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Contagi a Latina, in estate anche casi gravi. Lichtner: “Importante la valutazione clinica”
LATINA – Sono tornati a Latina dopo le vacanze contagiati dal Covid-19; imbarcati più o meno senza alcun controllo su traghetti e aerei dalla Sardegna, ma anche da alcuni Paesi europei, nonostante alcuni avessero sintomi chiari, come febbre, tosse e bruciore agli occhi e quando sono arrivati nel Lazio il tampone ha certificato il contagio. La fotografia, contenuta in un report realizzato dal Seresmi in collaborazione con lo Spallanzani, inviato dalla Regione Lazio al Ministero per la Salute, racconta il fenomeno dei cosiddetti casi di rientro: per la gran parte giovani e asintomatici. Ma è bene non cedere alla tentazione dell’autodiagnosi.
IMPORTANTE LA VALUTAZIONE CLINICA – “Quello che dobbiamo fare è trovare un equilibrio tra l’isteria e la sottovalutazione, tra chi corre in ospedale al primo sintomo e chi resta a casa senza consultare il medico e rischia di aggravarsi – dice Miriam Lichtner, responsabile della Uoc di Malattie Infettive del Goretti di Latina, spiegando che è recente il caso, capitato a Latina, di un giovane di circa 40 anni arrivato da un Paese europeo e rimasto cinque giorni a casa con i sintomi del Covid. Quando ha deciso di farsi vedere, la forma era già grave: “E stato intubato e trasferito allo Spallanzani. E ancora, più di recente, la scorsa settimana e fino a ieri, abbiamo ricoverato persone a cui è stato messo il casco Cpap (il sistema di ventilazione assistita non invasiva rivelatosi strategico per i pazienti affetti da Sars Cov-2). Insomma – conclude Lichtner – il messaggio che va dato è che serve una valutazione clinica. Non è sempre facile stabilire se si tratta di una forma asintomatica o pre-sintomatica ed è essenziale, come lo è stato durante il periodo invernale, l’integrazione tra ospedale e territorio”.
L’INTERVISTA
LO STATO DEI RICOVERI – Quanto ai numeri dei ricoverati (su 222 positivi attivi sono 49 oggi i pontini in ospedale per forme di polmonite da Covid in cura per metà a Latina e per metà a Roma), al Goretti la Regione ha assegnato 17 posti letto-covid da ospitare nelle 12 camere a pressione negativa ma si può arrivare a un massimo di 22 pazienti con il virus. Gli altri posti letto di Malattie Infettive sono riservati ai pazienti non covid. “L’obiettivo oggi è di occuparci di Covid e anche del resto, perché rimanere indietro sul resto significa non curare i pazienti che hanno tutte le altre malattie, che non sono sparite. C’è ancora una situazione di grande instabilità, in cui bisogna stare allerta, è difficile per noi medici infettivologi, è una situazione di emergenza-urgenza che sta diventando quasi una normalità”. Eppure troppi si sono già dimenticati di medici e infermieri e di tutti gli operatori sanitari che hanno lottato in prima linea.
ATTUALITA'
La lezione di monsignor Accrocca a Cisterna: “San Francesco era un giovane come i nostri che ha trovato quello che cercava”
CISTERNA – E’ stata a Cisterna la prima uscita da neonominato vescovo di Assisi per monsignor Felice Accrocca che lunedì pomeriggio ha tenuto una lezione su San Francesco nell’incontro organizzato dal Campus dei Licei Massimiliano Ramadù nell’ambito del Patto educativo di comunità che l’Istituto ha sottoscritto con il Comune di Cisterna insieme agli Istituti Comprensivi Leone Caetani, Monda-Volpi, Plinio il Vecchio e alla scuola paritaria De Mattias.
Accrocca, originario di Cori, che nel corso del suo percorso è stato anche vice parroco della chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo a Cisterna, è un grande studioso di San Francesco, docente di storia del francescanesimo e ha parlato alla platea riunita nella sala consiliare del Comune di Cisterna, accolto dal sindaco Valentino Mantini e dalla dirigente del Campus dei Licei Ramadù, Anna Totaro.
«Francesco incuriosisce e fa discutere – ha sottolineato Monsignor Felice Accrocca nel suo intervento – anche coloro che non sono credenti, la sua figura emana un fascino che resiste alle generazioni per il suo evangelismo. La sua storia e i testi che ne parlano raccontano di un giovane molto centrato su sé stesso e un po’ viziato, non molto distante dai ragazzi di oggi, poi di un uomo di guerra tornato da quest’ultima esperienza profondamente cambiato e con uno sguardo diverso nei confronti dei poveri, dei lebbrosi, dei meno fortunati. Ha compreso le fragilità umane iniziando un percorso che lo ha portato a condurre una vita cristiana di povertà e a diventare un predicatore del Vangelo. Uno dei messaggi più significativi che ci ha lasciato – ha proseguito – è quanta forza possono avere le nostre convinzioni e l’importanza di interrogarsi sulle relazioni con le gli altri, con coloro con i quali veniamo a contatto».
