l'intervento

“Corrette le scelte del Parco del Circeo sui daini, ecco perché non si possono portare altrove né sterilizzare”

Parla Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi: "I daini si difendono, cinghiali e ratti no"

(la Foresta del Parco Nazionale del Circeo – foto parcocirceo.it)

SABAUDIA – Continua la polemica sul Piano di contenimento dei daini nel Parco Nazionale del Circeo varato dall’Ente con l’obiettivo di salvare la foresta planiziaria la cui rigenerazione è messa oggi in serio pericolo da questi animali selvatici che si sono riprodotti in maniera copiosa e brucano il sottobosco impedendo alle specie arboree di crescere. Spinta anche da alcune informazioni errate diffuse in questi giorni sui social, e da una buona dose di emotività per l’ istintiva simpatia suscitata da questi bellissimi mammiferi (ma per l’eradicazione del ratto nero a Zannone non c’è stata un’uguale mobilitazione), la polemica non sembra arrestarsi.

Così, se da un lato il Partito Animalista ha dato mandato ai suoi legali di ricorrere al Tar contro il Piano e chiede le dimissioni del direttivo dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, arriva ora l’appoggio di Federparchi.

“Devo dire che un po’ ci ho pensato prima di intervenire su questo argomento, c’era una vocina dentro di me che mi diceva “Ma chi te lo fa fare? Entri nuovamente in un tema divisivo, pieno di forti componenti emotive”, scrive nella sua analisi Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi che ha poi deciso di scendere in campo e spiegare il perché “della correttezza delle scelte compiute dal Parco Nazionale del Circeo per il contenimento dei daini divenuti in sovrannumero”.

In questa nostra intervista, Sammuri  risponde anche alle domande più ricorrenti di questi giorni, formulate da chi vorrebbe salvare la Foresta senza però vedere uccisi i daini. E allora: perché i 360 esemplari destinati all’abbattimento non si possono trasferire altrove? Perché non si possono sterilizzare? E perché i daini devono pagare con la propria vita un errore commesso dall’uomo quando negli Anni ’50 li ha portati nel Parco del Circeo? E si possono adottare? Ci sono precedenti?

QUI LE RISPOSTE –  ASCOLTA

 

2 Commenti

2 Commenti

  1. Mario

    14 Gennaio 2020 alle 8:01

    L’avranno capita la lezione questa volta gli animalisti ? Quelli di serie c..??? Dubito.. continueranno a far finta di non capire, mentendo sapendo di mentire… questa è la loro natura.. quella di stronzi ! Intendiamoci, non sono tutti così poco seri.. es. Ricordo un art. su un giornale di circa 10/15 anni fa di Legambiente, che come titolo riportava: “Sì alla caccia buona”. Quando arriveranno ad essere seri tutti gli animalisti ???

  2. Mascia

    16 Gennaio 2020 alle 23:09

    Come al solito chi deve pagare sono delle bestiole innocenti.. io dico no all’ abbattimento che trovino un altra soluzione..la mano dell’ uomo distrugge tutto ma questo non viene considerato.. vergogna

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