CRONACA
Dichiarata fallita la terme di Fogliano Spa, per il Ctu sono solo terreni agricoli

I pozzi della Terme di Fogliano Spa
LATINA – Il Tribunale di Latina ha dichiarato il fallimento della Terme di Fogliano Spa. Il giudice Linda Vaccarella ha emesso la sentenza condividendo l’analisi del ctu Maria Cristina Ciampi che ha valutato i terreni della società come agricoli (6,9 ml) senza tenere conto delle volumetrie previste dal Piano regolatore sugli stessi. Una stima che ha reso il patrimonio insufficiente a fronteggiare i debiti.
Ben diversa era invece la valutazione fatta dal professionista scelto dal Comune di Latina, il professor Bernardino Quattrociocchi, che aveva fissato il valore dei beni in 17 milioni, condividendo in seguito la sua valutazione con il liquidatore Salvatore D’Amico. A nulla sono serviti i ripetuti incontri tra l’Amministrazione e il tecnico nominato dal Tribunale, a nulla le osservazioni dell’Ente che chiedeva di avere tempo fino a settembre per vendere a prezzo di mercato, ipotizzando così non solo di pagare i debiti a Condotte (per la nota vicenda della trivellazione dei pozzi) ma anche, di portare nelle casse pubbliche un po’ di sollievo. Sembrava la strada più lineare e invece è andata diversamente.
Ora il ctu Maria Cristina Ciampi è stata nominata curatore fallimentare: “A lei i nostri migliori auguri. Che sappia valorizzare al meglio nei tempi certi e rapidi nell’interesse dei creditori e della comunità questo importante asset. Un’operazione che dovrà avvenire evidentemente in tempi rapidissimi, più rapidi di quelli da noi proposti e cioè entro settembre”, è il commento dell’assessore al bilancio Giulio Capirci apparso molto amareggiato. Dunque l’asta che dovrà essere bandita metterà in vendita terreni agricoli che tali dovranno presumibilmente poi restare. Come questo si concili con le volumetrie previste attualmente sull’area, è di difficile comprensione.
Una società nata male, cresciuta peggio, e morta miseramente. Un guaio attribuibile a tutte le amministrazioni che negli anni si sono succedute, con responsabilità più marcate per alcune e “incidenti” di percorso che hanno reso il debito con Condotte milionario e dunque non fronteggiabile. All’attuale amministrazione invece si può attribuire di non aver agito sul fronte urbanistico in maniera rapida in modo da poter dimostrare più concretamente il vero valore di quei terreni. Ora non sarà più necessario, perché appunto i terreni sono agricoli.
Nell’ultima riunione una settimana fa in Università tra il Comune di Latina e il professor Bernardino Quattrociocchi il destino della Spa sembrava già segnato. Nessuna sorpresa.
CRONACA
Anziano scomparso da Foce Verde, ricerche in corso sul lungomare di Latina
Sono in corso sul litorale di Latina le ricerche di un uomo di 81 anni scomparso dalla mattinata dopo essere uscito di casa per una passeggiata. L’allarme è stato lanciato dai familiari nel pomeriggio, dopo il mancato rientro dell’anziano e l’impossibilità di contattarlo al telefono. Le operazioni sono coordinate dalla Questura e coinvolgono Vigili del Fuoco, Guardia Costiera e Aeronautica Militare. Gli investigatori hanno individuato l’ultimo segnale del cellulare dell’uomo e ritrovato la sua auto, una Fiat 500 rossa, parcheggiata nella zona di Foce Verde. Le ricerche si concentrano nell’area compresa tra Foce Verde, Capoportiere e Borgo Sabotino, dove nelle ultime ore sono stati impiegati anche elicotteri per le operazioni di perlustrazione.
CRONACA
Gaeta, sequestrati oltre 9 chili di hashish: arrestata una coppia romana
Oltre nove chilogrammi di hashish sequestrati e due persone arrestate. È il bilancio di un’operazione condotta dalla Polizia di Stato di Gaeta nell’ambito delle attività di contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. In manette sono finiti un uomo e una donna, entrambi residenti a Roma, fermati nel pomeriggio del 5 giugno dagli agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Gaeta durante un servizio di controllo del territorio. L’attenzione dei poliziotti è stata attirata da un’auto che procedeva con movimenti ritenuti sospetti, effettuando cambi improvvisi di direzione e percorrendo strade secondarie. Da qui la decisione di procedere al controllo del veicolo. Durante la perquisizione gli agenti hanno rinvenuto due borse contenenti 95 panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 9,5 chilogrammi. La droga, secondo gli investigatori, era destinata al mercato dello spaccio del sud pontino. Sequestrati anche 11.500 euro in contanti, ritenuti presumibilmente collegati all’attività di spaccio, e tre telefoni cellulari che saranno sottoposti ad ulteriori accertamenti.
