dopo la sospensione

Astra Zeneca, il virologo di Latina Italo Tempera: “Ecco che cosa dicono i numeri”

Lo scienziato di Latina che vive negli Stati Uniti condivide in un post la propria posizione

LATINA – Mentre tutto il mondo è concentrato sulle decisioni che riguardano il vaccino Astra Zeneca sospeso “in via precauzionale” dall’Aifa in attesa di approfondimenti e l’Ema annuncia una riunione straordinaria per giovedì, proviamo a offrire un punto di vista. E’ quello condiviso dal virologo molecolare di Latina Italo Tempera, che insegna alla Temple University di Philadelphia negli Stati Uniti.  La sua posizione è netta ed è basata sui numeri.

“Ammettiamo che si dimostri pure che il vaccino causi veramente degli effetti gravi – spiega – questo si verifica nello 0,0006% dei casi, ovvero 1 decesso su 167mila vaccinati. Prendiamo invece la malattia da cui il vaccino protegge, ovvero il COVID; il tasso di mortalità stimato è del 2.5% dei casi, ovvero 4175 decessi su 167mila infettati. Con questi numeri appare evidente come sia illogico bloccare la vaccinazione  –  sottolinea l’esperto che risponde anche a chi tende ad escludere dal conteggio delle morti causate dal virus, i molto anziani ritendendo  – forse cinicamente – che sarebbero morti comunque di qualcos’altro. “Per una fascia al di sotto dei 65 anni, usando la stima più bassa, il tasso di mortalità è dello 0.2% che significa 330 casi su 167000”.

Come la si voglia pensare, quello che è certo è che la posizione presa da alcuni Stati europei, tra cui l’Italia, in presenza di un farmaco approvato dalle massime autorità di vigilanza, sta minando la fiducia di chi deve sottoporsi al vaccino e in qualche modo l’uscita stessa dalla pandemia, affidata quasi totalmente alla campagna vaccinale.

“Dietro ogni numero esiste una vita, una persona, una storia di affetti e di legami unica e irripetibile, e quindi mai banalizzare – conclude il virologo – ma ammesso e non concesso che effettivamente ci sia un legame causale fra vaccino e morti, i benefici della vaccinazione sono infinitamente superiori ai suoi rischi e quindi si deve andare avanti con la vaccinazione”.

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