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Ninfa, l’acqua è tornata. Riapre il Giardino più bello

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LATINA – A Ninfa è tornata l’acqua. Alla vigilia dell’apertura del giardino che ha ispirato il racconto dei Finzi-Contini, le cascatelle producono di nuovo quel rassicurante, allegro suono che fa da sottofondo alla visita e che è un po’ come l’altezza: mezza bellezza. “Abbiamo sofferto tanto, ma le sorgenti si sono rimpinguate grazie alle piogge invernali e la portata è a regime. Dovrebbe andare bene, uso il condizionale, però, perché ogni estate ci offre ormai scenari peggiori”, sottolinea il direttore Lauro Marchetti.

Il giardino riapre domani (sabato) e poi a Pasqua e Pasquetta per il classico giro, tra piante originalissime e rovine dell’antica città medievale, anticipato di una settimana dalla sorprendente visita fuori le mura realizzata dal Fai per le Giornate di Primavera.

Il lungo periodo di riposo invernale è servito ad allentare la pressione degli ingressi (oltre 70 mila nei 8 mesi circa di visite del 2017), ma soprattutto e fortunatamente a superare, grazie alle copiose piogge, il problema più grave quello della siccità che l’anno scorso faceva intravedere scenari disastrosi. “Oggi si è perfettamente ripreso”, racconta Marchetti

 

STOP AI PRELIEVI – Ma non bisogna abbassare la guardia e per questo la Fondazione Roffredo Caetani si  è rivolta al Prefetto di Latina Maria Rosa Trio che ha convocato un primo tavolo cogliendo appieno il valore della richiesta di sostegno: “Vogliamo chiedere lo stop ai prelievi dal Lago di Ninfa. Acqualatina quattordici  fa si era impegnata in questo senso ed è ora di dare attuazione a questo impegno”.

Tra le novità 2018 c’è un accordo con la Strada dei Vini che offrirà una degustazione ai visitatori nell’ottica di collegare Ninfa al resto del territorio, spiega il presidente Tommaso Agnoni.

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Le visite di Ninfa dopo Pasqua proseguiranno secondo il calendario pubblicato sul sito della Fondazione Roffredo Caetani. Le visite si possono prenotare on line su www.giardinodininfa.eu

3 Comments

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  1. Germano Buonamano Mancaniello

    30 Marzo 2018 at 13:07

    Non lo so io falle ‘nartre du gocce, mi dimentico visto che l’acqua non è una manna dal cielo benché proveniente per la maggior parte dai ghiacciai dell Antardite abbiatene cura di questa poca acqua e si arrivi al 31 Agosto 2018, con questa domanda, ma gli asini volano?.

  2. Germano Buonamano Mancaniello

    30 Marzo 2018 at 13:15

    Anzi, per meglio dire che non la mi si giunga al 31Agosto 2018 per così dire col senno di poi, l’acqua dov’è?.

  3. Germano Buonamano Mancaniello

    30 Marzo 2018 at 13:17

    L’acqua il bene più prezioso esistente su questa terra, ad oggi non osservata come si deve, ad oggi infangata dai fusti tossici e rifiuti speciali sepolti in ogni ove, per tanto visto che l’acqua arriva da dove gli asini non volano quel poco di acqua che c’è tutelatela.

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Abbandono rifiuti, a Latina una nuova fototrappola vicino allo stadio Francioni

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fototrappola

LATINA – Una nuova fototrappola è stata posizionata nell’area dello stadio Francioni di Latina, in pieno centro urbano. Il dispositivo consente di sorvegliare con continuità “una zona particolarmente esposta al fenomeno dell’abbandono dei rifiuti  – spiegano da Abc – e di documentare eventuali comportamenti non conformi alle regole per il corretto conferimento dei rifiuti. La postazione si aggiunge alle altre fototrappole già utilizzate sul territorio comunale e integra le attività di controllo svolte dagli Ispettori Ambientali e dalla Polizia Locale attraverso verifiche, sopralluoghi e accertamenti diretti”.

L’azienda annuncia anche che “a breve saranno disponibili nuove fototrappole, che consentiranno di ampliare il monitoraggio e rafforzare il presidio delle aree maggiormente interessate da episodi di abbandono e conferimenti irregolari” e “rinnova  l’invito a rispettare le modalità di conferimento e a collaborare alla corretta gestione dei rifiuti: comportamenti responsabili da parte di tutti sono fondamentali per mantenere la città più pulita e contrastare fenomeni che danneggiano l’intera comunità”.

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Tartarughe marine, ultima schiusa a Sabaudia. Tartalazio: “Stagione particolarmente ricca nel Parco del Circeo”

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(foto pagina Fb ParchiLazio)

SABAUDIA – Con la schiusa dell’ultimo nido di tartaruga marina Caretta caretta, avvenuta ieri a Sabaudia, si è conclusa la stagione di monitoraggio, messa in sicurezza e sorveglianza dei nidi sul litorale laziale. Salvo sorprese.

Il bilancio è di Tartalazio che certifica una stagione particolarmente ricca per tutta la Riviera D’Ulisse, e in particolare per le spiagge del Parco Nazionale del Circeo “con 14 dei 18 nidi deposti sulle coste laziali, 3 dei quali sulla spiaggia di Sabaudia e almeno 4 nelle sue vicinanze”.

La rete di tutela e soccorso delle tartarughe marine spiega che “tutti questi nidi hanno dato ottimi risultati di schiusa grazie all’impegno di #TartaLazio e dei volontari ed alla collaborazione con il Parco Nazionale. E grazie anche alla collaborazione con gli operatori balneari coinvolti che hanno spesso prestato un’affettuosa assistenza al nostro personale”.

E ancora: “La spiagge di Sabaudia e di San Felice Circeo si confermano di grandissimo interesse naturalistico per la presenza di più nidi e per le condizioni ambientali, frequentemente favorevoli allo sviluppo degli embrioni ed alla schiusa dei piccoli e, dunque, meritevoli di ulteriore protezione, anche nell’ottica di quanto previsto dal Progetto Comunitario LIFE Turtlenest del quale la Regione Lazio è partner”.

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Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due

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LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.

Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.

A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.

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