I due sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Cassino, mentre la donna è stata condotta nel carcere di Rebibbia. Nell’udienza di convalida il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino ha convalidato gli arresti. Per l’uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre per la donna è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza con divieto di uscire dall’abitazione nelle ore notturne.
CRONACA
Falsi contratti di affitto per ottenere residenze: indagine della Polizia Locale a Cisterna
Un’indagine della Polizia Locale di Cisterna di Latina ha portato alla trasmissione di una comunicazione di notizia di reato all’Autorità Giudiziaria nell’ambito di un’inchiesta su presunti falsi contratti di locazione utilizzati per ottenere la residenza nel comune e altri benefici amministrativi. L’attività investigativa è partita dalla denuncia di un cittadino che ha scoperto, attraverso il proprio cassetto fiscale, l’esistenza di diversi contratti di affitto registrati a suo nome tra il 2020 e il 2022, senza che ne fosse a conoscenza. Dai contratti sarebbero derivati anche oneri fiscali e sanzioni a suo carico.
Gli accertamenti condotti dagli agenti hanno consentito di ricostruire un quadro nel quale la documentazione contestata, insieme ad altri atti amministrativi, sarebbe stata utilizzata per attivare pratiche anagrafiche e procedimenti collegati alla permanenza sul territorio nazionale di cittadini stranieri. Secondo quanto emerso dalle indagini, i documenti, formalmente riconducibili al proprietario dell’immobile ma da lui disconosciuti, sarebbero stati impiegati per ottenere certificazioni di idoneità alloggiativa e per supportare richieste relative al rilascio o al rinnovo di permessi di soggiorno e a procedure di ricongiungimento familiare.
Nel corso degli approfondimenti investigativi sarebbero inoltre emersi elementi che farebbero ipotizzare il coinvolgimento di una persona nella predisposizione e nella gestione delle pratiche, nonché nella registrazione di parte dei contratti oggetto di verifica. Gli investigatori ritengono di aver individuato un possibile sistema basato sull’utilizzo di documentazione attribuita a persone ignare, finalizzata a ottenere benefici amministrativi attraverso informazioni non corrispondenti alla realtà.
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Germano Buonamano Mancaniello
21 Dicembre 2017 at 10:16
Una società fittizia nata per devastare l’ambiente, una società criminale, già!, criminale perché resta il fatto che qui non si è operato per il bene comune ma ben si per ingannare un intero popolo sovrano.
Germano Buonamano Mancaniello
21 Dicembre 2017 at 10:18
Milioni e milioni di lire sbranati da il “sistema”
Germano Buonamano Mancaniello
21 Dicembre 2017 at 10:19
Milioni e milioni di lire finanziati e pubblici per ingannare un intero popolo sovrano in una città di fintofantomatici fascisti al comando dentro il Comune di Latina
Rosella Frasca
21 Dicembre 2017 at 10:33
Secondo fallimento !
Luciano
21 Dicembre 2017 at 15:29
Ma chi l’ha detto che i terreni sono agricoli? Questa cosa non ha senso, c’è evidentemente un grande fraintendimento di fondo.
Un conto che il CTU li consideri come agricoli ai fini dell’estimo, incontro a loro classificazione data dagli strumenti urbanistici.
E la sentenza non modifica gli strumenti urbanistici! Ciò significa che quei terreni sono edificabili ne più nemmeno di quanto lo fossero prima!
Il giornalista deve aver frainteso il significato della valutazione del CTU, che trattandosi di una valutazione legata alla procedura giudiziale di fallimento era evidentemente destinata unicamente a quantificare la profittabilità economica di quei terreni nel breve periodo, e quindi a quantificare la solvibilità che la società poteva esprimere con la vendita di quei terreni.
La cosa finisce lì: è una valutazione che serve unicamente a fare una previsione sui soldi che si potevano ricavare.
La destinazione urbanistica dei suoli non c’entra nulla: l’edificabilità potenziale rimane invariata anche se il tribunale sembra averla ritenuta improbabile nel breve periodo (improbabile non significa vietata).