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A Latina, un panettone artigianale firmato Martina

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LATINA –  Panettoni artigianali da mettere sotto l’albero di Natale facendo del bene a chi ne ha bisogno.  E’ l’iniziativa della onlus di Latina Martina e la sua Luna che lancia la campagna di raccolta fondi per sostenere il lavoro di un team di ricercatori e tecnici delle Unità di Neuro Oncologia e Neurochirurgia Oncologica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma al lavoro da tempo per lo sviluppo di una soluzione tecnologica che permette di monitorare a distanza i piccoli pazienti neuro oncologici affetti da idrocefalo per evitare ritardi diagnostici e ridurre le visite non necessarie in ospedale. “Due cospicui contributi, donati alla Fondazione Bambino Gesù, hanno già permesso la realizzazione di una prima versione dell’applicazione, tuttavia, per portare a termine questo grande lavoro di ricerca scientifica e arrivare al traguardo finale, è necessario raccogliere ulteriori fondi”, spiega la presidente di Martina e la sua Luna Edy Govetto.

Se ci diamo la mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno“: sono le ultime due strofe della filastrocca Lo Zampognaro scritta da Gianni Rodari che sembrano descrivere perfettamente la missione dell’instancabile esercito di Martina e la sua Luna che che da quattro interi anni, ci insegna ad usare meglio il nostro tempo, ad essere solidali con gli altri in ogni circostanza, rendendola speciale come il giorno di Natale. Tutto questo grazie all’aiuto costante e sinergico di numerosi sostenitori e volontari che partecipano da tutt’Italia, esaudendo desideri, regalando sogni, sorrisi e magia ai bambini e ai ragazzi – e alle loro famiglie – affetti da gravi patologie e che affrontano percorsi di sofferenza.

E mentre si cercano i nuovi aiutanti di Babbo Natale per il “reparto confezionamento” della fabbrica dei regali – allestito presso il negozio Toys Center del Centro Commerciale Latina Fiori – la pasticceria Cakao di Cisterna di Latina penserà ai più grandi sfornando un panettone, doppiamente buono, il cui intero ricavato della vendita servirà a promuovere l’ambizioso progetto del Bambino Gesù.

IL PANETTONE – Per chi decidesse di contribuire alla causa, il panettone artigianale da 1 kg confezionato nella classica scatola di cartone o inserito all’interno di una sacca in veste natalizia, sarà in vendita a partire da 30 euro: “Un piccolo aiuto che ha tutto il significato del Natale, per dare forza alla ricerca, speranza e sorrisi alle famiglie, fiducia ai bambini di poter continuare a sognare in grande…regalandogli anche la Luna”, aggiunge Edy Govetto.

Le prenotazioni partiranno oggi, 25 novembre,  a un mese esatto dal Natale e potranno essere effettuate contattando i numeri 331 7868944 – 328 4165437 – 347 4283736 oppure scrivendo alle pagine Instagram e Facebook dell’Associazione. Il ritiro sarà presso i seguenti punti vendita a Latina: Associazione Martina e la sua Luna in Viale Italia n. 9; Edy Gioielli in Via Teano e in Strada Sabotino n.3; Caffè Namastè in Via Sant’Agostino n. 9.

 

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Latina, patti di collaborazione: “In due anni e mezzo 48 richieste e 6 attivazioni”

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LATINA – E’ finito in Commissione Trasparenza il caso dei Patti di Collaborazione. Da quanto emerso nella seduta di oggi, su 48 richieste pervenute al Comune solo 6 sono state approvate. Si tratta  – come è noto – di uno strumento di amministrazione condivisa con cui Comuni e cittadini, singoli o associati, si accordano per interventi di cura o rigenerazione di beni comuni urbani.

«È evidente che qualcosa non funziona» è la denuncia dei gruppi consiliari di opposizione al termine della commissione convocata dalla presidente Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera di Latina Bene Comune e vicepresidente Floriana Coletta. “In particolare – spiegano in una nota – lo stallo riguarda le richieste relative alla cura e manutenzione delle aree verdi, bloccate al servizio Ambiente a causa delle criticità interpretative già emerse nella prima commissione Trasparenza sul tema nel luglio 2025. Il nodo resta quello dell’inquadramento dei volontari ai sensi del decreto legislativo 81/2008, con l’ipotesi di considerarli lavoratori ai fini della sicurezza e della formazione, soprattutto nei casi in cui vengano utilizzati mezzi e attrezzature. «Questa interpretazione sta paralizzando da due anni le procedure per l’attivazione dei Patti – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 – e la cosa più grave è che in tutto questo tempo l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema, nonostante gli impegni presi un anno fa proprio in Trasparenza dall’assessora al Bilancio e Patrimonio Ada Nasti».

