AMBIENTE
Il Pioppo Nero, storia del patriarca di Ninfa, che è anche il più grande d’Italia
LATINA – Per abbracciare il suo tronco ci vogliono circa sei persone, una circostanza davvero insolita per le nostre latitudini. Misura 36 metri di altezza ed è tra gli alberi monumentali censiti dal Corpo Forestale dello Stato in provincia di Latina fin dal 1985. Questo gigante verde, è un Pioppo Nero (Populus Nigra) con una circonferenza di 8 metri e la veneranda età di 150 anni. Un vero record: è infatti il più vecchio che esista in Italia (e forse anche in Europa).
A suggerire il primato di longevità della pianta che ha fatto accorrere a Ninfa esperti e studiosi, sono state proprio le sue dimensioni: “L’età stimata è di 150 anni, un caso praticamente unico per questo tipo di albero che vive al massimo cento anni, ma naturalmente qualunque indagine approfondita in questo senso sarebbe invasiva e ci guardiamo bene dal farla. Il Pioppo Nero di Ninfa viene comunque monitorato di continuo e l’ultima misurazione risale a un anno fa circa”, spiega la professoressa Antonella Ponsillo, esperta di alberi incaricata dalla Fondazione Caetani della catalogazione delle piante del Giardino più bello del mondo. Sì, perché questo patriarca si trova proprio all’interno del Monumento Naturale Regionale, al limite sud occidentale dell’area, a ridosso del muro di cinta e nei pressi del Ponte a due luci. “Diciamo che sovrasta con la sua chioma e fa un po’ da padre protettore del Giardino”, suggerisce la professoressa.
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“Maestoso e silenzioso custode dei segreti di Ninfa, il “pioppo nero” ha conquistato questo ruolo da decenni, prima ancora che nascesse il Giardino, e ha offerto ospitalità a centinaia di generazioni di animali che fra le sue fronde hanno trovato un sicuro rifugio – dice Antonella Ponzillo – è stato ammirato ed osservato con timore quasi reverenziale dai visitatori a partire dalla seconda metà del Novecento.
Ma che albero è, il pioppo nero e perché questo esemplare ha un particolare valore?
RISCHIO ESTINZIONE – Il Populus Nigra è un albero maestoso, con fogliame, corteccia e tronco molto scuri, per questo la definizione “nigra” che lo contrappone all’altra specie autoctona di pioppo presente nelle nostre zone, che è il pioppo bianco. E l’importanza di questo esemplare va ben oltre le dimensione e l’età – spiega ancora l’esperta – infatti quelli che noi spesso vediamo nelle zone ripariali, sono ibridi, che hanno preso il sopravvento sul pioppo nero. L’importanza di questo pioppo è dunque anche nel genotipo, perché è a rischio di estinzione. E’ questo il suo enorme valore scientifico”.
Il Gigante resta sotto osservazione, la sua salute è costantemente monitorata e grazie anche alle cure prestate dai giardinieri di Ninfa sotto la direzione di Lauro Marchetti, la sua base viene mantenuta pulita dalle piante spontanee che possono portare marcescenza radicale e vengono adottati piccoli accorgimenti per evitare ristagno e altre problematiche che potrebbero danneggiarlo. “Sappiamo che altri esemplari di pioppo nero di grandi dimensioni fino a 30 metri (non 36 come il nostro), presentano tutti cavità all’interno del tronco, mentre questo sembra godere di ottima salute e ci aspettiamo che continui ad allietarci con la sua presenza ancora per lungo tempo”.
E se il pioppo nero è un caso nazionale, ci sono altri alberi all’interno del Giardino di Ninfa che meritano attenzione per il loro grande valore botanico. Gli studi proseguono.
AMBIENTE
Terracina, volontari Plastic Free e detenuti insieme per pulire la spiaggia: raccolti 200 kg di rifiuti
TERRACINA – Duecento chili di rifiuti sono stati raccolti sulla spiaggia di Terracina nel corso dell’appuntamento Plastic Free che sabato 28 marzo ha coinvolto volontari dell’associazione ambientalista e detenuti in permesso premio della casa circondariale di Frosinone, nell’ambito del progetto Seconda Chance. Nei sacchi sono finiti prevalentemente plastica e vetro.
L’attività di clean up è stata guidata da Samantha D’Andrea, già referente di Terracina e ora di Sabaudia, affiancata da Rino Casazza attuale referente di Terracina e da Silvia Salvatori, vice provinciale di Latina. Al termine della raccolta, gli ospiti sono stati accolti per un pranzo sotto il sole al centro velico Riviera D’Ulisse Sailing Club e successivamente hanno partecipato a una camminata nel centro storico di Terracina guidati da Deborah Casazza della sezione di Terracina di Archeoclub d’Italia.

