AMBIENTE
Migliorare la raccolta differenziata e ridurre la plastica monouso: il bando della Provincia di Latina
LATINA – La Provincia di Latina lancia il progetto “Potenziamento della raccolta differenziata e riduzione dell’uso di plastica nei Comuni della Provincia di Latina” confermando l’impegno a migliorare la gestione dei rifiuti urbani e a contrastare l’impatto ambientale della plastica monouso. Con un bando pubblico, l’Ente mette a disposizione 200.000 euro in contributi economici destinati ai Comuni del territorio, con l’obiettivo di incentivare buone pratiche ambientali e favorire comportamenti virtuosi tra i cittadini.
Il bando prevede il finanziamento di due tipologie di intervento: Acquisto e installazione di distributori di acqua potabile – anche affinata, refrigerata, naturale o gassata – per ridurre il consumo di bottiglie in plastica; e l’acquisto di borracce in materiale ecologico, da distribuire al personale delle amministrazioni comunali (e delle eventuali società partecipate) e agli studenti delle scuole del territorio.
“Questo progetto – dichiara il Presidente della Provincia di Latina, Gerardo Stefanelli – rappresenta un’azione concreta a supporto della transizione ecologica, ponendo l’accento su due aspetti fondamentali: il miglioramento della raccolta differenziata e la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso. Con questo bando vogliamo accompagnare i Comuni del nostro territorio verso modelli più sostenibili, promuovendo al tempo stesso un uso più consapevole e responsabile della risorsa idrica. È una sfida culturale prima ancora che ambientale, che vogliamo vincere insieme, attraverso la collaborazione tra enti pubblici e comunità locali.”
Dario Bellini, Presidente della Commissione Sviluppo e Tutela del Territorio della Provincia di Latina, sottolinea: “Il lancio di questo bando segna un passo concreto verso una Provincia di Latina più sostenibile e attenta alla qualità della vita dei cittadini. Ridurre l’uso della plastica monouso e potenziare la raccolta differenziata significa non solo tutelare l’ambiente, ma anche promuovere comportamenti responsabili e consapevoli nelle comunità locali. Come consigliere provinciale, ritengo fondamentale sostenere questi interventi in sinergia con i Comuni, le scuole e le famiglie, per costruire insieme un futuro più pulito e rispettoso delle risorse. La transizione ecologica passa anche da azioni quotidiane come queste, e la Provincia di Latina dimostra di voler fare la sua parte.”
I Comuni interessati potranno presentare domanda entro le ore 23:59 del 25 luglio 2025, esclusivamente tramite posta elettronica certificata all’indirizzo ufficio.protocollo@pec.provincia.latina.it, utilizzando il modello predisposto dall’Ente. La graduatoria resterà valida fino al 31 dicembre 2026 e i finanziamenti verranno assegnati in base all’ordine di arrivo delle domande, fino a esaurimento delle risorse disponibili.
Tutte le informazioni, il bando completo e la modulistica sono disponibili sul sito ufficiale www.provincia.latina.it
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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