l'omicido a Formia

Due settimane senza Romeo, il ricordo del fratello Francesco: “Amava il mare ed è l’ultima cosa che ha visto”

Chi era il 17 enne ucciso su Ponte Tallini, la fiducia della famiglia nelle indagini

(nella foto Francesco e Romeo Bondanese) 

FORMIA – Sono passate poco più di due settimane da quando Formia è stata sconvolta dall’omicidio di Romeo Bondanese, il 17 enne ucciso con una coltellata, senza alcun motivo, sulla terrazza di Ponte Tallini: “Mio fratello amava il mare e probabilmente il mare è l’ultima cosa che ha visto”, racconta il fratello maggiore, Francesco, che ha  deciso di condividerne il ricordo. “E’ ancora qui con noi, non se n’è mai andato e ci sta dando la forza di andare avanti. Romeo ci sta dicendo: “Dite chi ero, non lasciate infangare il mio nome da chi non mi conosceva”.

Francesco, 22 anni, studia Ingegneria, ed è stato l’ultimo della famiglia a vedere Romeo, martedì 16 febbraio: “Mio fratello ha fatto lezione quella mattina (in Dad, ndr), mentre io studiavo; poi mi ha detto di prepararmi per primo, perché lui ci avrebbe messo molto tempo. Gli piaceva essere perfetto quando usciva. Abbiamo condiviso il pranzo e poi alle tre di pomeriggio io sono uscito di casa. Quando ci hanno chiamato la sera, Romeo era in ospedale arresto cardiaco. Non l’ho più visto”.

Vi siete ritrovati improvvisamente senza Romeo, per un motivo che va oltre ogni possibile immaginazione.

La vita ci è cambiata subito, dal momento in cui ci hanno detto che era grave.  E ora, dopo tutte le persone che ci sono venute a trovare, siamo solo noi tre, c’è un posto vuoto a tavola. Ci sentiamo veramente vuoti nella quotidianità, siamo soli dentro, perché non abbiamo più vicino qualcuno di importante.

Ci racconti chi era tuo fratello?

Mio fratello aveva 17 anni, ma ne dimostrava di più, era un ragazzo maturo. A tavola parlava sempre con mamma e papà,  voleva sapere come andava il loro lavoro, si informava. Romeo si faceva la lavatrice da solo se mamma non poteva, si puliva sempre le scarpe con lo Chanteclair prima di uscire e le metteva in forma perché non si rovinassero. Si pettinava dieci volte,  e poi un’altra volta quando si toglieva il casco. Era anche il ragazzo che lavorava in estate per avere un’autonomia e anche se faceva tardi la sera, la mattina alle 6 si alzava, perché aveva preso un impegno e lo voleva rispettare.

Che idea vi siete fatti di quella sera, che cosa è successo?

Il fatto che a noi ci fa pensare, e ci domandiamo come è possibile: un ragazzo di 16 anni ha percorso 100 chilometri con un coltello in tasca. Per fare cosa? Che cosa significa preterintenzionale? Se aveva un coltello, non è venuto per divertirsi, ma aveva intenzioni ben precise. E poi, una persona che usa un coltello ci mette forza fisica e mentale, e quindi è ben consapevole di quello che sta facendo. Mio fratello sfortunatamente era lì.

Ma Romeo conosceva questi ragazzi campani?

Mio fratello si spostava al massimo tra Formia e Gaeta dove studiava, non sapeva neanche dove si trova Casapulla. Prima non lo sapevamo neanche noi dove si trovava questo paesino. E di certo Romeo non ha avuto neanche il tempo di capire quello che è successo.

Tuo fratello studiava all’Istituto Nautico Caboto, aveva una particolare passione per il mare?

Mio fratello è nato a mare, lavorava a mare e studiava per intraprendere una carriera marittima. “Se posso scegliere  – diceva – io voglio vivere a mare”. E il mare è forse l’ultima cosa che ha visto.

La città sin dai primi momenti dopo l’omicidio è stata tutta con voi, vi ha avvolto. Non solo gli amici di Romeo, i vostri amici, i familiari, ma un’intera comunità

Non ce lo aspettavamo, ma questa forte vicinanza, da parte del Comune di Formia come istituzione e da parte di tutti i cittadini, ci dà tanta forza. Perché abbiamo capito quanto Romeo aveva dato agli altri, anche ai suoi amici, spronandoli a fare, a studiare, a trovarsi un lavoro. E ora forse lo sta trasmettendo anche di più, in maniera forte.

Cosa vi aspettate dalle indagini. Sin dai primi momenti avete detto “Non vendetta, ma verità e giustizia”

Ci aspettiamo delle risposte. Capire come sono andate le cose. La verità la sa solo mio fratello e gli inquirenti che stanno indagando ci hanno rassicurato che stanno facendo tutto il possibile. E noi abbiamo fiducia in loro e li ringraziamo, perché ci sono stati vicini in ogni momento e ci danno un supporto morale e anche tecnico per capire quello che succede, ma noi non sappiamo nulla e le indagini sono riservate. Possiamo solo immaginare che cosa sia successo quella sera. Vogliamo giustizia, sì, la vendetta non ci restituirà Romeo, lui a casa non tornerà più.

Avrebbe compiuto 18 anni fra poco, aveva già deciso come festeggiare?

Romeo sognava i suoi 18 anni, e se una festa non fosse stata possibile per il Covid, magari pensava di fare un viaggio con gli amici, voleva cominciare a scoprire il mondo.

Grazie Francesco per aver condiviso questi ricordi anche con chi non lo ha conosciuto

Ho detto solo la verità. Questo era mio fratello.

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