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CRONACA

Non è vero che la Boldrini vuole abbattere i monumenti fascisti. Lo abbiamo già fatto noi

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LATINA   – Non è vero che Laura Boldrini, presidente della Camera, per certi versi ostica e qualche volta improvvida nelle sue esternazioni, voglia abbattere i monumenti fascisti. E’ bene chiarirlo perché esasperare gli animi non serve a nessuno. Palazzo M resterà dov’è, senza la sua Torre centrale abbattuta dai bombardamenti e mai ricostruita da nostalgici e  filofascisti che si sono susseguiti al governo della città. Palazzo M resterà lì, ma non torneranno a farci compagnia (purtroppo) la Casa del Contadino che fu “stesa”  per fare posto alla Galleria Pennacchi (tra la fine degli anni ’50 e i primi ’60)  o alcuni poderi-simbolo della bonifica, esistenti a ridosso della città, abbattuti o trasformati, come quello di Borgo Isonzo.

Non torneranno nemmeno i borghi, come San Michele, oggi soffocati dal cemento fino a privarli del loro significato: “Erano parte di una catena gerarchica  – dice Piergiacomo Sottoriva (mio padre)  in Latina e L’Agro Pontino – che partiva dal centro città e passava alla campagna attraverso il borgo o azienda speciale dell’Onc e arrivava all’unità colonica che era il podere”. Non una comune periferia, dunque. Per non parlare di tutte le quinte del centro storico, non solo mai evidenziate, ma sbarrate da palazzi nuovi, sproporzionati, che hanno privato la nostra città della bellezza lineare dell’architettura razionalista di cui Sabaudia si può invece ancora oggi fare vanto. L’elenco sarebbe lungo. Ma torniamo a noi.

“Ci sono narrazioni tossiche che nascono in maniera involontaria e prendono pieghe inaspettate. Ce ne sono altre che vengono create appositamente e che si gonfiano e diventano davvero pericolose quando qualcuno – magari un giornalista – partecipa inconsapevolmente e a cui qualche altro – magari un politico – si presta perché cavalcare la tigre, spesso, sembra pagare”, dice Graziano Lanzidei in un suo intervento in vista della prossima visita della Presidente della Camera Laura Boldrini per inaugurare l’intitolazione dei Giardinetti ai magistrati eroi Falcone Borsellino. Perché tutta questa storia nasce solo da qui.

Abbiamo accettato che l’impianto di Littoria-Latina fosse stravolto senza nemmeno accorgercene, ma intitolare i Giardinetti alla legalità, bandiera di due giudici morti per mano della mafia, scatena gli istinti peggiori di molti. E’ la vecchia abitudine di questa città di occuparsi della forma (un nome obsoleto come la vecchia intitolazione del Parco ad Arnaldo Mussolini) più che della sostanza (la città stravolta da chi dice di difenderne la storia).

Certo – si dirà –  in un momento di difficoltà come l’attuale, pensare al nome del Parco era l’ultima cosa da fare per l’Amministrazione Coletta. Ma in questo caso la forma (il nome del Parco) è anche sostanza, ovvero credere che la legalità sia la strada giusta per riportare Latina ad essere più bella. Anche senza i monumenti abbattuti fino ad oggi.

L’appuntamento è il 19 luglio alle 18 e tutti i cittadini sono invitati a partecipare.

 

8 Comments

8 Comments

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    15 Luglio 2017 at 11:48

    Non mi piace questo governo targato Partito Democratico ma ieri nel programma
    “La Storia siamo Noi in onda su Rai 3 si è visto benissimo come ha tentato di conquistare la Libia il signor Benito Mussolini, un esercito portato alla fame alla morte e l’auto distruzione di massa.”

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    15 Luglio 2017 at 11:48

    Non mi piace questo governo targato Partito Democratico ma ieri nel programma
    “La Storia siamo Noi in onda su Rai 3 si è visto benissimo come ha tentato di conquistare la Libia il signor Benito Mussolini, un esercito portato alla fame alla morte e l’auto distruzione di massa.”

  3. Germano Buonamano Mancaniello

    15 Luglio 2017 at 11:50

    Me ne fo ben poco dei monumenti ai caduti ed altri monumenti quando dichiari guerra al mondo con un fucile senza munizioni è un assurdità.

  4. Germano Buonamano Mancaniello

    15 Luglio 2017 at 11:50

    Me ne fo ben poco dei monumenti ai caduti ed altri monumenti quando dichiari guerra al mondo con un fucile senza munizioni è un assurdità.

  5. Mauro

    16 Luglio 2017 at 8:09

    Lasci un commento per un programma su Rai tre? Stiamo parlando di un canale storico della sinistra e mi dispiace per lei per la totale ignoranza storica ed ecco che si arriva a questo capovolgimento.

  6. Mauro

    16 Luglio 2017 at 8:12

    Chi vive senza storia vive senza presente e futuro

  7. Mauro

    16 Luglio 2017 at 8:22

    Vattene al mare invece di vedere Rai tre.

