sesto giorno senza notizie

Nevicate e venti forti sul Nanga Parbat, le ricerche di Daniele Nardi sono in stallo

Familiari e team in contatto costante con il campo base per decidere come procedere

(Daniele Nardi sul Nanga Parbat in una foto scattata dal compagno di spedizione Tom Ballard anche lui disperso da sei giorni)

LATINA – Il meteo non è buono e dunque ancora nulla si sa sulla possibilità di avviare finalmente in maniera sistematica  le ricerche di Daniele Nardi e del suo compagno di spedizione Tom Ballard a sei giorni dall’ultima telefonata fatta a Latina alla moglie Daniela, dall’alpinista originario di Sezze.

“I piloti, con i permessi di volo approvati, sono in stand by dalle 5:30 di questa mattina ora pakistana poiché le condizioni meteo, neve, nuvole e scarsa visibilità non permettono agli elicotteri di alzarsi in volo”. L’ultimo messaggio dello staff racconta la frustrazione per un’altra giornata che sta trascorrendo invano quando in Pakistan è primo pomeriggio e restano poche ore di luce. “Rimaniamo fiduciosi che le operazioni possano riprendere al più presto”, si legge nella nota. E’ la speranza di tutti.

In assenza di notizie ulteriori è chiaro che anche i droni attendono ancora di essere trasportati sul posto da dove potranno sorvolare lo sperone Mummery che i due alpinisti hanno certamente percorso fino a quota 6300 metri secondo le ultime indicazioni date da loro stessi al Campo Base prima che le comunicazioni si interrompessero.

La giornata di oggi si è aperta subito con notizie non rassicuranti. Il primo aggiornamento alle 3,30 del mattino ora italiana, non prometteva nulla di buono: “Le previsioni meteo sulla zona del Nanga Parbat e del K2 prevedono precipitazioni nevose e nuvole a bassa quota con venti sostenuti per tutta la giornata di oggi”.

Familiari e team sono in contatto sia con gli alpinisti al campo base che con il governo pakistano per decidere come procedere, nelle giornate di oggi e domani, con le ricerche dopo l’impasse di ieri dovuto al fatto che gli elicotteristi Pakistani hanno preteso il pagamento anticipato delle spese e si è perso del tempo per versare il necessario dal momento che il bonifico è partito dalla famiglia dell’alpinista pontino.

Fondamentale per ottenere le autorizzazioni e organizzare la macchina dell´ambasciatore italiano a Islamabad Pontecorvo: “In queste ore di particolare apprensione vogliamo ringraziare le istituzioni del governo italiano, in particolare , e a quelle Pachistane nonché il centro di Askari che stanno lavorando insieme per garantire il miglior funzionamento delle operazioni di ricerca di Daniele e Tom”, si legge nell’aggiornamento dello staff che aggiunge: “Un particolare ringraziamento va ad Ali Sadpara ed al team al campo base e alle ricerche fatte ieri in giornata”. Già proprio quell’Ali Sadpara con cui Daniele nel 2016 dopo essere precipitato per cento metri sulle rocce del Nanga Parbat aveva avuto uno scambio pesante. E’ lui il primo ad essersi mobilitato.

 

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