprenditoriali ATECO 2007:

L’esame per settori di attività economica, fa rilevare l’ennesimo peggioramento delle dinamiche dell’Agricoltura: dopo qualche segnale di timida ripresa dei trimestri precedenti, si registra un ulteriore ridimensionamento del tasso di crescita, che scende al – 2,84%, per un saldo negativo di 311 unità, dato dalla differenza tra 315 iscrizioni e ben 626 cessazioni dall’inizio dell’anno.
Preoccupante anche la tendenza negativa del Manifatturiero, che con un tasso pari al -1,19%, si posiziona al di sotto dei valori registrati al 31 dicembre dello scorso anno (–0,62% nel 2012), confermando nuovamente la dinamica di contrazione del settore rilevata in serie storica, peraltro in linea con le analoghe risultanze nazionali.
In tale contesto di rallentamento del comparto industriale, fanno eccezione il chimico-farmaceutico e l’alimentare, che risultano pressoché stazionari, mentre la “Riparazione e Manutenzione di macchinari e apparecchiature elettroniche” conferma una buona crescita anche nel 2013.
Il bilancio per il settore delle Costruzioni si appesantisce in misura significativa nel corso del 2013 (–0,93% il tasso di crescita, a fronte del -0,08% dell’anno precedente), il che comprova la difficoltà attraversata dal settore. Ancora più marcato il peggioramento rilevato per le attività di Trasporto e magazzinaggio (-3,45%) che riscontravano un +0,94% alla fine dello scorso anno; il saldo negativo è particolarmente pesante, attestandosi su 66 imprese in meno. Non certamente migliore il risultato riscontrato per le Altre attività dei servizi (-0,92%), a fronte di un +0,59% del 2012; nello specifico si tratta prevalentemente di attività dei servizi alla persona (estetiste, parrucchieri), che mostra una minore vitalità in ingresso.
Anche il Commercio consuntiva un bilancio demografico che torna su un sentiero negativo (-0,60%), risultante di tassi di crescita negativi messi a segno da diversi trimestri; significativo il calo rispetto al dato 2012 (+0,14%). Infine, si registra la brusca inversione di tendenza anche per le Attività di ristorazione e per le Attività professionali, scientifiche e tecniche, che registrano entrambe un tasso di crescita negativo pari al -0,70%, laddove i valori alla fine dello scorso anno si attestavano rispettivamente al +0,78% e al +3,52%.
Le note positive riguardano, per quanto attiene ai settori più significativi in termini di imprese iscritte, i Servizi di informazione e comunicazione che risultano in accelerazione (+1,22%, contro +0,37% di dicembre 2012), le Attività Immobiliari (+1,77%), in ripresa rispetto allo scorso anno (-0,55%) grazie ad una maggiore vitalità in ingresso e ad una minore mortalità, le Attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+1,44%), sebbene siano in rallentamento rispetto al 2012 (+2,85%); buona anche la performance delle Attività di servizi per edifici e paesaggi (prevalentemente i tratta dei segmenti dei servizi di pulizia, cura e manutenzione del paesaggio) e per le attività di supporto alle imprese che crescono soprattutto nel segmento delle attività di supporto per le funzioni di ufficio (il complesso di tali attività registra una crescita del +2,99%, a fronte tuttavia del +4,07% dello scorso anno).
In significativa attenuazione la tendenza negativa delle Attività finanziarie e assicurative, il cui tasso di crescita è passato dal -2,59% del 2012 al -0,58% del 2013.

LE FORME GIURIDICHE – Tra le forme giuridiche prevale, come peraltro avviene a livello nazionale, l’impresa individuale che rappresenta a fine 2013 oltre il 53% del tessuto economico; tuttavia, occorre sottolineare che nell’ultimo anno si allarga il differenziale in termini di dinamiche congiunturali tra le diverse tipologie di organizzazione imprenditoriale: al riguardo, le ditte individuali confermano un tasso di crescita negativo (-0,71%), in accentuazione rispetto ai 12 mesi precedenti (–0,09%); diversamente, si conferma il trend positivo delle Società di Capitali, che registrano un tasso di crescita del +3,88% dall’inizio dell’anno, in aumento rispetto al dato riferito al 2012 (+3,65%), per un saldo in valore assoluto di ben 610 unità. Negativo, invece, il dato per le Società di persone (-1,02%), in peggioramento rispetto al dicembre dello scorso anno (-0,62%), per un saldo di -84 unità.
In termini di peso percentuale sul totale delle imprese registrate alla data del 31 dicembre le forme societarie hanno raggiunto il 41,77% del totale, in aumento, seppur contenuto, rispetto allo scorso anno (41,49% la quota 2012).
Passando alle tipologie di impresa meno diffuse in termini quantitativi, le “Altre Forme” (società cooperative, consorzi, società consortili..) registrano un tasso di crescita positivo del 3,70%, sebbene sia in diminuzione rispetto ai valori dell’anno precedente (+4,40%). Ricordiamo, infine, che le nuove tipologie individuate nelle “Persone Fisiche” rappresentano le iscrizioni al Registro Imprese da parte degli Agenti Affari in Mediazione, a seguito dell’avvenuta abolizione dell’Iscrizione a Ruolo ex Dec. Leg.vo 59/2010; trattandosi, dunque, di un nuovo aggregato statistico mostra percentuali di crescita notevolissime esclusivamente perché le variazioni sono influenzate dalla ridotta dimensione quantitativa dello stesso.

L’ARTIGIANATO – Continua il momento estremamente difficile del comparto artigiano che alla fine del 2013 fa registrare una dinamica demografica fortemente preoccupante, a conferma di quanto già evidenziato nelle precedenti rilevazioni. L’intero comparto registra un tasso di crescita negativo pari al -1,45% (-0,50% nel 2012), in netto peggioramento rispetto alle analoghe risultanze del 2012. Il saldo in valore assoluto di -139 imprese, dato dalla differenza tra le 717 nuove iscrizioni e le 868 cessazioni, mostra infatti un brusco ridimensionamento congiunturale del comparto rispetto ai valori dell’annualità precedente (-48 unità nel 2012).

 

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