  8. Mariacristina Salaorno

    16 Luglio 2017 at 8:25

    Il nostro caro sindaco dovrebbe occuparsi di questioni più importanti che di cambiare il nome al parco…….e tra l’altro un parco che ha provveduto a costruire anche mio nonno in mezzo alle zanzare.Forse dovrebbe avere più rispetto per i cittadini della città di cui è sindaco,la maggior parte delle nuove generazioni provengono da tutte quelle persone che a Latina ci sono venute a bonificare. Il cambiamento è giusto ma non cancelliamo la storia della città cerchiamo di renderla invece vivibile e risollevarla visto il degrado in cui si trova.Lasciamo stare la festa con la boldrini ….pensiamo all erba alta che brucia, ai topi..ai negozi che chiudono,tanto per me quel parco resterà sempre il parco Arnaldo Mussolini….io sono nata a Latina …..

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CRONACA

Caldo, ancora bollino rosso a Latina fino al 5 agosto: temperature percepite fino a 39 gradi

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Prosegue senza tregua il caldo estremo che sta interessando la provincia di Latina e il resto del Lazio. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, da lunedì 3 a mercoledì 5 agosto Latina sarà ancora contrassegnata dal bollino rosso, il livello massimo di allerta per le ondate di calore.

Le temperature massime previste oscilleranno tra i 33 e i 34 gradi, ma quelle percepite potranno raggiungere i 39 gradi a causa dell’elevato tasso di umidità. L’allerta riguarda anche le altre città laziali monitorate dal Ministero: Roma, Frosinone, Rieti, Viterbo e Civitavecchia.

Secondo i meteorologi di 3BMeteo, la quarta ondata di caldo dell’estate raggiungerà il suo picco proprio a metà settimana, mantenendo condizioni di afa intensa su gran parte del territorio nazionale.

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CRONACA

Terracina, nuova paratoia sul Fiume Sisto: in fase di completamento i lavori finanziati dalla Regione

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Sono in fase di conclusione gli interventi per la sostituzione della paratoia principale dello sbarramento sul Fiume Sisto, in località La Crocetta, nel territorio di Terracina. L’opera consentirà di ripristinare il pieno funzionamento dell’impianto irriguo “Centrale Sisto”, fondamentale per garantire l’approvvigionamento idrico a migliaia di ettari di terreni agricoli.

L’intervento si è reso necessario dopo i danni provocati dalle eccezionali precipitazioni dello scorso dicembre, che avevano compromesso il sistema meccanico della paratoia impedendone il regolare funzionamento e la corretta regolazione dei livelli dell’acqua.

I lavori sono stati eseguiti dal Consorzio di Bonifica Lazio Sud Ovest grazie a un finanziamento della Regione Lazio. La vecchia struttura è stata sostituita con una nuova paratoia metallica lunga 13 metri e alta 3, progettata per resistere alla corrosione e alle condizioni ambientali tipiche dell’area.

L’intervento comprende anche il ripristino dell’intero sistema di apertura e chiusura, le regolazioni meccaniche e il collaudo finale dell’impianto.

La rimessa in esercizio dello sbarramento è prevista per il prossimo 6 agosto, nel corso di una cerimonia alla quale prenderanno parte rappresentanti del Consorzio, amministratori locali, autorità regionali e l’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini.

Secondo il presidente del Consorzio, Lino Conti, i lavori sono stati programmati in modo da garantire la continuità dell’irrigazione durante la stagione estiva, limitando i disagi per le aziende agricole che operano in un’area caratterizzata da produzioni ortofrutticole, biologiche e di qualità certificata.

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CRONACA

Due anni di violenze e minacce, divieto di avvicinamento con braccialetto per un 42enne di Campoverde

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APRILIA – Due anni di maltrattamenti, percosse, lesioni personali, minacce aggravate dall’uso di armi e danneggiamento. E’ quanto ha subito una donna che alla fine ha deciso di denunciare il compagno. Nei confronti di un 42enne residente a Campoverde di Aprilia, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Latina, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Le indagini condotte dai militari dell’Arma dopo la querela presentata dalla vittima ad aprile scorso, hanno consentito di documentare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo che, nel corso della relazione sentimentale e anche dopo la sua conclusione, avrebbe ripetutamente minacciato di morte la donna, danneggiato la sua auto e, in più occasioni, l’avrebbe aggredita fisicamente, colpendola con schiaffi al volto e procurandole lesioni che hanno richiesto il ricorso alle cure dei sanitari. Tra gli episodi anche le minacce impugnando una pistola descritta dalla vittima come dotata di silenziatore. L’oggetto, poi sequestrato, è risultato essere una riproduzione artigianale in legno di colore nero, idonea a simulare un silenziatore, priva di capacità offensiva, ma perfettamente identica a una vera e dunque capace di ingenerare paura.

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