il giallo

Dopo l’incendio alla Eco X, il grande refuso del Comune di Roma allarma Latina

Nell'ordinanza c'è scritto divieto di raccolta nei campi nel raggio di 50 chilometri, ma sono 5

LATINA – Dopo l’incendio alla Eco X, ore di suspence per l’ordinanza emanata ieri dal servizio refezione scolastica del Comune di Roma che disponeva il divieto di raccolta delle derrate nel raggio di 50 chilometri dal sito di Pomezia e che come tale avrebbe interessato anche gli agricoltori dell’area nord della provincia di Latina, compreso il capoluogo. Tutti i comuni,  compresi Anzio e Nettuno, Aprilia, Cisterna e Latina sono saltati sulla sedia. Si è mossa la Asl. “Si tratta con ogni probabilità di un refuso e dunque riteniamo resti valido il divieto nei 5 chilometri dall’incendio”,  ha spiegato questa mattina anche qui da noi il sindaco Damiano Coletta ne le cose in Comune, aggiornando anche la situazione che riguarda il capoluogo.

ASCOLTA

La conferma ufficiale è poi arrivata dal Comune di Roma ed è la seguente: «Il divieto immediato di approvvigionamento delle derrate alimentari è stato ridotto dall’amministrazione di Pomezia da 50 km a 5 km dal luogo dell’incendio nello stabilimento della Eco-X sulla via Pontina. Tale misura, così come quella precedente, è valida fino a nuova disposizione».

Intanto sono attesi per venerdì – secondo quanto reso noto dalla procura di Velletri che indaga sull’incendio – i risultati degli esami che diranno se c’è diossina nell’aria.

2 Commenti

2 Commenti

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    Germano Buonamano Mancaniello

    10 Maggio 2017 alle 12:31

    5 km, 50km, nulla spaventa al di fuori di una cosa le persone che dovevano tutelare un sito di stoccaggio fatto di questa portata con amianto ovunque. La mela marcia va estirpata, sradicata, altrimenti è tutto inutile.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    Germano Buonamano Mancaniello

    10 Maggio 2017 alle 12:35

    State freschi, con il diramare divieti a vanvera. È tutto inquinato dalla A alla Z. E per colpa di chi dovrebbe tutelare l’ambiente ed invece teoricamente se ne sbatte, praticamente moriremo tutti tra venti anni, cmq non va dimenticato per colpa di questa immondizia c’è un popolo già cancellato, per non parlare degli ospedali Italiani che per la maggior parte sono pieni zeppi di Bimbi e Bimbe che lottano per non morire perché nati con il tumore preso attraverso i rifiuti tossici ed industriali quindi speciali come questi andati in fumo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto