ECONOMIA
Pandemia energetica, Federlazio: “Nostre imprese resilienti”

LATINA – Le imprese del Lazio sono resilienti. Lo dice la Federlazio che sta monitorando costantemente gli effetti dell’impennata dei prezzi dell’energia elettrica e del gas e, in considerazione della situazione di forte difficoltà delle imprese, ha ritenuto opportuno realizzare la scorsa settimana una rapida indagine presso un campione rappresentativo di aziende. “Dai dati raccolti – si legge in una nota dell’associazione regionale delle piccole e medie imprese – oltre sette imprese su dieci hanno visto crescere in maniera drammatica i costi per la fornitura dell’energia elettrica, cinque su dieci quelli del gas. Uno studio flash diffuso alla vigilia del compimento dei 50 anni dell’associazione di categoria che festeggerà oggi (9 novembre) con un convegno in programma all’Hotel Europa dal titolo: “Il futuro non aspetta”.
In particolare: • il 38% ha registrato un incremento superiore al 50% delle bollette per l’energia elettrica e al 25% per la fornitura del gas; • il 33% tra il 20% e il 50% per l’energia e il 26% per il gas; • il 17% meno del 20% per l’energia e il 13% per il gas; • il 12%, per l’energia e il 36% per il gas, pur avendo accusato aumenti significativi, non è ancora in grado di valutarne la misura, a causa della difficoltà di lettura comparata delle fatture di quest’anno con quelle dello stesso periodo del 2021. Quali effetti sta producendo questo abnorme aumento dei costi nelle imprese: • il 9% si trova in una condizione di forte sofferenza economica; • il 47%, dichiara che, pur registrando impatti negativi, la propria attività aziendale non è stata compromessa; • Il 16% registra una situazione abbastanza grave, con un consistente calo dei margini aziendali; • il 27% opera in settori che non comportano un utilizzo significativo di energia e gas e, pertanto, ha subito effetti marginali.
“Ancora una volta il sistema imprenditoriale del nostro territorio mostra un notevole coraggio e una grande capacità di affrontare le emergenze e i fenomeni critici che, ormai da troppo tempo, si stanno verificando con frequenza preoccupante – commenta il Presidente di Latina Marco Picca – Anche in questa circostanza gli imprenditori si trovano nella condizione di subire gli effetti negativi di fenomeni che non dipendono direttamente dal loro impegno e dalla loro capacità di affrontare i fattori critici da essi derivanti. Nonostante gli sforzi messi in campo da molte imprese sul terreno dell’efficienza e del risparmio energetico, l’incremento dei costi risulta molto più elevato rispetto ai risultati raggiunti. Va sottolineato poi il perdurare della speculazione da parte delle multinazionali delle fonti energetiche, totalmente incontrastate dagli stati sovrani. E’ da questi ultimi, insieme ad istituzioni europee, nazionali e dei sistemi regolatori dei mercati che ci si aspetta interventi immediati e decisivi, al fine di contenere gli effetti dell’estrema volatilità dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Molte imprese rischiano di registrare una battuta d’arresto nel percorso di rilancio e innovazione, che si era messo in moto con l’uscita dalla fase critica delle pandemie. I primi effetti di tutto ciò si stanno già verificando e sono anche recentemente certificati dall’Istat, che registra una variazione positiva dello 0,5% del PIL grazie ai servizi e al turismo che, fortunatamente sta registrando dati sempre più positivi, mentre il primario, la manifattura e l’agricoltura, accusano un calo. L’auspicio è che il nuovo Governo intervenga immediatamente”.
Le categorie che hanno subito gli impatti più pesanti sono: • la ceramica con il 55% delle imprese che registrano una situazione di forte difficoltà che sta mettendo a rischio la continuità aziendale e con il rimanente 45% che dichiara impatti significativi che stanno riducendo al minimo i margini di guadagno; • le attività della logistica con il 54% delle imprese con significativi impatti sui ricavi e un restante 46% che pur avendo registrato incrementi dei costi per l’energia superiori al 20%, si mantengono ancora in equilibrio; • il metalmeccanico e la lavorazione dei metalli con il 20% che si trova in forte difficoltà e considera a rischio la continuità aziendale; con il 40% che registra una significativa riduzione dei margini; con il 30% che si mantiene in equilibrio e con il 10% che non riesce a valutare completamente gli effetti dell’incremento dei costi energetici; • la ristorazione con il 53% delle aziende che lavorando su buoni livelli, si trovano in difficoltà per la riduzione dei margini, con il 27% che ancora si considerano in equilibrio economico e il restante 20% che è riuscito in parte a compensare gli incrementi dei prezzi dell’energia aumentando il costo dei servizi offerti; • il commercio al dettaglio e all’ingrosso con il 15% che ha subito gravi conseguenze; con il 50% che soffre di significative riduzioni dei margini e, tra queste, buona parte dei piccoli esercizi sta valutando di ridurre orari e giorni di apertura; con il 20% che non accusa forti conseguenze; con il 15% che non sa quantificare l’impatto sulla propria attività. Nella valutazione delle prospettive a breve e medio termine: • il 5% delle aziende rischia concretamente di sospendere o chiudere le proprie attività produttive; • il 18% ritiene di poter reggere ancora alcuni mesi, ma senza una significativa riduzione dei costi energetici non è sicuro di poter garantire la continuità aziendale; • il 10% prevede una riduzione delle attività e la necessità di ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni; • il 45% si sente ancora in grado di mantenere gli attuali livelli produttivi, ma dovrà comunque far fronte a una significativa riduzione dei margini; • il 22%, appartenente nella quasi totalità al settore dei servizi non commerciali, ritiene che i costi energetici non incideranno in maniera significativa su ricavi e margini di guadagno. Nel complesso, nonostante la notevole capacità di resistenza delle PMI, il 2023 rischia di nuovo di essere un anno in cui il margine di guadagno si ridurrà ulteriormente.
IL PROGRAMMA DEL COVEGNO DEL 9 NOVEMBRE
ECONOMIA
Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”
LATINA – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.
“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.
La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.
ECONOMIA
Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino
PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.
Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.
ECONOMIA
“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro
SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali. Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale. E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.
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