AMBIENTE
Orti urbani, a Latina otto aree pubbliche sono candidate a ospitarli
(nella foto la presidente della Commissione Ambiente, Loretta Isotton)
LATINA – A Latina ci sono otto aree verdi candidate a diventare orti urbani destinati alla produzione autonoma da parte dei cittadini di verdure e ortaggi per il sostentamento delle famiglie. Chi non ha un pezzo di terra da coltivare, come la maggior parte delle persone, ma sia interessato a curarne uno, potrà dunque partecipare a un bando pubblico. Il regolamento c’è e il tavolo Patto per Latina ha deciso di mettere le ali al progetto. Se ne è parlato nel corso dell’ultima commissione Ambiente.
LE AREE – Le aree individuato si trovano sia in città che nei borghi. Tra queste, c’è il lotto di Via Cilea, vicino alla scuola Don Milani; un altro è quello adiacente all’ex asilo di via Milazzo e via Tagliamento, nel quartiere Campo Boario, recintato e con ingresso da Via Tagliamento: è stato indicato dal comitato di quartiere come idoneo per fare orti all’interno di contenitori ripieni di buona terra, si trova in un quartiere molto popolato e vicino sia al parco Berlinguer che all’ex asilo ora gestito nell’ambito del patto di collaborazione dal comitato di quartiere Latina Nord; a Latina Scalo c’è l’area tra Via del Murillo e Via delle Camelie, già recintata e dotata di un robusto cancello di ingresso; a Borgo Sabotino, vicino alla casa cantoniera e alla chiesa c’è uno spazio già recintato e con un cancello di ingresso; un lotto si trova vicino a Piazza Udine tra via Palermo e via Torino. In più, ci sono altre aree al vaglio degli uffici, per un totale di otto.
PERCHE’ UN ORTO URBANO – “Abbiamo deciso di sostenere al Tavolo permanente “Patto per Latina” la realizzazione e l’assegnazione degli Orti Urbani: una proposta veloce e concreta – sottolinea la presidente della Commissione Ambiente del Comune Loretta Isotton – già nel programma di questa amministrazione e sollecitata anche dai comitati di quartiere e associazioni. Gli orti urbani rappresentano una possibilità reale di produrre autonomamente verdure e ortaggi per il sostentamento delle famiglie, così come avviene già da tanto tempo in molti comuni italiani. A Latina abbiamo approvato il relativo regolamento nel luglio del 2018: è stato un lavoro condiviso, votato e approvato dalla maggioranza e dalle forze di minoranza, a riconoscimento della forte valenza sociale del progetto. Un orto urbano fa bene allo spirito, valorizza il quartiere, favorisce la partecipazione sociale e la reciprocità, oltre che un’alimentazione fondamentalmente biologico e più sana. Il Comune di Latina si farà carico della delimitazione dei lotti che non sono recintati, fornirà gli allacci idrici e collaborerà a preparare il terreno bonificando dalle piante infestanti, oppure metterà a disposizione contenitori porta terra dove gli orti non saranno realizzati direttamente nel terreno. Le aree saranno assegnate tramite bando pubblico”.
I
AMBIENTE
Nido di tartaruga marina sulla spiaggia di Latina messo in protezione dagli operatori del Parco del Circeo
LATINA – Il personale dell’Ente parco Nazionale del Circeo ha recintato e segnalato il nido di Tartaruga marina Caretta caretta rinvenuto nei giorni scorsi dagli esperti della rete Tartalazio sulla spiaggia di Latina sul lato B del Lungomare. “La recinzione – spiegano dall’Ente, che aderisce alla rete regionale del Lazio per il recupero, il soccorso, l’affidamento e la gestione delle tartarughe marine ai sensi delle linee guida del Ministero dell’Ambiente – è finalizzata a proteggere le uova da predatori e calpestio, fino alla schiusa delle uova, prevista tra 55 giorni circa”.
Lo scopo di Tartalazio è salvare gli animali in difficoltà, tutelarne la riproduzione e restituirli alla vita selvatica in mare una volta curati.
AMBIENTE
Ambiente, la Provincia finanzia i progetti delle associazioni: contributi per tutela delle coste, biodiversità e sostenibilità
La Provincia di Latina ha approvato la graduatoria definitiva del bando dedicato alle associazioni e agli enti del terzo settore impegnati nella tutela e nella valorizzazione dell’ambiente. L’iniziativa prevede contributi a fondo perduto per sostenere progetti destinati alla salvaguardia del patrimonio naturale e alla promozione della sostenibilità sul territorio provinciale. Il bando, promosso dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile, ha messo a disposizione finanziamenti fino a 2.500 euro per ciascun progetto, coprendo fino al 100% delle spese ammissibili.
