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CRONACA

Incendio a Latina, carabinieri forestali e vigili del fuoco a caccia di tracce: il sopralluogo. Indaga anche la polizia

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LATINA – I carabinieri forestali e gli esperti di tracce dei vigili del fuoco hanno svolto un sopralluogo congiunto ieri mattina nell’area a ridosso di Via Regione Veneto da dove è partito, poco dopo le 12 di mercoledì, il pericoloso incendio che ha poi attraversato trasversalmente Latina fino al Piccarello, bruciando 35 ettari di boscaglia e aree verdi. Il bilancio è pesante, ma la preoccupazione per quanto accaduto e per quanto sarebbe potuto accadere, è ancora maggiore. Anche la polizia si è recata sul posto a caccia di indizi utili alle indagini.

Sequestrato un possibile innesco e sono state ascoltate informalmente anche alcune persone che riferiscono di aver visto qualcuno aggirarsi nella zona da cui sono divampate le fiamme. Quello che è ormai certo è che si è trattato di un incendio doloso, partito da un’area già incendiata in passato e che il forte vento di Maestrale ha fatto il resto rendendo in pochi minuti ingovernabile la situazione che ha poi impegnato vigili del fuoco e protezione civile fino a sera. Non era mai accaduto che un incendio nella città capoluogo, richiedesse l’intervento di sei squadre dei vigili del fuoco e di due elicotteri che hanno fatto la spola tra la cava in cui prelevavano acqua e le aree percorsa dal fuoco.

Gli investigatori, anche con l’ausilio della Polizia,  stanno raccogliendo ogni indizio utile alla ricostruzione dei fatti considerando anche l’elevato pericolo cui i cittadini sono stati esposti.  L’informativa sarà poi consegnata alla Procura della Repubblica che coordina l’inchiesta.

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CRONACA

Arrestato chi ha sparato il 25 aprile a Roma: è un 21enne autodefinitosi della Brigata Ebraica

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APRILIA  – E’ stato identificato il giovane che il 25 aprile ha sparato alla prof di Aprilia che partecipava alla Festa della Liberazione a Roma indossando il fazzoletto rosso dell’Associazione Nazionale Partigiani. E’ un ragazzo di 21 anni che si è autodefinito appartenente alla Brigata Ebraica, fermato dalla polizia. Fra gli elementi che lo avrebbero incastrato ci sono i filmati delle telecamere di vigilanza che hanno consentito alla Digos di ricostruire la targa dello scooter Sh bianco con cui è arrivato e fuggito dopo aver colpito due iscritti all’Anpi. Nelle stesse immagini, il giovane si ferma restando a cavallo del motorino, allunga il braccio e prende la mira sparando pallini contro Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, 62 anni lei e 65 anni lui.

La donna,  psicologa e insegnante di Aprilia, racconterà che pensava di morire e di non riuscire a cancellare l’immagine della pistola puntata contro: “Non sapevo che fosse ad aria compressa, ho pensato di morire”. La donna ha anche  ringraziato i poliziotti intervenuti sottolineandone il profilo umano: “Ci hanno protetto”. La 62enne e il compagno di 66 anni potrebbero essere ascoltati di nuovo proprio per il riconoscimento.

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CRONACA

Terracina, violenza sessuale aggravata, la polizia arresta un 40enne

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TERRACINA – Diventa definitiva la pena per un catechista di Terracina  di 40 anni riconosciuto colpevole con sentenza definitiva di violenza sessuale aggravata. I fatti per cui è intervenuta la condanna a sei anni di reclusione risalgono all’anno 2021. Il provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina è stato eseguito dagli agenti del commissariato locale una volta divenuto definitivo  a seguito della declaratoria di inammissibilità del ricorso da parte della Corte Suprema di Cassazione.
Ultimate le formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale di Latina, dove dovrà espiare la pena residua.

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CRONACA

Latina, mossa di judo allo studente, la Garante Sansoni: “Episodio estremamente grave, seguo la vicenda”

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LATINA – La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, esprime profonda preoccupazione per la grave vicenda avvenuta presso il Liceo Scientifico Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, che vede coinvolto uno studente minorenne e un docente dell’istituto dopo la notizia che il ragazzo sarebbe stato messo a terra con una mossa di judo dal professore.

“Si tratta di un episodio estremamente grave – dichiara Monica Sansoni – che, qualora confermato nelle sue dinamiche, rappresenterebbe una ferita profonda ai principi educativi, al rispetto della persona e alla tutela dei diritti dei minori all’interno degli ambienti scolastici, luoghi che devono essere sempre sinonimo di crescita, sicurezza e protezione”. La Garante sottolinea come ogni forma di violenza, fisica o psicologica, nei confronti di un adolescente sia inaccettabile, soprattutto se proveniente da figure adulte con responsabilità educative. “La scuola deve essere presidio di legalità, dialogo e formazione. È impensabile che possano verificarsi comportamenti lesivi della dignità e dell’incolumità di uno studente”, aggiunge spiegando di seguire con attenzione l’evolversi della situazione, con l’obiettivo prioritario di garantire ogni forma di tutela al minore coinvolto e di vigilare affinché siano rispettati pienamente i suoi diritti.

“Stiamo monitorando la vicenda con la massima attenzione – prosegue Sansoni – e siamo pronti a introdurre ogni azione necessaria nell’interesse del ragazzo e della sua serenità psicofisica. È fondamentale che venga fatta piena luce sull’accaduto e che eventuali responsabilità siano accertate nelle sedi competenti”.

La Garante rinnova infine il proprio impegno nel promuovere una cultura del rispetto e della protezione dell’infanzia e dell’adolescenza, ribadendo che nessun episodio di presunta sopraffazione o abuso può essere sottovalutato, specie quando coinvolge giovani in età scolare.

 

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