con fabrizio von arx e Finghin Collins

Gran finale al Festival Pontino con uno Stradivari del 1720

Domenica a Fossanova suona il Rest Ensamble

SERMONETA – Un vero gioiello musicale, uno Stradivari “Madrileno” del 1720  suonerà stasera tra le mani del violinista Fabrizio Von Arx. E’ il penultimo concerto del 54° festival Pontino di musica, una sorta di lezione quella che si prepara al Castello Caetani grazie alla generosità di un imprenditore che l’ha messo a disposizione, e che  permetterà a

ll’artista napoletano, di adozione ginevrina, di suonarlo per i prossimi 10 anni.

“Un’occasione davvero unica per ascoltare il suono di questo straordinario strumento unico al mondo”, dice Von Arx  che si prepara al concerto insieme al pianista irlandese Finghin Collins. Suoneranno  da solisti e insieme Bach e Stravinskij, come ci hanno spiegato a Buongiorno Festival

L’apertura spetta proprio a von Arx con l’Adagio dalla Sonata n. 1 per violino BWV1001 e il Preludio dalla Partita n. 3 BWV 1006. Seguono i quattro Klaviertücke op. 119 e la Suite Italienne che Stravinskij trasse dal balletto Pulcinella. Scritta inizialmente per pianoforte e violoncello nel ’32, l’anno successivo il compositore russo la elaborò per violino e pianoforte, destinata all’attività concertistica dell’amico violinista Samuel Dushkin. Il programma si completa con il virtuosistico Capriccio n. 24 di Paganini e per ultimo con la raffinata Sonata in la maggiore di César Franck fra le pagine cameristiche più interessanti della musica strumentale francese di fine Ottocento.

CHIUSURA DOMENICA A FOSSANOVA  – Il 54° Festival Pontino di Musica affida la sua chiusura ad un giovane trio, il Rest Ensemble, con un concerto in programma all’Infermeria dell’Abbazia di Fossanova a Priverno domenica 29 luglio alle ore 19.30. Si tratta di una formazione, nata nel 2015, che si sta affermando velocemente a livello internazionale grazie al talento dei loro singoli musicisti e alla loro passione per la musica da camera. Sono Rebecca Raimondi al violino, Michele Marco Rossi al violoncello e Alessandro Viale al pianoforte.

IL PROGRAMMA – Il loro concerto si apre con l’esecuzione del Notturno in mi bemolle maggiore, op. 148 D. 897 di Franz Schubert, un movimento per pianoforte, violino e violoncello composto probabilmente alla fine del 1827 per un lavoro di più vaste dimensioni. Si tratta di un Adagio contraddistinto da una fantasia assai libera giocata su un tema degli archi sostenuto da misteriosi accordi arpeggiati del pianoforte, una ambientazione che può far pensare appunto, in ottica romantica, a una atmosfera notturna e assai suggestiva.

Dopo una incursione nel ‘900 italiano con il Trio (1969) per violino, violoncello e pianoforte del milanese Riccardo Malipiero e nipote del noto Gian Francesco Malipiero, compositore scomparso nel 2003, anche critico musicale, conferenziere, pedagogo, organizzatore musicale e noto per essere stato uno dei primi sostenitori della dodecafonia in Italia, il Rest Ensemble chiude la serata con il Trio in si bemolle maggiore op. 8 di Brahms, lavoro dalla gestazione complessa, revisionato dallo stesso autore dopo trentacinque anni dalla sua prima scrittura, avvenuta nel 1854, una composizione cameristica dai toni prima agitati e cupi da ballata nordica, poi via via leggeri e fatati, dalla inconfondibile melodia brahmsiana che si fa struggente e di grande presa espressiva.

 

 

 

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