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La rete dell’infarto della Asl di Latina è la prima in Italia
LATINA – La rete per l’infarto della Asl di Latina è la prima in Italia. Lo dicono i numeri anticipati oggi dal professor Francesco Versaci direttore della Uoc di Emodinamica e Cardiologia del Goretti nel corso del convegno “La Città cardioprotetta”, in attesa di quelli ufficiali che potranno solo confermare quanto emerso questa mattina. Facendo una media approssimativa, nella Asl di Latina (tra Goretti e Dono Svizzero a Formia) si è trattato più di un caso di infarto al giorno.
“I nostri medici hanno effettuato 40 interventi in più rispetto allo scorso anno quando eravamo terzi in Italia. Un dato – sottolinea il manager della Asl Giorgio Casati – che non si comprende appieno se non si pone l’attenzione sul fatto che, senza avere mezzi aggiuntivi, la nostra unità ha aumentato i trattamenti del 15%. Fosse capitato a qualunque azienda di migliorare così la propria performance sarebbe stato un caso da Sole24Ore”, scherza il direttore generale.
Ascolta il direttore generale della Asl Giorgio Casati
Molto concretamente l’aumento dei casi trattati significa che la rete dell’infarto sta funzionando e bene e quindi sempre più pazienti arrivano in ospedale anche se spesso purtroppo in fase critica.
LA RETE DELL’INFARTO – Nella giornata di studi che si sta svolgendo nella palazzina direzionale dell’ospedale di Latina, i numeri, per i medici del cuore, sono solo un punto di partenza per rilanciare e studiare come migliorare ulteriormente le performance che si traducono molto concretamente in vite salvate.
“I dati ci danno grande soddisfazione, ma vogliamo capire – spiega Versaci – che cosa possiamo fare di più e cioè come possiamo evitare l’aggravarsi dei sintomi dal momento che è dato scientifico il fatto che la mortalità per infarto del miocardio cresce man mano che si tarda a chiamare i soccorsi e ogni 10 minuti di ritardo aumenta di 3 volte e mezzo. E’ questo che la popolazione deve sapere. Ed è per questo che sono importanti i defibrillatori di cui con il Comune di Latina stiamo dotando il capoluogo”.
COME FUNZIONA LA RETE – E’ fondamentale l’attività di informazione perché i pazienti devono sapere che con i sintomi dell’infarto non si corre in ospedale né da soli nè accompagnati da un parente con mezzi propri: “Si chiama il 118 e si attende l’arrivo dell’ambulanza o dell’elicottero. Gli operatori del 118 attivano infatti il primo soccorso, trasmettono il tracciato al medico del reparto che lo legge e fornisce loro le indicazioni sui primi trattamenti da effettuare. Intanto l’unità coronarica prepara l’equipe che attende il paziente in sala operatoria bypassando totalmente il pronto soccorso. La diagnosi infatti è già fatta”.
DEFIBRILLATORI PER LATINA – Importante su questo fronte la diffusione dei defibrillatori di cui si sta dotando Latina grazie ad una collaborazione tra Asl e Comune. Si tratta di defibrillatori intelligenti, che chiunque può usare: “Basta premere un pulsante e l’apparecchio, che è collegato con l’ospedale, parla e fornisce le istruzioni necessarie”. Non bisogna essere medici, non bisogna aver seguito corsi.
CON LE SCUOLE – La Uoc del Goretti guarda ai giovani come interlocutori privilegiati a cui rivolgersi per l’attività di prevenzione-formazione. “Il concetto di cardioprotezione deve estendersi anche alla popolazione. E’ infatti l’interazione tra popolazione e operatori sanitari a dare il risultato. per questo occorre fare educazione partendo dagli studenti. Oggi pomeriggio – spiega il cardiologo – i nostri medici incontreranno alcune classi del liceo scientifico Majorana e i ragazzi faranno un’angioplastica coronarica”.
