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Da carabiniere semplice a colonnello: Pietro Dimiccoli si congeda dall’Arma

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LATINA – Il carabiniere Pietro Dimiccoli diventa colonnello e lascerà l’Arma dopo 41 anni di servizio, il prossimo 18 aprile.  Non possiamo non dedicargli uno spazio, perché Dimiccoli dopo una lunga carriera cominciata da carabiniere semplice, è stato in questi ultimi anni di servizio il referente dei giornalisti pontini, sempre disponibile e attento nel suo ruolo, quanto fedele alla divisa e ai doveri di ufficio nel garantire informazione mai oltre i limiti della riservatezza che i fatti e le indagini di volta in volta imponevano.

E’ stato anche al di là della divisa un amico, un collega giornalista (è iscritto all’Albo), pronto alla battuta e affabile, rispettoso dei ruoli. Memorabili alcune cene alle quali ha preso parte anche il Re dei Paparazzi, Rino Barillari occasione per raccontare indagini su casi eccellenti che hanno fatto storia nella cronaca del nostro Paese. Lo lasciamo andare alla sua pensione e alla bella famiglia che ha costruito, con un pizzico di nostalgia e grande riconoscenza per il lavoro svolto. Grazie Pietro, ci mancherai.

E in questa occasione riceviamo e volentieri pubblichiamo qui la lettera di commiato del Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, il colonnello Gabriele Vitagliano che lo racconta certamente meglio di noi.

Pietro Dimiccoli, pilastro portante del comando provinciale carabinieri di Latina, ha indossato oggi il grado di colonnello (era prima tenente colonnello). E’ il meritato coronamento di una lunga e brillante carriera, ma coincide con altri due momenti importanti nella vita dell’ufficiale: ha compiuto ieri 60 anni, e il 18 prossimo andrà in congedo, appunto per “limiti d’età”.

Viene dalla gavetta, Dimiccoli. ha cominciato il suo servizio da carabiniere semplice nel 1980, alla stazione di maranello. distintosi per preparazione, viene subito promosso sottufficiale: lo ritroviamo vice brigadiere, due anni dopo, nelle stazioni di Roma.

Ha una rara capacità: farsi benvolere con garbo e signorilità, una dote importante per un carabiniere che lavora “tra la gente per la gente”; nel 1987 passa così al reparto operativo di roma, massimo organismo investigativo della capitale. sono anni difficili e i rapporti con gli organi di stampa risultano frenetici, complessi, talvolta tesi: l’arma li affida a lui. E una scelta vincente: carabiniere e giornalista (è iscritto all’albo dei pubblicisti) sa capire le esigenze di ambo le parti; sempre presente e disponibile, fornisce le risposte giuste al momento giusto.

Ma Dimiccoli sa guadagnarsi un nuovo salto di carriera: diventa ufficiale e da tenente, trascorso un periodo a Bologna, torna a Roma, a comandare la sezione motociclisti. qui si rende protagonista di un’epica ricerca: per le strade della capitale si aggira infatti uno spietato e imprevedibile assassino, capace – come i “cattivi” hollywoodiani – di vivere con i senzatetto, spostarsi con auto rubate e sparare a chiunque lo intralci, silenzioso come un’ombra e letale come un lupo. E’ Luciano Liboni, soprannominato appunto “il lupo”. Dimiccoli si dedica al certosino lavoro di distinguere i falsi avvistamenti dai veri, prevedere gli spostamenti del criminale, attenderlo al varco; paziente e determinato quanto l’avversario, invia i suoi motociclisti in giro per la città a cercarlo. La pervicacia paga: il 31 luglio 2004 Liboni viene raggiunto al circo massimo. prende in ostaggio una turista e spara all’impazzata; ferito, morirà durante il trasporto in ospedale. Ma il luogo di lavoro, per un ufficiale dei carabinieri, è l’italia intera. Da Roma Dimiccoli va a comandare la compagnia di Lecco, dove conosce Daniela, l’amore della sua vita, inaspettato come in un romanzo.

Torna a Roma, al comando generale, non a caso all’ufficio che gestisce i rapporti con la stampa. Va poi a Frosinone, per cinque anni comandante della Compagnia. Nel 2013 arriva a Latina, vice comandante del Comando provinciale. Anche qui si distingue immediatamente per le doti di serietà, preparazione e umanità, riscuotendo unanime considerazione fra le autorità civili, militari ed ecclesiastiche, i componenti delle altre forze di polizia, gli esponenti della stampa, le istituzioni scolastiche, gli imprenditori e i comuni cittadini.

Così è giunto al traguardo del grado di colonnello, lui partito da semplice carabiniere, chiudendo la sua carriera nel silenzio di una situazione nuova, imprevista e spersonalizzante: l’emergenza epidemiologica, che mette a dura prova proprio quei rapporti umani su cui egli tanto ha investito, nella vita personale come in quella professionale. ma i carabinieri devono “esserci”, anche in questo difficile momento.

Talvolta l’arma dei carabinieri solleva un attimo lo sguardo dalla routine del lavoro quotidiano, e scopre di essere una famiglia: è con questi sentimenti che ringrazia e saluta il colonnello Dimiccoli, protagonista silenzioso “della fedeltà immobile e dell’abnegazione silenziosa”, come cantava d’annunzio cent’anni fa.

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A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia

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antica norba

La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.

Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.

L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.

Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.

Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.

Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.

In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.

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Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso

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Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.

Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.

Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.

Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.

Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.

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Asl Latina, potenziati i servizi di cardiologia di Priverno e Sezze

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La Asl di Latina continua a investire nel potenziamento dell’assistenza di prossimità, con l’obiettivo di garantire un accesso sempre più capillare e tempestivo ai servizi sanitari sul territorio. Da ieri, infatti, è operativo il rafforzamento del Servizio di Cardiologia presso la Casa della Salute di Priverno, che amplia significativamente la propria offerta: oltre alla giornata già attiva il giovedì dalle ore 7.30 alle 17.30, viene introdotta una nuova apertura settimanale il lunedì dalle ore 9.00 alle 17.00, incrementando in modo sostanziale la disponibilità complessiva del servizio.

Analogo potenziamento interesserà il Servizio di Cardiologia di Sezze, dove le ore di attività settimanali passeranno da 6 a 18. Alle attuali 6 ore del martedì (8.00–14.00) si aggiungeranno ulteriori aperture distribuite nell’arco della settimana, triplicando così la presenza specialistica sul territorio. L’ampliamento sarà pienamente operativo entro la fine di marzo, in parallelo con l’avanzamento dei lavori di ammodernamento e riconversione della struttura, destinata a diventare una moderna Casa di Comunità

Complessivamente, nelle due città del Distretto 3 della Asl di Latina, triplicheranno quindi le ore di apertura dei due servizi di Cardiologia. Un deciso passo avanti che ridurrà i tempi di attesa e renderà più fruibile l’accesso alle prime visite e ad esami specifici. Questo consentirà di semplificare ulteriormente la presa in carico di persone con scompensi cardiaci e di attivare tempestivamente percorsi assistenziali integrati. Un fattore che può essere decisivo per salvare vite umane considerando il carattere tempo-dipendente delle patologie cardiache.

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