AMBIENTE
Al Giardino di Ninfa 2,2 milioni del Pnrr per hortus conclusus, mulino e antica centrale idroelettrica
LATINA – Riceve 2,2 milioni di euro dai fondi del Pnrrr, il progetto “Giardino di Ninfa: dalla memoria del passato alla nuova resilienza e sostenibilità” redatto da un pool di tecnici incaricati di studiare la fruizione di alcuni punti del giardino attualmente non visitabili: l’hortus conclusus, l’antica centrale idroelettrica e il mulino medievale presente sulla diga che testimoniano – spiegano dalla Fondazione Roffredo Caetani che gestisce il Giardino di Ninfa – “come in questo luogo si produca da secoli energia da fonte rinnovabile, prima meccanica e poi elettrica”. Il progetto è risultato secondo nella classifica nazionale tra i 1181 presentati. La Fondazione ha inoltre previsto di rendere disponibile al pubblico questo nuovo percorso per almeno 40 settimane l’anno con tre giorni di apertura settimanali ed un totale di 120 giornate gratuite.
“Da sempre il Giardino di Ninfa – spiega il presidente della Fondazione Tommaso Agnoni – è esempio di sostenibilità e tutela ambientale e da oggi, grazie a questo progetto, la Fondazione Roffredo Caetani sarà in grado di rendere questa attività ancora più concreta. Lo faremo attraverso la valorizzazione di aree attualmente inaccessibili al pubblico che raccontano come questo luogo da sempre, penso all’antica centrale idroelettrica voluta da Gelasio Caetani e al mulino medievale, sia avanti con i tempi per la produzione di energia rinnovabile. In questo contesto, e grazie anche alla valorizzazione e al recupero delle aree dell’hortus conclusus, saremo in grado di ampliare l’offerta culturale anche sul fronte delle attività di studio e ricerca rivolte agli studenti, rendendo accessibili aree da sempre interdette al pubblico e servendoci di nuove tecnologie per il recupero della preziosa risorsa idrica. Questo risultato premia il lavoro fatto dal pool di esperti e arriva nell’anno del cinquantenario della Fondazione Roffredo Caetani, portando dunque con sé un importante valore simbolico perché l’attività avviata da Lelia Caetani il 14 luglio del 1972 è viva più che mai e perché, oggi come allora, continua a rinnovare l’impegno di tutela del prezioso patrimonio storico, culturale, ambientale che la nobile famiglia ha lasciato alla collettività. Per questo voglio ringraziare il vice presidente Massimo Amodio per il prezioso lavoro di raccordo svolto in questi mesi insieme al segretario generale, Nicoletta Valle, all’ingegner Emilio Ranieri nella veste di rup. Ringrazio inoltre il gruppo di lavoro composto dal professor Alessandro Corsini del dipartimento di ingegneria meccanica e aerospaziale de La Sapienza, il professor Claudio Alimonti del dipartimento di ingegneria chimica materiali e ambiente de La Sapienza, l’ingegner Giovanni Andrea Pol, l’architetto Elisabetta Ricci, la dottoressa Claudia Ciolfi, ricercatrice presso la Luiss e il direttore del Giardino di Ninfa, Antonella Ponsillo oltre a tutto il personale della Fondazione”.