Soddisfazione tra i partecipanti: “Giornata bellissima e rilassante. Sia fisicamente che mentalmente. Vedere il mare ci ha fatti rinascere”, ha commentato Alessandro. E c’è anche chi ha approfittato dell’occasione per festeggiare in maniera originale e produttiva il proprio compleanno, dando un contributo alla collettività, come Michele, che ha compiuto 60 anni: “Ci si sente quasi liberi”, ha detto il detenuto. Marco dice che è stata una giornata stupenda e che pensa che sia bello rendersi utile per l’ambiente.
“Un ringraziamento speciale va alla ditta di smaltimento rifiuti De Vizia, sempre puntuale e disponibile, alla casa circondariale di Frosinone per la partecipazione e a Flavia Filippi di Seconda Chance, che ha reso possibile questa giornata – commenta soddisfatta Samantha D’Andrea – Questo evento si inserisce nell’ambito di un progetto che ha visto coinvolte 21 città in tutta Italia. Una giornata in cui, anche chi ha commesso un errore in passato, ha avuto un’occasione di crescita e riscatto”.
AMBIENTE
Promozione del territorio, associazioni pontine in prima linea alla Fiera del Cicloturismo di Padova
C’è anche la provincia di Latina tra i protagonisti della Fiera del Cicloturismo di Padova, il principale appuntamento nazionale dedicato al turismo su due ruote, in corso dal 27 al 29 marzo.
All’interno dello stand di ANCI Lazio, una rappresentanza di associazioni pontine sta portando all’attenzione di tutti progetti, itinerari e proposte legate al cicloturismo e alla fruizione sostenibile del territorio pontino.
In particolare, quella di MIMESI’S A.P.S. con il progetto di rigenerazione urbana Eco House San Michele, e della DMO dai Monti Lepini al Mare è un’attività di promozione diretta a operatori del settore, appassionati e potenziali turisti. Al centro, il racconto di percorsi ciclabili, borghi e paesaggi dell’Agro Pontino ancora poco inseriti nei grandi circuiti turistici, ma sempre più interessanti per chi cerca destinazioni alternative.
Il contesto è quello di un settore in crescita come il cicloturismo, che continua a registrare numeri in aumento a livello nazionale, diventando uno degli strumenti più efficaci per promuovere lo sviluppo dei territori. Ed è proprio su questo aspetto che si concentra anche la riflessione del Segretario Generale di ANCI Lazio, Luca Masi, secondo cui il Lazio ha oggi la necessità di mettere a sistema le sue risorse, dai percorsi ai borghi, fino alle esperienze locali:
Un percorso che passa anche da eventi come quello della Fiera del Cicloturismo dove, come sottolineato dallo stesso Masi, “emergono perle ancora poco conosciute ma con un potenziale enorme”. Tra queste, la provincia di Latina, con la sua varietà di paesaggi che spaziano dalla costa all’entroterra, passando per tracciati storici come la Via Appia:
È questa la ricchezza che le associazioni stanno raccontando in questi giorni: un territorio capace di offrire esperienze autentiche, itinerari accessibili e un patrimonio diffuso fatto di natura, storia e tradizioni. La Fiera del Cicloturismo diventa così uno spazio strategico per posizionare il territorio pontino tra le destinazioni emergenti del turismo in bicicletta.
AMBIENTE
Raccolta di rifiuti elettrici e elettronici, Latina traina il Lazio
LATINA – Oltre 32.600 tonnellate di Raee sono state avviate a riciclo nel Lazio, ma il dato pro capite resta sotto la media nazione, mentre tra le migliori d’Italia, figura la provincia di Latina. Si tratta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche di provenienza domestica, che segnano nella nostra regione un incremento del 6,9% rispetto al 2024, tra i migliori risultati a livello nazionale. La raccolta pro capite sale a 5,72 kg/ab, in crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora inferiore alla media italiana, che si attesta a 6,22 kg/ab.
E’ quanto emerge dal Rapporto regionale del Centro di Coordinamento RAEE, che sintetizza i dati della raccolta effettuata dai Sistemi Collettivi presso i centri di raccolta comunali e i luoghi di raggruppamento della distribuzione.
QUALI ELETTRODOMESTICI – A trainare la crescita della raccolta nel Lazio sono soprattutto i grandi bianchi (classificazione R2) che registrano un incremento del 9,8% per un totale di 11.604 tonnellate avviate a riciclo e il freddo e clima (R1), in aumento del 9,6% con 10.737 tonnellate raccolte. Crescono anche i piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4), che raggiungono 6.483 tonnellate (+6,9%). In calo, invece, le sorgenti luminose (R5), che si attestano a 178 tonnellate (-6,3%), e i TV e monitor (R3), pari a 3.680 tonnellate (-7,4%), una flessione ancora considerata fisiologica e legata agli effetti del cambio tecnologico ormai alle battute finali.
