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Su un sup con idrobike, Cristian Nardecchia pronto ad attraversare il Mediterraneo tra Francia e Italia
SEZZE – Alla soglia di 40 anni, che compirà ad ottobre, il ciclista e recordman Cristian Nardecchia è pronto ad attraversare in acqua bike la parte di Mediterraneo che unisce Francia e Italia. Dall’8 luglio tenterà l’impresa di coprire in circa 55 ore, due giorni e mezzo, la tratta che da Bastia in Corsica, porta sulle coste laziali a Latina. Una distanza di quasi 200 miglia marine, pari a 370 chilometri di terra, da percorrere alla velocità di poco più di tre nodi, ovvero 6/7 km/h, equivalenti a circa 30 km/h via terra.
Il ciclista di Sezze, che trionfò alla Maratona delle Dolomiti nel 2016, proverrà a centrare una nuova impresa in sella ad un modello di bici da acqua prodotta dall’azienda spagnola Red Shark (disegnata da Joseph Robau designer del nuovo Maggiolino della Volkswagen). Si tratta di un sup di plastica e carbonio, pedali collegati ad una ventola per indurre il movimento.
“Non è facile tenere la bici ferma con il mare mosso ed onde alte un metro e mezzo”, dice l’atleta che si sta allenando tra Latina e Ponza.
Una volta giunti a Bastia l’8 luglio, Nardecchia e l’entourage rimarranno un paio di giorni in Corsica, per poi mettersi in acqua all’alba per circa 20 ore in mare aperto, poi avvicinandosi a 6 miglia (poco di 11 chilometri) dalla costa italiana, della Toscana e del Lazio. Uno scafo da 18 metri ed uno leggermente più piccolo accompagneranno il ciclista verso l’impresa, indossando una divisa speciale per garantire lo sbalzo termico tra il giorno e la notte, realizzata dall’azienda pontina Level Bike World. E’ già accaduto a maggio, quando Cristian ha raggiunto Ponza in circa nove ore, affiancato dalla Lady G Charter, imbarcazione di otto metri con lo skipper Marco Corelli ed equipaggio composto da Stefano Montini, Alberto Spagnoli, Leonardo Tiritera e il fotoreporter Walter Salvatori. Sensazioni: “L’impresa è fattibile, il mezzo me lo permetterà – fuga i dubbi Nardecchia –, ma ci vuole molta fatica mentale, perché l’impressione è di non arrivare mai. Fondamentale il ruolo degli altri che mi hanno tenuto compagnia, parlando anche di altro”. Poi come se nulla fosse, all’indomani, Cristian insieme ai suoi compagni del team Nardecchia – Montini, si è allenato in bici per altri 120 km. Ora la traversata raddoppia. Partenza da Rio Martino, arrivo a Ponza e ritorno sul tratto di spiaggia del Hotel Fogliano New Life, quartiere logistico per accogliere Cristian a luglio, al termine del suo viaggio avventuroso dalla Francia, che sarà trasmesso in streaming e monitorato dai giudici del World Official Record.
Le altre imprese
“Ridefinire l’impossibile” è il libro del titolo del libro che condensa la prima impresa di Cristian Nardecchia. Quella dell’11 e 12 settembre 2021, primato mondiale di dislivello, di 18.075 metri (due volte l’altezza dell’Everest) in 22 ore, 17 minuti e 56 secondi, percorrendo nella sua Sezze via Monticello, 241 volte, 570 metri a giro con pendenza del 14,3% e 75 metri di dislivello.
L’impossibile Nardecchia lo ha ridefinito anche il 25 giugno 2022 sulle Dolomiti, con il nuovo primato D+1000, scalando il Passo Giau in 31 minuti e 40 secondi; un minuto in meno dei 32 e 42 secondi da Egan Bernal, vincitore del Giro d’Italia 2021. Parliamo una salita in quota a 2.226. mt, di oltre il 10% di pendenza, quasi dieci chilometri lineari di percorso e un dislivello di mille metri.
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Al via il Mercatino di Autoeuropa a Latina e a San Giorgio a Liri
LATINA – Prende il via oggi, sabato 17 ottobre e andrà avanti fino a al 31 ottobre, il Mercatino dell’Usato di Autoeuropa. Nella concessionaria di Via Amerigo Vespucci e contemporaneamente nella sede di San Giorgio a Liri, con un open week end il 24 e 25 ottobre, è il mese del risparmio.
Oltre 200 vetture Volkwagen, Skoda e dei migliori marchi, comprese delle Maserati, a km zero, aziendali e usate garantite saranno proposte con una sconto extra di mille euro e finanziamento a tasso promozionale.
L’iniziativa è stata presentata ieri l’amministratore delegato di Autoeuropa Christian Papa e dal direttore Alessandro Alfonsi.
“Siamo sempre attenti alle esigenze di nostri clienti”, ha detto Papa.