I PUNTI QUALIFICANTI – Sono nove i punti qualificanti del progetto:
- adeguamento della vecchia turbina Voith in funzione a Ninfa dall’ottobre del 1908, in produzione sino a pochi mesi fa, e della struttura dove è collocata per un uso turistico-culturale della stessa; si intende inserirla nel circuito di visita del Giardino di Ninfa come esempio di “archeologia industriale”, mettendola in funzione solo saltuariamente e per scopi didattico-educativi;
- Realizzazione ex-novo di un impianto di produzione di energia idroelettrica, che sfrutti la medesima risorsa su cui si basava l’impianto antico, basato su tecnologie moderne e ad alta efficienza. Sulla base di studi di fattibilità fatti eseguire dalla Fondazione Roffredo Caetani, con la medesima risorsa idrica del passato si potrebbe produrre una potenza pari a 2/3 volte quella prodotta, sino al febbraio 2021, dalla antica turbina Voith;
- adeguamento dell’impianto elettrico della centrale e della rete di distribuzione, nell’intera area del Giardino e dell’area parcheggio/accoglienza visitatori;
- realizzazione di una serie di colonnine di ricarica per vetture elettriche/ibride da posizionare nell’area parcheggio, a disposizione per la ricarica gratuita dei veicoli dei visitatori. Tale attività, adeguatamente comunicata, consentirebbe di incentivare la mobilità con mezzi a bassa o nulla emissione;
- realizzazione di un sistema di irrigazione avanzato da sperimentare nell’Hortus conclusus, naturalmente alimentato dall’energia prodotta dalla centrale idroelettrica, ma in grado di ottimizzare l’uso della risorsa idrica eliminando completamente gli sprechi e le eccedenze: la presenza di sensori in grado di rilevare il grado di umidità del terreno, tarati sulle specifiche idroesigenze dei diversi gruppi di piante presenti, consentirà di comunicare in tempo reale ad un sistema automatizzato di controllo, la quantità d’acqua necessaria, differenziando l’intervento in funzione della richiesta;
- protezione delle risorse idriche, superficiali e sotterranee, attraverso la realizzazione di una rete di collettamento e smaltimento dei reflui prodotti dagli edifici, residenziali e non, presenti nel Giardino, ovviamente adeguata alla normativa vigente;
- realizzazione di un sistema di sensori per il monitoraggio qualitativo e quantitativo della risorsa idrica (Lago – Fiume), ed implementazione di modelli predittivi, in grado di ottimizzare la gestione della risorsa idrica ed individuare eventuali alterazioni nella sua qualità;
- attività di educazione/comunicazione diretta (con i visitatori tradizionali del Giardino e i visitatori delle nuove parti accessibili del Giardino) ed indiretta (attraverso i canali social e i siti che fanno riferimento al Giardino di Ninfa e alla Fondazione Roffredo Caetani) di tutto questo insieme di azioni, enfatizzando la loro coerenza in relazione ad Agenda 2030 ONU e SDGs;
- la valorizzazione dell’Hortus Conclusus, attraverso il restauro e la manutenzione straordinaria sia della componente architettonica e scultorea, che della componente botanica presenti al suo interno. La valorizzazione fruizionale dell’Hortus verrà completata attraverso un nuovo percorso di visite al suo interno.
AMBIENTE
A San Felice Circeo nascerà la Casa del Mare
SAN FELICE CIRCEO – Al porto di San Felice Circeo nascerà la Casa del Mare, un nuovo spazio dedicato alla divulgazione ambientale e alla promozione della cultura della sostenibilità. Il Comune ha concesso a questo scopo all’Ente Parco nazionale del Circeo l’ex telegrafo. L’accordo, che prevede il comodato d’uso gratuito dell’immobile, è stato firmato ieri dalla sindaca Monia Di Cosimo, con il direttore del Parco Stefano Donati.
Un intervento che rientra in un progetto del valore complessivo di 124.971,00 euro, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che prevede la riqualificazione energetica dell’edificio comunale, con l’obiettivo di trasformarlo in un presidio permanente di educazione ambientale, aperto a studenti, residenti e visitatori.
«La collaborazione con l’Ente Parco nazionale del Circeo rappresenta per il nostro Comune una garanzia di qualità scientifica, visione strategica, valorizzazione e attenzione concreta alla tutela del territorio — dichiara la prima cittadina di San Felice Circeo Monia Di Cosimo —. Il Parco è da anni un punto di riferimento autorevole nella protezione e nella valorizzazione dei nostri ecosistemi e siamo particolarmente soddisfatti di poter condividere questo percorso. Con la firma di oggi — prosegue — restituiamo funzione e prospettiva a un immobile pubblico, affidandolo a un’istituzione che ha dimostrato negli anni competenza, affidabilità e capacità progettuale. Siamo certi che la futura Casa del Mare, per la quale ringrazio sentitamente il direttore Stefano Donati, la presidente Emanuela Zappone e tutti i dipendenti dell’Ente Parco che hanno lavorato al progetto, diventerà un presidio qualificato di educazione ambientale e un valore aggiunto per l’intero territorio».
