CRONACA
Formia, acque fognarie sulla spiaggia di Vindicio, denunciato amministratore di condominio
FORMIA – E’ accusato di inquinamento ambientale e deturpamento di bellezze naturali l’amministratore di un condominio di Formia, denunciato dalla Guardia Costiera per uno sversamento fognario a Vindicio, sul lungomare.
E’ stato nella mattinata del 16 agosto che le sale operative della Capitaneria di porto di Gaeta e dell’Ufficio Locale marittimo di Formia sono state chiamate da un operatore balneare che aveva osservato il fenomeno: “acque reflue maleodoranti” sulla spiaggia libera dove, come capita nei giorni di Ferragosto, c’era il pienone.
Dopo le verifiche svolte dagli uffici comunali dell’Ambiente, da Polizia Locale, Acqualatina, i campionamenti eseguiti da Arpa Lazio e le successive analisi, che hanno confermato la presenza effettiva di escherichia coli , Guardia Costiera, Polizia Locale e Comune hanno ispezionato l’intera linea fognaria dell’area limitrofa allo sversamento trovando la causa: un pozzetto di “acque reflue domestiche” di un parco residenziale della zona. “A causa della cattiva manutenzione del pozzetto – si legge in una nota – si stava verificando un “trafilamento delle acque nere”, destinate alla rete fognaria cittadina, all’interno della condotta delle acque meteoriche (ovvero delle acque bianche), che si riversavano successivamente in spiaggia e quindi, inevitabilmente, in mare”.
Bloccato lo sversamento e bonificata l’area interessata è scattata la denuncia per l’amministratore del parco residenziale interessato, un 44 enne di Formia.
E’ in atto “un monitoraggio costante e capillare delle acque di balneazione – spiegano dalla Guardia Costiera – sia attraverso campionamenti ordinari che straordinari, anche a seguito delle segnalazioni pervenute dall’utenza, sia attraverso verifiche sul corretto funzionamento dei principali depuratori costieri della Provincia di Latina.
CRONACA
Formia, inizio dei lavori sulla viabilità montana nella zona del Redentore
Al via a Formia i lavori di messa in sicurezza della viabilità montana. Gli interventi sono partiti in questi giorni lungo via Monte Redentore, dove è prevista l’installazione di un guardrail su un tratto di circa 220 metri. L’opera, approvata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Taddeo nell’ottobre 2025, rientra in un piano più ampio di manutenzione e valorizzazione della rete viaria, con particolare attenzione alle zone collinari e montane, spesso compromesse negli anni dagli incendi. L’obiettivo è migliorare la sicurezza della circolazione e la fruibilità dell’area, sia per i residenti che per i visitatori. Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori interventi, tra cui la sistemazione del sentiero che conduce all’Eremo di San Michele, con il ripristino della staccionata danneggiata e l’installazione di nuovi guardrail. Soddisfazione da parte del sindaco Taddeo, che ha sottolineato come l’intervento rappresenti una risposta concreta per un territorio fragile e spesso colpito da incendi, ribadendo l’importanza di prevenzione e manutenzione per garantire sicurezza e accessibilità. L’amministrazione invita cittadini e visitatori a prestare attenzione durante i lavori e a rispettare la segnaletica.
CRONACA
Truffa del “finto nipote”: due arresti della Polizia di Stato a Gaeta
Truffa del “finto nipote”: due arresti della Polizia di Stato a Gaeta. Decisivo un errore commesso dai malfattori, che ha permesso agli agenti di risalire rapidamente alla vittima. Il 30 marzo, durante un controllo, gli agenti hanno fermato un’auto con a bordo due uomini, entrambi residenti nel napoletano, che hanno mostrato un atteggiamento sospetto. Gli accertamenti hanno permesso di collegarli a una truffa appena consumata ad Aprilia ai danni di un’anziana, raggirata con il classico stratagemma del “finto parente in difficoltà”. Determinante è stato un errore dei due: insieme al denaro e ai preziosi sottratti, avevano utilizzato materiale cartaceo riconducibile alla vittima. Un elemento che ha consentito agli agenti di identificarla e contattarla immediatamente. La donna ha confermato di essere stata truffata poche ore prima, raccontando di aver consegnato soldi e gioielli a un giovane presentatosi come un familiare in difficoltà. Non aveva ancora avuto il tempo di sporgere denuncia. Nel corso della perquisizione, la Polizia ha recuperato il denaro e i preziosi sottratti. I due uomini sono stati arrestati in flagranza per truffa aggravata e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria. L’episodio conferma l’attenzione delle forze dell’ordine su un fenomeno particolarmente diffuso e rinnova l’invito, soprattutto agli anziani, a diffidare da richieste improvvise di denaro e a contattare subito la Polizia in caso di dubbi.
CRONACA
Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia, dieci anni all’infermiera di Latina e al suo complice di Velletri
LATINA – Violenza sessuale pluriaggravata e pedopornografia ai danni di un 14 enne. Si è concluso con la condanna a 10 anni di reclusione, per questi reati, il processo con rito abbreviato a una donna, operatrice sanitaria dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e all’uomo che la istigò facendosi inviare i video degli abusi sul ragazzo che veniva narcotizzato. Il giudice ha anche stabilito la decadenza della donna dalla potestà genitoriale e l’obbligo per entrambi gli imputati di risarcire il minore e suo padre con somma da quantificare in sede civile. L’accusa aveva chiesto 16 anni al termine della requisitoria durante la quale la Pm Maria Perna aveva ricostruito il disegno criminoso dei due amanti.
L’indagine era nata quasi per caso. Dopo la separazione della donna dal marito e l’inizio della nuova relazione con quello che sarebbe diventato il suo complice e coimputato, un geometra di Velletri, i colleghi di lei avevano notato che qualcosa non andava e sospettando che la stimata collega potesse essere vittima di maltrattamenti, avevamo riferito i dubbi all’ex marito. L’uomo a quel punto aveva presentato una denuncia, visto che il figlio conviveva con la madre. Di qui, l’agghiacciante scoperta di video e foto a contenuto pedopornografico.
La difesa della donna, che ha sostenuto l’esistenza di uno stato di totale assoggettamento, ha già annunciato appello.
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