Dalle coste alla biodiversità
Le proposte finanziate riguardano quattro aree strategiche: la tutela delle aree costiere, la protezione naturalistica e la forestazione, la salvaguardia della biodiversità e dei beni paesaggistici, oltre alle iniziative per migliorare la qualità dell’aria e contrastare l’inquinamento atmosferico.
Tra i progetti ammessi figurano iniziative dedicate al monitoraggio delle microplastiche, alla protezione delle tartarughe marine, alla tutela delle api, alla valorizzazione dei percorsi naturalistici e alla conservazione di specie vegetali di particolare interesse ambientale.
Tra questi spiccano “Guardiani del Mare”, “MICROMAR”, “L’Aula Verde”, “Tarta Latina”, “In Cammino con i Custodi del Cibo”, “L’Oasi delle Api” e il progetto per la tutela dell’orchidea Anacamptis Papilionacea nel Parco Susetta Guerrini di Latina.
Il sostegno al volontariato ambientale
L’istruttoria del bando è stata curata dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile della Provincia, che ha seguito tutte le fasi del procedimento, dalla pubblicazione dell’avviso alla definizione della graduatoria finale.
“Con questo bando abbiamo voluto rafforzare il ruolo delle associazioni che rappresentano un presidio fondamentale per la tutela dell’ambiente e per la crescita della coscienza civica nelle nostre comunità”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Latina, Federico Carnevale.
Secondo l’amministrazione provinciale, l’obiettivo è sostenere iniziative capaci di coniugare educazione ambientale, partecipazione e sviluppo sostenibile, coinvolgendo attivamente cittadini e volontari nella tutela del territorio.
AMBIENTE
Boom di visite a Pantanello per le lucciole, Gaiba (Lipu): “Grandi e piccoli entusiasti, c’è una generazione che non le conosce”
CISTERNA – Si è conclusa a Pantanello un’altra stagione di visite notturne alla scoperta delle lucciole. L’insetto bioluminescente, infatti, in questo periodo lascia l’area rinaturalizzata che si trova a Doganella, e con il caldo preferisce spostarsi in collina dove sarà ancora visibile nelle aree boschive. Il calendario di ingressi ha attraversato maggio e la prima metà di giugno e la Lipu che organizza le visite guidate nell’area parte del Monumento Naturale Giardino di Ninfa, è soddisfatta.
“E’ andata non bene, direi più che bene, oltre le più rosee aspettative – racconta il responsabile Gastone Gaiba -. Abbiamo fatto quattordici date, aggiungendone anche in corso d’opera per la richiesta infinita, ospitando circa 1800 visitatori, più i bambini. La cosa meravigliosa è che sono arrivati quasi 450-500 bambini a vedere le lucciole, accompagnati da genitori entusiasti quanto i bambini, perché ho scoperto che c’è una generazione che le lucciole non le conosce, quella che va dai 30 ai 40 anni non sa di che animali stavamo parlando, quindi è stata proprio una cosa magica. E con le lucciole hanno scoperto Pantanello”, dice soddisfatto l’educatore e divulgatore ambientale referente della Lipu per l’area di Pantanello.
le lucciole hanno trovato una condizione ottimale, con i prati che vengono lasciati incolti, e l’acqua che per fortuna quest’anno non manca: “Gli stagni di Pantanello hanno tutta l’acqua a regime e questo influenza tantissimo tutte le microcreature che vivono qui dentro”
I visitatori a Pantanello, grazie alle politiche della Fondazione Roffredo Caetani, a iniziative mirate e grazie anche a un generoso passaparola, sono aumentati negli ultimi anni e la platea si è fatta più variegata e ha varcato i confini nazionali: “Tante scuole – aggiunge Gaiba – durante il periodo delle visite scolastiche, ma anche tanta richiesta di visitatori stranieri quest’anno, tanto è vero che abbiamo avviato dei progetti di collaborazione con le scuole superiori per fare formazione scuola lavoro nelle quattro principali lingue, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Ci sono capitati tantissimi turisti e quindi abbiamo offerto un servizio pratico, sul campo, proponendo di mettersi alla prova su un terreno che secondo me può offrire potenzialità di lavoro anche per i ragazzi nel futuro”.
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