La “Casa del Mare” sarà concepita come un ambiente interattivo e tecnologicamente avanzato, capace di raccontare gli ecosistemi costieri del Parco nazionale del Circeo attraverso strumenti innovativi, installazioni multimediali e soluzioni a basso impatto ambientale.
«La ‘casa del mare’ – afferma la Presidente del Parco Nazionale, Emanuela Zappone – rappresenta uno dei primi progetti strategici avviati con la nuova governance del Parco Nazionale del Circeo e sintetizza la direzione che abbiamo scelto di imprimere al nostro mandato: rendere il Parco sempre più un’infrastruttura culturale, ambientale e sociale al servizio del territorio e delle comunità che lo abitano. La futura ‘casa del mare’ diventerà un punto di riferimento per la divulgazione, l’educazione ambientale e il dialogo con cittadini, scuole e visitatori, rafforzando il ruolo del Parco come presidio attivo di consapevolezza ambientale. Questo risultato è il frutto di una collaborazione istituzionale solida e costruttiva. Desidero ringraziare il Sindaco e l’Amministrazione comunale di San Felice Circeo per la disponibilità e la visione condivisa che hanno reso possibile la costruzione di un percorso comune. La capacità di fare sistema tra enti è oggi una condizione imprescindibile per trasformare le politiche ambientali in progetti concreti, capaci di generare valore reale per i territori».
«Si tratta di un progetto – spiega il direttore del Parco, Stefano Donati – che tiene assieme gli obiettivi di adattamento ai cambiamenti climatici e di efficientamento energetico dei beni pubblici voluti dal Ministero dell’ambiente con l’educazione ambientale per la conoscenza e la fruizione consapevole degli ecosistemi marini tutelati dal Parco del Circeo».
Sul piano tecnico, l’intervento introduce sistemi energetici a basso consumo, l’installazione di tegole fotovoltaiche e una gestione intelligente degli impianti, trasformando l’edificio in un modello concreto di efficienza e responsabilità ambientale.
AMBIENTE
Il Giardino di Ninfa pronto alla riapertura con le fioriture di primavera
LATINA – Il Giardino di Ninfa esce dal letargo e si prepara alla prima giornata di primavera, il 21 marzo, giorno che segnerà il ritorno delle visite del Monumento Naturale. (foto Archivio Fondazione Roffredo Caetani)
La Fondazione Roffredo Caetani ha pubblicato sul sito ufficiale www.giardinodininfa.eu il calendario delle aperture al pubblico del Giardino di Ninfa per il 2026. La nuova stagione prenderà il via nel primo weekend di primavera: sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 i cancelli di Ninfa torneranno ad aprirsi ai visitatori.
“Un momento atteso da tanti, che ogni anno coincide con il risveglio del giardino: le prime fioriture, i colori che tornano ad accendersi e quell’atmosfera sospesa che rende Ninfa un luogo straordinariamente unico, capace di offrire suggestioni ed emozioni sempre diverse, che mutano giorno dopo giorno e si trasformano con il susseguirsi delle stagioni”, dicono dalla Fondazione.