Ci sono però Patti che sono stati approvati in maniera celere come il Parco Alicandro, uno degli ultimi Patti approvati: “Autorizzato in circa 20 giorni come previsto dal Regolamento comunale, mentre altre richieste attendono una risposta da oltre due anni”, osservano le opposizioni che rilevano anche criticità sulla trasparenza: «Nonostante le richieste avanzate già lo scorso anno, – rilevano i consiglieri – sul sito istituzionale del Comune non è stato ancora pubblicato l’elenco aggiornato dei Patti di collaborazione richiesti, attivi o respinti, né è stata realizzata la sezione dedicata alla partecipazione prevista dal regolamento comunale». Presenti durante la seduta anche numerosi i cittadini.

Al termine della seduta è stato deciso di chiedere un parere alla segretaria Macrì facente funzione di direttore generale per chiarire definitivamente l’inquadramento dei pattisti e superare l’impasse.

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A Norma la presentazione della pianta interattiva dedicata alla Via Appia

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antica norba

La Via Appia si racconta in modo nuovo, immersivo e coinvolgente. Dal 7 marzo la pianta interattiva dedicata alla “Regina Viarum” sarà a disposizione dei visitatori del Museo archeologico di Norba, trasformando la visita in un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio.

La presentazione ufficiale è in programma proprio il 7 marzo a Norma, in un incontro promosso dal sindaco Andrea Dell’Omo e dalla direttrice del museo Stefania Quilici Gigli, a testimonianza dell’attenzione rivolta alla valorizzazione del patrimonio storico locale.

Costruita a partire dal 312 a.C. per iniziativa del censore Appio Claudio Cieco per collegare rapidamente Roma a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), la Via Appia rappresenta uno dei più alti esempi di ingegneria stradale dell’antichità. Non a caso fu celebrata come “Regina Viarum”, modello di tecnica costruttiva capace di influenzare per secoli la viabilità del mondo romano.

L’iscrizione della Via Appia, nel luglio 2024, nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha aperto nuove prospettive per il turismo culturale dell’intero territorio pontino. In questo contesto la pianta interattiva diventa uno strumento di conoscenza, orientamento e promozione.

Proprio la pianura pontina custodisce uno dei tratti più spettacolari della strada: il lunghissimo rettifilo che collega Roma a Terracina, ancora oggi impressionante per la sua lunghezza e per la capacità dei Romani di superare ambienti ostili con i mezzi tecnici dell’epoca.

Il legame tra l’Appia e le città dei Monti Lepini è stato sottolineato anche da Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, che ha evidenziato come la strada consolare possa diventare un motore di crescita per il territorio.

Non è casuale la scelta di esporre la pianta proprio nel museo di Norba. L’antica Norba fu infatti una roccaforte romana strategica, posta a difesa dell’arteria consolare. Emblematica è la strada di collegamento tra la città e la pianura pontina: oltre 300 metri di dislivello superati con rettifili e tornanti, imponenti tagli nella roccia e terrazzamenti in opera poligonale alti fino a 13 metri.

In occasione della presentazione sarà organizzato anche un percorso guidato nel Parco archeologico di Norba sul tema “Guardando l’Appia”, un itinerario pensato per riscoprire il rapporto visivo e storico tra la città antica e la grande via consolare.

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Capitale Italiana del Mare 2026: vince Ravenna, Gaeta soddisfatta del percorso

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Non sarà Gaeta la Capitale Italiana del Mare 2026, ma la città esce dalla competizione con orgoglio e una rete di partnership rafforzata. Nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci ha proclamato Ravenna quale “Capitale Italiana del Mare 2026”.

Gaeta aveva partecipato con un dossier di alto profilo scientifico e culturale, dal titolo “Blu: Oltre l’Orizzonte, nelle radici dell’Essere”, costruito su una visione che punta a superare la stagionalità del mare, trasformandolo in asset strategico di sviluppo, tutela della biodiversità e promozione culturale durante tutto l’anno.

Presente alla cerimonia, il sindaco Cristian Leccese ha espresso soddisfazione per il percorso compiuto e piena condivisione della linea indicata dal ministro Musumeci. Il primo cittadino ha sottolineato la differenza tra “città con il mare” e “città di mare”, rivendicando per Gaeta un’identità profondamente legata alla dimensione marittima, che incide su economia, cultura e vita quotidiana.

Pur congratulandosi con Ravenna per il titolo, Leccese ha evidenziato come la candidatura abbia rappresentato una “prestigiosa cavalcata”, capace di consolidare il ruolo della città nello scenario mediterraneo. Centrale il tema della vasta partnership costruita attorno al progetto, con il coinvolgimento di enti e istituzioni pubbliche e private, tra cui la Regione Lazio e le Città Metropolitane di Napoli e Roma.

Il sindaco ha assicurato che i progetti inseriti nel dossier non verranno accantonati: la rotta tracciata per la valorizzazione della cultura marittima proseguirà, con l’obiettivo di generare ricadute concrete sull’economia del mare e sull’intero sistema territoriale. L’ampio sostegno ricevuto dal territorio, ha concluso, conferma il ruolo di Gaeta come realtà dinamica e credibile nel Mediterraneo.

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