Prima di lui è intervenuto il sindaco Valentino Mantini che ha portato il saluto della città all’Arcivescovo. «Gli 800 anni dalla morte di San Francesco – ha sottolineato il primo cittadino che ha consegnato a Monsignor Accrocca il crest di Cisterna, realizzato da un artigiano della nostra comunità – rappresentano anche l’occasione per rilanciare valori che non sono soltanto quelli della povertà e della carità ma anche la capacità di costruire un percorso per le nuove generazioni, per i giovani che hanno bisogno di messaggi positivi come aprire le porte ai più deboli. In questa fase è fondamentale una comunità educante che supporti la costruzione di una nuova generazione: in questo senso il Patto educativo di comunità sottoscritto dall’Amministrazione comunale con tutti gli Istituti scolastici del territorio rappresenta uno strumento per lavorare in sinergia con dirigenti e insegnanti nella formazione dei ragazzi».
La dirigente scolastica del Campus dei Licei Massimiliano Ramadù Anna Totaro ha preso la parola ringraziando la docente Daniela Antonilli per aver curato i contatti con Monsignor Accrocca e convenuto con lui tempi e modalità nell’incontro. Ha poi illustrato al relatore le ragioni della richiesta di raccontare alla comunità educante e territoriale la vita del Santo in un momento in cui la società ha bisogno di recuperare la semplicità, l’essenzialità e soprattutto la pace interiore per instaurare rapporti positivi soprattutto con i giovani.
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Cultura e intelligenza artificiale: è in onda La Valigia, il nuovo doc di Massimo Ferrari
LATINA – E’ andato in onda per la prima volta domenica 18 gennaio ed è ora in programmazione (disponibile anche on demand) su Sky Arte il nuovo documentario di Massimo Ferrari, “La Valigia”, prodotto dalla casa di produzione pontina MaGa Production di Gaia Capurso. Il registra di Latina si cimenta con l’intelligenza artificiale e sul suo rapporto con l’arte, teatro, filosofia, poesia e arti visive, e si interroga su quali valori culturali sia fondamentale preservare in un futuro sempre più guidato dagli algoritmi.
“Questo – spiega – è un documentario sulle potenzialità dell’umano e dell’arte, sul potere della contaminazione, mentre stiamo attraversando il grande punto di domanda rappresentato dai profondi cambiamenti dovuti dall’introduzione della Intelligenza Artificiale e ci limitiamo solo a condannarli o ad esaltarli. Questo documentario è un laboratorio in cui si incontrano, si scontrano, si contaminano autenticità e finzione, umano e virtuale, tradizione e futuro”.
Il racconto si arricchisce delle voci di Maura Gancitano e Andrea Colamedici (TLON Edizioni) e di esperienze artistiche che sperimentano nuove forme di espressione tra umano e digitale. Nel gruppo di lavoro anche professionisti della provincia di Latina, il direttore della fotografia Enrico De Divitiis e, tra gli autori delle musiche, Francesco Ruggero.
Ne abbiamo parlato con Massimo Ferrari
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Latina resiste in casa del Picerno: 0-0 il risultato finale
LATINA – Il Latina resiste in casa del Picerno e porta a casa un punto prezioso. Dopo due vittorie consecutive, i nerazzurri non riescono nell’impresa nonostante le tante occasioni, ma conducono una gara confortante: “Una grande prova di maturità” secondo mister Gennaro Volpe apparso soddisfatto in sala stampa.
La formazione resta così fuori dalla zona play out e resta imbattuta in questo avvio del nuovo anno.
IL TABELLINO
AZ Picerno 0 – 0 Latina Calcio 1932
Picerno: Marcone, Bellodi, Esposito (67’ Kanoute) Guadagni (63’ Cardoni), Gemignani, Bassoli, Baldassin (81’ Santarcangelo), Bianchi (63’ Djibril), Franco (67’ Maiorino), Abreu, Rillo. A disposizione: Summa, Succi, Perri, Santaniello, Salvo, Del Fabro, Bocic, Pistolesi. Allenatore: Valerio Bertotto.
Latina Calcio 1932: Mastrantonio, Ercolano, Riccardi (58’ Hergheligiu), Marenco, Dutu, Fasan (89’ Ekuban), D’Angelo (45’ De Cristofaro), De Ciancio (58’ Lipani) Carillo, Tomaselli (72’ Porro), Parigi. A disposizione: Basti, Iosa, Scravaglieri, Pellitteri, Pace, Catasus, Di Giovannantonio, Vona, Quieto. Allenatore: Gennaro Volpe.
Arbitro: Mario Picardi di Viareggio.
Assistenti: Federico Linari di Firenze e Alberto Rinaldi di Pisa.
IV Uomo: Stefano Striamo di Salerno.
FVS: Nicola Monaco di Sala Consilina.
Ammoniti: 35’ Esposito (P), 40’ D’Angelo (L), 74’ Porro (L)
Angoli: Picerno 4 – 3 Latina
Recuperi: 1’ pt / 4’ st
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