CRONACA
Sotto chiave anche i beni dei professionisti amici del giudice
LATINA – Anche i conti correnti, le auto e i titoli degli altri indagati nell’inchiesta sulle mazzette al tribunale fallimentare sono finiti sotto chiave. Il provvedimento di sequestro emesso dal gip di Perugia Lidia Brutti che aveva firmato le ordinanze di custodia cautelare, è stato eseguito dagli agenti della squadra Mobile diretti dal vicequestore Tommaso Niglio, nei confronti dei professionisti “amici” di Lollo: i commercialisti Marco Viola (in carcere), Massimo Gatto (in carcere), Andrea Lauri (indagato a piede libero) e dell’architetto Fausto Filigenzi (anche lui indagato a piede libero). Gli investigatori che lunedì hanno messo sotto chiave le case e i beni del giudice della sezione fallimentare e della moglie Antonia Lusena hanno proseguito ieri il loro lavoro. Al vaglio anche alcuni movimenti sospetti per mettere al sicuro i beni alla vigilia degli arresti da parte di Viola.
Intanto l’inchiesta va avanti su più fronti: continua l’analisi dei fascicoli relativi ai fallimenti trattati dal magistrato ora detenuto nel reparto ospedaliero dell’ospedale Pertini, e dalle carte emergono una serie di operazioni sospette; sotto la lente anche il ruolo avuto dagli istituti di credito che movimentavano i soldi delle procedure concorsuali. Indagini dalle quali si attendono risposte importanti per completare il quadro, ma che preannunciano anche nuovi terremoti. Come rivela oggi Il Messaggero: “Mancano 500mila euro versati da chi ha preso in affitto dalla curatela fallimentare la cantina Villa Gianna e finiti chissà dove”.
CRONACA
Formia, controlli sulla filiera ittica: oltre 250 kg di prodotto sequestrato e sanzioni per 13.334 euro
- GUARDIA COSTIERA
- SEQUESTRI GUARDIA COSTIERA
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GAETA – Violazioni delle norme igienico-sanitarie sulla conservazione dei molluschi bivalvi vivi, mancanza dell’etichettatura obbligatoria e della documentazione di tracciabilità. Sono i motivi per cui, questa mattina, al mercato ambulante di Formia, Guardia Costiera e Asl di Latina, hanno contestato sei illeciti amministrativi ed elevato altrettanti verbali per un ammontare complessivo delle sanzioni pari a 13.334,00 euro e sequestrato circa 49,5 kg di prodotto.
Successivamente, il personale si è recato per un controllo presso un ristorante di Formia, dove è stato rinvenuto e sequestrato prodotto ittico privo di tracciabilità per circa 25 kg, con l’elevazione di un ulteriore verbale amministrativo dell’importo di euro 2.000,00.
Complessivamente sono stati eseguiti quattro sequestri amministrativi per un quantitativo di prodotto pari a circa 255 kg. Per 100 kg circa di prodotto ittico invece l’esercente si è avvalso della possibilità di dimostrare la tracciabilità in un secondo momento, ragione per cui il pesce è stato sottoposto a blocco temporaneo.
“L’attività svolta – spiega in una nota la Capitaneria di Porto – ha consentito di accertare diverse irregolarità in materia di sicurezza alimentare, tracciabilità e corretta commercializzazione dei prodotti della pesca, contribuendo alla tutela della salute pubblica, del consumatore e della legalità nel settore ittico”.
CRONACA
Si impossessa di 500mila franchi svizzeri, capo dogana arrestato in una struttura sanitaria di Formia
FORMIA – E’ accusato dalle autorità elvetiche di aver falsificato i documenti per impossessarsi di 500mila franchi svizzeri. Un capo ufficio doganale è stato arrestato a Formia dove si trovava per motivi sanitari. Gli accertamenti effettuati dal personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Formia hanno consentito di verificare che il soggetto risultava destinatario di una richiesta di arresto provvisorio a scopo di estradizione, inoltrata dalla Svizzera tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, in relazione a reati di appropriazione indebita e truffa.
La Corte d’Appello di Roma ha disposto l’arresto del cittadino straniero e il suo piantonamento presso la struttura sanitaria, in attesa della convalida del provvedimento. Successivamente, l’Autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto provvisorio per estradizione e al termine delle necessarie procedure di coordinamento tra la Corte d’Appello di Roma, la struttura ospedaliera e la Polizia di Stato, il detenuto è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Cassino, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria per il prosieguo della procedura estradizionale.
CRONACA
Condannato a sei anni e mezzo per due rapine, arrestato a san Felice Circeo
SAN FELICE CIRCEO – E’ stato condannato in via definitiva per due rapine, una commessa nel 2018, l’altra cinque anni prima. Nel pomeriggio di ieri a San Felice Circeo, i carabinieri hanno arrestato un cittadino marocchino di 31 anni in esecuzione dell’ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina – Ufficio Esecuzioni Penali. Deve espiare la pena di 6 anni, 5 mesi e tre giorni di reclusione e pagare una multa di 2.200 euro. I due colpi erano stati commessi a Roma il 23 giugno del 2013 e a San Felice Circeo il 26 agosto del 2018. L’arrestato è stato portato nella Casa Circondariale di Latina.
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