CALENDARIO UFFICIALE APERTURE GIARDINO DI NINFA 2026
(Prenotazioni solo su www.giardinodininfa.eu)
Marzo 21, 22, 28, 29
Aprile 4, 5, 6, 11, 12, 18, 19, 25, 26
Maggio 1, 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23, 24, 30, 31
Giugno 2, 6, 7, 13, 14, 20, 21, 27, 28
Luglio* 3, 4, 5, 10, 11, 12, 17, 18, 19, 24, 25, 26, 31
Agosto* 1, 2, 7, 8, 9, 14, 16, 21, 22, 23, 28, 29, 30
15 Agosto Apertura straordinaria con visite anche in orario diurno
Settembre 5, 6, 12, 13, 19, 20, 26, 27
Ottobre 3, 4, 10, 11, 17, 18, 24, 25, 31
Novembre 1, 7, 8
* Dal 3 luglio al 30 agosto il Giardino sarà aperto il venerdì, sabato e domenica esclusivamente in orario serale, con visita speciale al tramonto. In questo periodo sarà possibile scegliere tra due percorsi: “Il Giardino di Ninfa e la flora” e “Il Giardino di Ninfa e le rovine”. Il 15 agosto apertura straordinaria: in questa data il Giardino sarà visitabile anche in orario diurno, unica giornata del mese con questa modalità. Tutte le informazioni sulle modalità di visita sono disponibili sul sito www.giardinodininfa.eu.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI – L’accesso al Giardino di Ninfa è consentito solo con prenotazione anticipata tramite il sito www.giardinodininfa.eu, dove è possibile trovare tutte le informazioni tecniche relative alle visite e agli ingressi.
GLI ALTRI LUOGHI DEI CAETANI – Oltre al Giardino di Ninfa, sul sito www.giardinodininfa.eu è possibile prenotare la visita al Castello Caetani di Sermoneta e al Parco Pantanello.
Per ulteriori dettagli e aggiornamenti è possibile consultare il sito ufficiale della Fondazione Roffredo Caetani www.frcaetani.it e seguire i canali social del Giardino di Ninfa e della Fondazione.
AMBIENTE
Gaeta, gli studenti del Caboto supportano la candidatura di Gaeta Capitale Italiana del mare
GAETA – L’Amministrazione del Comune di Gaeta concorre per la candidatura di Capitale italiana del mare 2026. Domani Lunedì 19 gennaio il sindaco Cristian Leccese ha invitato a Gaeta tutti coloro che hanno dato un contributo per sostenere la candidatura per condividere il momento dell’invio del Dossier che contiene tutti quei requisiti che il territorio del Golfo possiede a giustificazione della richiesta. L’Istituto nautico Giovanni Caboto contribuisce anch’esso, a modo suo, alla valorizzazione di Gaeta e di ciò che il territorio va facendo sul tema del mare per avvalorare la richiesta e ottenere un punteggio di prestigio che riconosca il ruolo che Gaeta esprime nel campo marinaro. Proprio oggi il Dirigente scolastico dell’Istituto, la prof.ssa Maria Rosa Valente, ha infatti riunito un gruppo di docenti e gli studenti di tre diverse classi quarte e ha avviato il programma di formazione-intervento® finalizzato al miglioramento “ergonomico” degli itinerari culturali Europei che passano dai porti del Mediterraneo, come la rotta di Enea, la rotta dei Fenici, la rotta dei Vichinghi, ecc.
Il lavoro progettuale che faranno gli studenti, da febbraio a marzo prossimo, seguito dai metodologi dell’IRIFI (Istituto di Ricerca sulla formazione Intervento), sarà mostrato ad aprile, alle strutture che gestiscono questi itinerari per conto del Consiglio d’Europa. Esso sarà poi portato alla Fiera Internazionale dell’Ergonomia dei Cammini che si tiene a Gaeta il 23 di ottobre prossimo.
In Fiera le proposte degli studenti gaetani saranno confrontate con progetti di altri Istituti scolastici che seguiranno l’esempio del “Caboto”.
Peraltro, mentre gli studenti dell’Istituto nautico G. Caboto, lavoreranno sugli itinerari culturali europei che passano per i porti del Mediterraneo, gli studenti del Liceo Scientifico e dell’Istituto tecnico Economico Fermi di Gaeta lavoreranno sui Cammini che attraversano il territorio locale, come quello di San Filippo Neri (regionale) e della Via Francigena (europeo).
I docenti delle due istituzioni scolastiche hanno infatti lavorato assieme per concordare il programma che partirà così il 4 di febbraio e terminerà il 31 di marzo.
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