LA RACCOLTA PRO CAPITE NELLE PROVINCE – Nel 2025 il Lazio registra una raccolta pro capite di 5,72 kg/ab. A distinguersi è la provincia di Latina, che con 10,20 kg/ab si colloca tra le migliori realtà a livello nazionale, superando i quantitativi medi per abitante raccolti a livello italiano di quasi tutte le tipologie di RAEE. Segue la provincia di Viterbo con 7,41 kg/ab, che detiene il miglior risultato regionale nella raccolta di piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4). Si attestano invece al di sotto del valore pro capite italiano le province di Roma (5,32 kg/ab), Rieti (4,21 kg/ab) e Frosinone (3,23 kg/ab).
DOVE SI RACCOLGONO I RAEE – La raccolta dei RAEE avviene principalmente attraverso due canali: presso i centri di raccolta comunali, messi a disposizione dai Comuni, e nei punti vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che ritirano i rifiuti secondo le modalità “1 contro 1” e “1 contro 0”. Nel 2025 il 65% dei RAEE regionali è stato raccolto presso i centri di raccolta comunali, mentre il 34% presso i luoghi di raggruppamento della distribuzione, una quota superiore alla media nazionale, pari al 23,3%.
«I dati sulla raccolta dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) nella Regione Lazio per il 2025 registrano un significativo +6,9% rispetto al 2024. Questi dati, che avvicinano la Regione Lazio alla media nazionale per quanto concerne la raccolta pro capite in kg per abitante (5,72 rispetto al dato medio 6,22), sono il frutto delle iniziative avviate dall’amministrazione regionale per incrementare anche le attività di recupero di materiali» commenta Fabrizio Ghera, assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio.
«La giunta regionale è, inoltre, impegnata – conclude l’assessore Ghera – a promuovere la cultura della sostenibilità fra i cittadini, proprio per quanto concerne il conferimento dei RAEE che deve avvenire nei Centri di Raccolta Comunali (CdR-C) e attraverso i Luoghi di Raggruppamento (LdR) organizzati e gestiti dai negozianti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), proprio per garantire il rispetto dell’ambiente. Da questo punto di vista, lanceremo nel 2026 una campagna regionale di educazione civica, formazione scolastica e comunicazione istituzionale per incidere in maniera decisiva sulla qualità della raccolta dei RAEE e il loro corretto conferimento».
«Il 2025 si chiude con un segnale incoraggiante per il Lazio – tutte le province registrano una crescita dei volumi raccolti. Un risultato che rappresenta un primo passo verso una progressiva scalata della raccolta regionale, anche se il territorio continua a muoversi a due velocità – dichiara Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE – L’esperienza della provincia di Latina dimostra quanto la proattività della distribuzione possa incidere concretamente sui risultati: la presenza attiva dei punti vendita si traduce in quantitativi più elevati e in un pro capite tra i migliori a livello nazionale. L’auspicio è che l’attività della distribuzione possa venire intensificata anche nelle altre province, per incrementare ulteriormente i volumi avviati a riciclo e generare maggiori risorse economiche attraverso i premi di efficienza. La provincia di Roma ha registrato un incremento dei quantitativi di piccoli RAEE raccolti. In questa direzione si inserisce l’Accordo tra Aeroporti di Roma e il MASE, che prevede l’attivazione di punti di conferimento negli scali aeroportuali, a disposizione di dipendenti e passeggeri e gestiti nell’ambito del sistema coordinato dal CdC RAEE. L’iniziativa amplia le opportunità di intercettazione dei piccoli RAEE e può rappresentare un modello replicabile anche in altre realtà locali».
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Roberto
18 Ottobre 2017 at 18:23
Rimane un mistero che in Italia contrariamente che all’estero, dove in giardini simili o storici in generale, fine anche nei servizi parchi e Giardini dei comuni vi sono sempre biologi botanici come direttori, a garantire altissimi standard botanici, di qualità e conservazione, mentre nel nostro bel paese italico per AMICIZIE con nobili, amichetti, politici, ci si trovano persone o senza una laurea o con laurea che non solo non c’entrano nulla con la botanica, quali lettere! (Assurdo), ma che per legge non quindi, non possono applicare alcun intervento tecnico sulle aree verdi, cosa invece che di nascosto fanno! Aggirando la legge, mi domando dove è la guardia forestale, perché non denuncia questi soggetti incompetenti!!!! Obbligando la struttura a metterci dei botanici!? Ninfa, Landriana, Mortella hanno come direttore, persone non qualificate, con lauree inutili per la botanica, perché non sono né biologi, ne agronomi, ne forestali che oltretutto hanno ordini a cui iscriversi e rendere conto, ARROGANTI perché amici dei nobili (baroni, Marchesi, principi e principesse), sentendosi protetti e intoccabili! Cominciasse la forestale a far pagare centinaia di migliaia di euro di multa ai nobili, vedi come li facciano a calci a questi parassiti mantenuti! Si devono vergognare difronte botanici che hanno studiato tutta la l’ora italiana, di cui loro ignorano tutto conoscendo solo (questi parassiti, garofani e ortensie)!!!! Spero che cambi in Italia questo disagio cultura le e illecito!