Non basta, naturalmente. Servono ulteriori dotazioni e una struttura all’altezza: “Passare da un ospedale anni ’70 ad un ospedale all’altezza del compito anche per le strutture”, dice Versaci che ha chiesto alla Asl investimenti ottenendo un impegno su questo fronte.
Ascolta il professor Francesco Versaci
APPUNTAMENTI
Latina, riapre il Parco Falcone e Borsellino: inaugurazione il 25 luglio con eventi e attività
Sabato 25 luglio riaprirà ufficialmente il Parco Falcone e Borsellino di Latina, al termine degli interventi di riqualificazione finanziati con fondi PNRR. L’evento è stato presentato questa mattina nella sala De Pasquale del Comune dal sindaco Matilde Celentano, dal vicesindaco Massimiliano Carnevale e dalla dirigente Micol Ayuso.
Nel corso della conferenza sono stati illustrati i lavori eseguiti, che hanno interessato la sicurezza e la riqualificazione dell’area, con l’installazione di un sistema di videosorveglianza, la definizione di un regolamento per l’utilizzo del parco e l’organizzazione di servizi dedicati alla gestione degli spazi.
Il parco sarà aperto dal 1° aprile al 31 ottobre dalle 7.30 alle 23 e dal 1° novembre al 31 marzo dalle 7.30 alle 20. Saranno garantiti il servizio di apertura e chiusura, la sorveglianza durante gli orari di accesso, anche con il supporto delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, e la manutenzione ordinaria del verde e degli arredi.
“Restituiamo alla città un luogo di incontro, sicurezza e socialità”, ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano, sottolineando come il parco fosse diventato negli anni un’area poco frequentata dalle famiglie a causa delle criticità legate alla sicurezza:
Il vicesindaco Massimiliano Carnevale ha evidenziato come l’obiettivo dell’amministrazione non fosse soltanto riaprire il parco, ma garantirne una gestione stabile e una piena fruibilità nel tempo:
L’inaugurazione prenderà il via alle 19, con ingresso da Largo Silvestri. Ospite della serata sarà lo speaker Renzo Di Falco, che condurrà l’evento. Il programma prevede il taglio del nastro, la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione di una corona d’alloro, gli interventi istituzionali, l’intitolazione del largo centrale del parco a Fernando Bassoli, primo sindaco di Latina, il volo delle farfalle e un concerto del Conservatorio “Ottorino Respighi”.
Sono inoltre previste attività dedicate ai bambini, iniziative sportive e una serie di appuntamenti che proseguiranno nei fine settimana di luglio e agosto.
ATTUALITA'
L’allarme di Inail a Latina, il Dg Fiori : “Con caldo estremo rischi per la salute e la sicurezza di lavoratori agricoli e edili”
LATINA – I rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori impiegati in edilizia e in agricoltura, generati dalle temperature estreme, sono stati al centro di un evento promosso dall’Inail a Latina, nell’ambito dell’iniziativa. Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Latina, Matilde Eleonora Celentano, e del presidente della Provincia, Federico Carnevale, il direttore generale di Inail, Marcello Fiori, illustrando i dati provinciali su infortuni e malattie professionali, ha parlato della piattaforma sviluppata con il Cnr, Workclimate, come importante strumento di prevenzione e ha voluto sensibilizzare interlocutori istituzionali e stakeholder sulla necessità di usarla come indicatore per emettere, nei casi di necessità, ordinanze che vietino il lavoro nelle ore più calde della giornata.
Un allarme quello lanciato dai vertici dell’Istituto che ha trovato proprio nel capoluogo pontino, un immediato riscontro nella cronaca. Negli ultimi due giorni, lunedì e oggi (martedì), due lavoratori edili sono morti improvvisamente mentre lavoravano, il primo alla pavimentazione di un terrazzo in una palazzina, il secondo in un campo fotovoltaico a Borgo Santa Maria. Su entrambi i casi, la Procura della Repubblica di Latina ha aperto un’inchiesta, ma è facile collegare le condizioni climatiche di questo periodo, dopo diverse giornate contrassegnate da bollino rosso, con i due tragici eventi.
