LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Al Cafaro la consegna delle onoreficenze ai deportati

La storia di Sisto Gasparotto, matricola numero 104663

faloni

Il Prefetto Pierluigi Faloni (foto Lastampa.it)

LATINA – Il 27 gennaio è la Giornata della memoria per non dimenticare la Shoa. Come ogni anno la Prefettura di Latina promuove una manifestazione in occasione della consegna delle onorificenze della Presidenza della Repubblica concesse ai cittadini italiani, militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia della guerra.che farà da contorno. La manifestazione si terrà al teatro Armando Cafaro di Latina a partire dalle 11. La manifestazione è stata organizzata  in collaborazione con la Provincia ed il Comune di Latina e con il concorso delle Forze di polizia, l’Ufficio scolastico provinciale, i Vigili del Fuoco, associazioni di volontariato.
Il programma della manifestazione, che sarà moderata dal capo redattore de Il Messaggero Vittorio Buongiorno, prevede la proiezione del filmato “Schegge di Memoria”, realizzato dall’associazione “Un ricordo per la pace”. La giornalista Claudia Terracina terrà un intervento sulle vicende dell’Olocausto.
Sono state invitate alla manifestazione numerose scuole del capoluogo e gli studenti avranno la possibilità di interagire con l’invio di messaggi.Tra gli interventi previsti nel programma voluto dal neo prefetto di Latina Pierluigi Faloni,  la testimonianza della giornalista del Messaggero, Claudia Terracina.

Sono nove  i cittadini che verranno insigniti della medaglia d’onore: Sisto Gasparotto, 91 anni, di Cisterna, deportato in Germania dal settembre ’43 all’aprile del ’45; Ciro Bisbiglia, 94 anni tra pochi giorni, nato a Gaeta e deportato quando era militare nel campo di Trier dal settembre 43 al maggio ’45; Angelo D’Urso, formiano, 85 anni, civile arrestato e detenuto dai nazisti a Minturno per due mesi nel 1944; Apostolo Fusco, 92 anni, deportato a Weimar dal settembre ’43 al luglio del ’45; Adio Pocaterra, nato a Migliarino in provincia di Ferrara nel 1924 e residente a Latina, deportato a Nordhausen dal settembre ’43 all’agosto 45; insigniti anche gli eredi di cinque militari deportati che sono deceduti: i gaetani Stefano Ciaramaglia, Giovanni Colaruotolo e Angelo Martone, l’Itrano Luciano Mariotti e Raffaele Valente.

CISTERNA – Il Comune di Cisterna festeggerà Sisto Gasparotto, l’ultranovantenne di Prato Cesarino. Gasparotto  – ricorda in una nota il Comune di Cisterna – è nato il 17 agosto del 1923 a Casarsa della Delizia (Pordenone) e a soli dieci anni, al seguito dei genitori, delle 3 sorelle e 8 fratelli, raggiunse la terra pontina. Circa otto anni più tardi partì come bersagliere per il nord d’Italia fino al giorno dell’armistizio, l’8 settembre 1943, quando fu fatto prigioniero e deportato in vari campi di concentramento nazisti. Qui, identificato con la matricola numero 104663, lavorò in miniera, in una fabbrica di componenti per bombe atomiche, in un grande deposito di missili sotterraneo.
Dovette subire varie sofferenze fisiche, per la fame, il freddo, le percosse, come pure numerose umiliazioni: una volta fu lasciato in mezzo alla neve per circa cinque ore nudo insieme ad un gruppo di prigionieri.
Per lui la prigionia finì quando le truppe americane irruppero nel campo di concentramento ma ci vollero altri 66 giorni di viaggio attraverso l’Ungheria, la Polonia, l’Austria e infine l’Italia, prima di tornare a Cisterna il 1° settembre 1945.
Da quel giorno la vita riprese e sposò Aurora Monte con la quale ebbe i figli Giovanna, Gianfranco, Paola e Alessandra.
Gasparotto è già stato insignito della Croce al Merito di Guerra il 21 aprile 1960.
Martedì, per la consegna della Medaglia d’Onore della Presidenza della Repubblica, in rappresentanza del Comune di Cisterna di Latina, ove Gasparotto risiede, ci sarà sua nipote, il consigliere comunale Michela Ruzzini.

Per  Gaeta parteciperà anche il Sindaco Cosmo Mitrano che il giorno successivo consegnerà ai due sopravvissuti ed ai familiari dei cinque deceduti una targa-ricordo «in segno di riconoscenza della città di Gaeta per aver contribuito, come internati e deportati nei lager nazisti, alla formazione della nuova Italia e dell’Europa, nonché alla difesa della libertà, che le generazioni attuali e future dovranno consolidare».

«Il riconoscimento di queste onorificenze – spiega il primo cittadino – è per noi tutti di estrema importanza, in quanto riteniamo nostro dovere morale ricordare ed onorare tutti coloro che, con grandi sacrifici e sofferenze, seppero affrontare gli orrori della guerra, le discriminazioni razziali, politiche e religiose». «La cerimonia – conclude il Mitrano – sarà l’occasione per riflettere su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e civili nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano più accadere».

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