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Gli studenti dell’Agrario San Benedetto di Latina realizzano un impianto olivicolo
LATINA – Gli studenti delle classi 5A e 5B Tecnico agrario si sono resi protagonisti della progettazione e della realizzazione di un impianto olivicolo. Succede a quasi settant’anni dalla nascita dell’Istituto San Benedetto di Latina, nato il 3 novembre 1956. “La scuola – si legge in una nota – affida alla terra una nuova pagina della propria storia: venerdì 2 ottobre 2026 sono state messe a dimora le piante del suo primo oliveto”. Progettato secondo un sesto di impianto tradizionale di 6 metri per 5, alle spalle della nuova mensa scolastica su circa 25 are di terreno, con cultivar di Leccino, Leccio del Corno e Vallecorsana (quest’ultima antica e autoctona del territorio, oggi a rischio di erosione genetica), è destinato a diventare una sorta di palestra per gli studenti del Tecnico e del Professionale agrario. “Un progetto che unisce formazione – sottolineato dalla scuola diretta dal dirigente Ugo Vitti – , lavoro sul campo e attenzione al patrimonio agricolo del territorio”.
La progettazione e la realizzazione dell’impianto sono state frutto del lavoro delle classi 5^A e 5^B Tecnico agrario, seguite dal prof. Stefano Cerullo nella fase progettuale. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli aspetti legati all’impiantistica, alla botanica e alla gestione dell’oliveto, oltre che con le tecniche di potatura di allevamento e di produzione a vaso policlinico.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Dirigenza, guidata dal prof. Ugo Vitti, e dai direttori dell’Azienda agraria, Valeriano Dominici e Mattia Santoro Cayro, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti competenze attraverso il lavoro sul campo.
Per la realizzazione dell’impianto è stata fondamentale la collaborazione con l’azienda agricola vivaistica “La Felce” di Carmine e Gloria Parlapiano, leader in Italia nella produzione di piante di olivo. Il loro supporto ha riguardato la fornitura delle piante, le modalità di piantumazione e la scelta delle varietà più adatte all’areale dell’Istituto.
Prima della piantumazione, il terreno ha richiesto un importante lavoro preparatorio. La realizzazione dell’impianto è stata resa possibile dal lavoro di squadra degli addetti all’Azienda agraria, in particolare Italo Marasca, Natalino Battisti e Luigi Filomena, che hanno seguito le diverse fasi operative: dallo scasso del terreno al livellamento, fino alla realizzazione delle opere di sistemazione idraulico-agraria indispensabili a garantire il corretto defluire delle acque. Anche la realizzazione dell’impianto di irrigazione ha visto protagonisti gli studenti. Già il 30 settembre, infatti, gli alunni
avevano predisposto il sistema irriguo, preparando così il terreno ad accogliere le nuove piante. Il lavoro in campo è stato seguito dall’A.T. Damiano Delle Fontane e coordinato dalla professoressa Diana Donnini, referente F.S.L. dell’Istituto.
«Ci sono momenti in cui una scuola può quasi toccare con mano la propria storia, e questo primo impianto olivicolo è uno di questi. Dopo settant’anni, vedere nascere il primo oliveto all’interno del nostro Istituto è per me motivo di grande emozione e significa aggiungere nuove radici a una storia che viene da lontano. Quelle piante raccontano insieme ciò che siamo stati e il modo in cui vogliamo continuare a crescere. Questo progetto offre ai nostri studenti la possibilità di imparare attraverso un’esperienza reale, fatta di progettazione, lavoro e cura. La scuola, quando educa
davvero, lascia tracce che vanno oltre il tempo della formazione: questo oliveto rappresenta per noi una di quelle tracce», dichiara il Dirigente Scolastico prof. Ugo Vitti.
APPUNTAMENTI
Inaugurata la mostra “Latina-Arsenal. Il sogno del 1965. Luigi Peronace, Tommaso Cifra, John Charles”
LATINA – Cimeli sportivi del calcio nazionale e internazionale e ricordi locali, esposti l’uno accanto all’altro, nella mostra inaugurata al Museo Cambellotti, dal titolo ” Latina – Arsenal. Il sogno del 1965. Luigi Peronace, Tommaso Cifra, John Charles”, promossa dal Comune e organizzata dall’ Associazione Terra Pontina che si dedica al recupero e alla valorizzazione della memoria storica e sportiva del territorio, con particolare attenzione alle origini del calcio nell’Agro Pontino. L’ha presentata questa mattina l’assessore Andrea Chiarato che l’ha voluta tra gli eventi della Settimana Europea dello Sport.
Nella grande sala ovale del museo, foto, coppe scarpini e maglie d’epoca, accompagnano il racconto del più importante evento sportivo che la città abbia visto: l’incontro tra Latina e Arsenal, frutto di una storia che intreccia personaggi locali del mondo del calcio come Gigi Peronace e Tommaso Cifra al nome dell’attaccante gallese classe 1931, maestro di fair play, divenuto, calciatore della Juventus. Charles mangiava al Ristorante Impero e con Peronace frequentava casa Cifra, e fu proprio durante uno di questi incontri che si organizzo il mitico match.
Nella galleria fotografica anche lo scatto di quella che fu la prima squadra di calcio femminile dell’allora Littoria, formazione soppressa dal Regime appena dopo un mese dopo la sua nascita. Il racconto di Chiarato e del Presidente di Terra Pontina, Giovanni Milite che ci ha fatto visitare la mostra
La mostra resterà visitabile fino al 30 settembre.
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