LATINA – Anche i conti correnti, le auto e i titoli degli altri indagati nell’inchiesta sulle mazzette al tribunale fallimentare sono finiti sotto chiave. Il provvedimento di sequestro emesso dal gip di Perugia Lidia Brutti che aveva firmato le ordinanze di custodia cautelare, è stato eseguito dagli agenti della squadra Mobile diretti dal vicequestore Tommaso Niglio, nei confronti dei professionisti “amici” di Lollo: i commercialisti Marco Viola (in carcere), Massimo Gatto (in carcere), Andrea Lauri (indagato a piede libero) e dell’architetto Fausto Filigenzi (anche lui indagato a piede libero). Gli investigatori che lunedì hanno messo sotto chiave le case e i beni del giudice della sezione fallimentare e della moglie Antonia Lusena hanno proseguito ieri il loro lavoro. Al vaglio anche alcuni movimenti sospetti per mettere al sicuro i beni alla vigilia degli arresti da parte di Viola.
Intanto l’inchiesta va avanti su più fronti: continua l’analisi dei fascicoli relativi ai fallimenti trattati dal magistrato ora detenuto nel reparto ospedaliero dell’ospedale Pertini, e dalle carte emergono una serie di operazioni sospette; sotto la lente anche il ruolo avuto dagli istituti di credito che movimentavano i soldi delle procedure concorsuali. Indagini dalle quali si attendono risposte importanti per completare il quadro, ma che preannunciano anche nuovi terremoti. Come rivela oggi Il Messaggero: “Mancano 500mila euro versati da chi ha preso in affitto dalla curatela fallimentare la cantina Villa Gianna e finiti chissà dove”.
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