“Il cambiamento climatico rappresenta una delle principali sfide emergenti per la salute e la sicurezza sul lavoro. L’aumento della frequenza, intensità e durata delle ondate di calore espone un numero crescente di lavoratori a condizioni ambientali potenzialmente pericolose, soprattutto nei settori che prevedono attività svolte all’aperto, come agricoltura ed edilizia. A Latina, in particolare c’è un livello di esposizione di migliaia di lavoratori, perché questo è un territorio di a vocazione agricola e rappresenta uno dei territori di maggior sviluppo agricolo del Paese – ha spiegato Fiori – . Noi abbiamo, insieme a CNR e altre istituzioni scientifiche, sviluppato una piattaforma che si chiama Worklimate, che consente alle istituzioni locali, in particolare alle Regioni, di emettere ordinanze per vietare che si lavori in alcune fasce orarie dove le temperature salgono troppo e espongono addirittura al rischio della vita migliaia di lavoratori”.
L’intervista di Elisabetta De Falco
L’importanza di parlarne a Latina deriva dai numeri. Nel territorio pontino – secondo i dati forniti dall’Istituto – si contano quasi 14mila aziende agricole, per un numero di occupati (circa 32 mila) che rappresenta quasi la metà dei lavoratori in agricoltura del Lazio. L’agro pontino è il principale motore agricolo della regione, rappresentando oltre il 30% del valore aggiunto regionale di settore. Per numerosità dei primati produttivi la provincia di Latina si colloca al terzo posto nazionale, dietro soltanto al tavoliere delle Puglie (Foggia e Bari). Latina è inoltre la terza provincia in Italia per export agricolo (257 milioni di euro nel 2024).
“Per affrontare queste sfide – ha spiegato ancora il direttore generale di Inail – è nato il progetto Worklimate 3.0 – Salute occupazionale e resilienza aziendale nell’era delle temperature estreme,
un’iniziativa multidisciplinare finalizzata allo sviluppo di strumenti e soluzioni operative per la tutela della salute dei lavoratori e per il rafforzamento della resilienza dei contesti aziendali.
Oltre a promuovere attività di ricerca epidemiologica, monitoraggio ambientale, formazione e sensibilizzazione, il progetto punta a migliorare la capacità di prevenzione e adattamento delle imprese rispetto agli effetti delle temperature estreme, sia calde sia fredde. Tra i risultati più importanti del progetto vi è lo sviluppo della piattaforma nazionale di previsione e allerta del rischio caldo Worklimate, oggi utilizzata da lavoratori, imprese, figure della prevenzione, autorità sanitarie e decisori pubblici”.
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Revoca della Bandiera Blu a Sabaudia, il sindaco Mosca: “Provvedimento ingiusto e dannoso”
Dopo la revoca della Bandiera Blu da parte della FEE, il sindaco di Sabaudia, Alberto Mosca, respinge le accuse di inefficienza rivolte all’Amministrazione, spiegando che il Comune aveva regolarmente avviato le procedure per attivare sette postazioni di salvataggio sulle spiagge libere. Il bando, però, è andato deserto a causa della carenza di bagnini qualificati, una criticità che, secondo il sindaco, riguarda l’intero Paese e non è imputabile all’Ente. Mosca sottolinea che questa situazione era stata illustrata nelle controdeduzioni inviate alla FEE, che però non sarebbero state prese in considerazione. Nel frattempo, il Comune ha comunque adottato misure per garantire la sicurezza, tra cui l’installazione della cartellonistica prevista, l’attivazione di tre postazioni di salvataggio, la presenza di un’ambulanza a Bufalara e unità cinofile di soccorso nei fine settimana.
Il sindaco definisce la revoca un provvedimento “oltremodo dannoso” per l’immagine della città e annuncia che l’Amministrazione sta valutando possibili azioni nelle sedi competenti.
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