i contagi

Morbillo, il picco a Latina nel 2017 con 72 adulti ricoverati al Goretti

Tante le complicanze della malattia: dalle stomatiti ai problemi respiratori

LATINA – Settantadue casi nel 2017, sono i pazienti adulti ricoverati per le conseguenze del morbillo al Goretti di Latina. I dati sono forniti dalla dirigente del reparto di Malattie infettive Miriam Lichtner che fornisce un quadro di quello che è stato nel corso dell’anno passato e di quello in corso: “Al momento nel 2018 – spiega – abbiamo registrato solo due ricoveri, il picco lo abbiamo avuto lo scorso anno con 72 ricoveri. Si tratta sempre di adulti perchè i pazienti pediatrici vengono dirottati al Bambin Gesù di Roma. E gli adulti hanno una degenza lunga con complicanze importanti. La degenza media di un adulto (nella fascia di età che va dai 25 ai 40 anni), è tra i sette i dieci giorni con un dispendio di risorse molto alto per diversi motivi: il primo è che il paziente sta molto male, spesso ha complicanze come stomatite, problemi respiratori, congiuntiviti, e poi per le risorse ospedaliere perché si deve far ricorso a misure di isolamento idonee di cui per esempio il pronto soccorso non dispone. E’ accaduto che pazienti arrivati per una patologia, sono tornati a distanza di 15 giorni per aver contratto il morbillo, proprio in ospedale. L’epidemia dunque va combattuta anche a livello intraospedaliero, visto che in questi casi lo stesso nosocomio diventa un fattore di rischio”.

Nel 2018 al Goretti si sono registrati solo due ricoveri, ma l’Italia è attenzionata dall’Organizzazione Mondiale della sanità perchè è uno dei sette Paesi su 53 in cui si sono superati i mille casi nel solo 2018. Secondo il Rapporto dell’Istituto superiore di Sanità, più o meno tutte le regione hanno avuto almeno un contagiato. Il Lazio ancora una volta è sul podio, subito dopo la Sicilia (dove si sono registrati oltre mille casi), arrivando a 204 contagiati concentrati principalmente tra gennaio e febbraio. Ovviamente nel Lazio i numeri maggiori li fa registrare Roma, anche perché tutti i pazienti pediatrici vengono dirottati al Bambino Gesù, ma la fascia più colpita rimane quella del giovane adulto, tra i 25 e i 40 anni, cioè chi non è stato proprio vaccinato o aveva effettuato una sola dose, e nel quasi 50% dei casi i pazienti sviluppano complicanze per cui si richiede il ricovero.

La dottoressa Lichtner grazie all’Università la Sapienza e la Asl sta lavorando molto con tutta l’equipe, sul fronte morbillo pubblicando uno studio sulla rivista scientifica Plos – one in cui si studiano gli effetti del morbillo a lungo termine in particolare sulla citochina proinfiammatoria, cioè una proteina regolatoria, che rimane alterata ed elevata anche diversi mesi dopo aver contratto la malattia e l’ipotesi su cui hanno lavorato è che questo stato infiammatorio possa peggiorare altre malattie o patologie.

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