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Zannone, l’isola-gioiello alla ribalta per la spazzatura

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ZANNONE – “Nessuna polemica, nessuna presa di posizione, bisogna solo fare, fare per quest’isola, e per valorizzarla”. Il direttore del Parco del Circeo, Paolo Cassola chiude con una lettera indirizzata al sindaco di Ponza, Pierlombrado Vigorelli, l’ultima vicenda che ha riguardato Zannone, finita alla ribalta delle cronache in pieno agosto per la spazzatura invece che per la sua straordinaria bellezza. Un vero peccato.

LA DENUNCIA – Era stato proprio il primo cittadino di Ponza, con poca esperienza amministrativa, ma navigato in fatto di comunicazione, ad aver acceso il cerino d’estate mentre i riflettori sono tutti per l’arcipelago Pontino, accusando il Parco (nel cui perimetro è ricompresa Zannone) e la Forestale (che la deve sorvegliare) di aver abbandonato a sé stesso l’isolotto. Motivo: i sacchi pieni di spazzatura consumati dal sole e i detriti visibili poco sotto il Faro, nei pressi dell’approdo Capo Negro. Un’immagine davvero poco edificante. Non solo. Anche la Villa Comunale (di proprietà del Comune di Ponza) abbandonata dalla Forestale per inagibilità a partire dal 2006 e mai restaurata dall’ente locale, è stata ispezionata di recente da Vigorelli che ha pubblicamente denunciato di avervi trovato dentro una sorta di discarica. Il fatto non è di poco conto e ha investito gli enti come un pugno in piena faccia.

I VOLONTARI DI PONZA – “In realtà – spiegano Forestale e Parco – quei sacchi sono stati riempiti di detriti portati dal mare, da un gruppo di volontari di Ponza con un progetto speciale voluto dal sindaco, che abbiamo autorizzato l’estate scorsa, proprio perché in linea con l’idea di una collaborazione intelligente e costruttiva”. In pratica, una squadra di rugbysti di Parma, in cambio di ospitalità a Ponza, aveva svolto un lavoro encomiabile, ripulendo Zannone da bottiglie, polistirolo, ciabatte e altro materiale portato a riva dalle correnti. Encomiabile anche il sindaco Vigorelli che ci aveva pensato, facendo oltretutto una bella pubblicità alle Isole.

A CHI SPETTA RITIRARE I RIFIUTI? – Poi però il  Comune ha scordato di mandare a prendere quei sacchi dell’ immondizia (per legge è infatti il solo ente a poterlo fare, perché, come tutti i comuni, ha a suo carico il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti ). Così, per un anno sotto il sole, le buste si sono deteriorate facendo di nuovo fuoriuscire la spazzatura. Vigorelli se n’è accorto proprio adesso e ha accusato la Forestale di trattare l’isola come una discarica.

OPERAZIONE PULIZIA  – “Il 10 agosto abbiamo rimesso in sicurezza i rifiuti e li abbiamo trasportati al chiuso, nel faro dell’isola – spiega il direttore del Parco Paolo Cassola che ha partecipato alle operazioni – Lo comunicheremo oggi stesso con una lettera al sindaco di Ponza restando disponibili a consentire il ritiro dei sacchi”.
Quanto invece alla Villa Comunale: “Il materiale trovato all’interno di quell’edificio, è servito ad un progetto di derattizzazione per salvare le uova di berta, un uccello che nidifica sull’isola e deposita in buche a terra le sue uova – spiega l’ispettore della Forestale Giuseppe Stolfa – Si tratta di trappole per topi necessarie per evitare che i roditori mangino le uova impedendo la riproduzione della specie. Il progetto ha funzionato. Parte del materiale avanzato è stato poi destinato ad un progetto analogo sull’isola di Montecristo, il resto è ancora a Zannone. Ma non è certo rifiuto da discarica”.

IL CONTRATTACCO DI VIGORELLI – Ma Vigorelli non intende fermarsi, né chiudere la polemica e alla richiesta di collaborazione partita dall’Ente Parco risponde così: “Mi fa piacere che dopo due anni di assenza da Zannone, chi dovrebbe avere in cura questa splendida isola si sia recata sul posto (ma il direttore del Parco si è insediato da poco). Rilevo che c’è voluta una denuncia alla Procura della Repubblica da parte del Sindaco di Ponza per far muovere le auguste membra”. Quanto al fatto di chiedere al Comune la rimozione dei rifiuti, il primo cittadino sottolinea che molto di quel materiale è “scarto di chi in questi anni ha soggiornato sull’isola, dunque la Forestale, persone del Parco e ornitologi. E chi sporca, pulisce e paga”, conclude.

CARO SINDACO – Altroché collaborazione. La questione poteva essere risolta con un colpo di telefono senza trascinare nel fango un gioiello di natura come Zannone. Se il servizio rifiuti spetta al Comune di cui fa parte l’isolotto del Parco, sindaco, faccia raccogliere la spazzatura, soprattutto i sacchi che sono l’esito di una sua operazione-immagine. Se poi ritiene di mettere a carico del Parco la raccolta, questa è un’altra storia, da risolvere con il codice alla mano. Infine, ci permetta di dire, sindaco, che l’intesa tra enti dovrebbe essere obbligatoria per garantire una buona gestione di beni collettivi, e non una liberalità di chi  – come lei – amministra.

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L’invasione delle tartarughe aliene in Parco San Marco, la Commissione: “Attivare la Regione”

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LATINA – Si è riunita la Commissione congiunta Attività Produttive e Ambiente del Comune di Latina per affrontare la problematica legata alla presenza, nel laghetto di Parco San Marco, di numerosi esemplari di tartarughe aliene invasive, che letteralmente “divorano” i piccoli di germano reale presenti nello specchio d’acqua, con ogni probabilità frutto di abbandoni da parte di privati cittadini inconsapevoli delle conseguenze della loro azione. Alla seduta hanno preso parte l’Assessore all’Ambiente Michele Nasso, le funzionarie del Servizio Ambiente del Comune di Latina, Consilia Alfarano e Barbara Trombetta, e ha esposto le criticità Oriana Ciaccio,  cittadina firmataria del Patto di Collaborazione per il Parco San Marco.

Dalle informazioni raccolte  – spiega in una nota la consigliere Simona Mulè, presidente della Commissione Attività Produttive – emerge la presenza di circa trenta esemplari appartenenti prevalentemente alla specie Trachemys scripta scripta (testuggine dalle guance gialle), oltre ad alcuni esemplari di Trachemys scripta elegans (guance rosse) e della famiglia Kinosternidae. Si tratta di specie alloctone invasive che, secondo il Piano Nazionale ISPRA per la gestione della testuggine palustre americana, rappresentano una minaccia per la biodiversità e per gli ecosistemi acquatici, essendo in grado di predare numerose specie animali e di competere con la fauna autoctona. Inoltre, la loro capacità di uscire dall’acqua, nidificare e deporre le uova negli spazi verdi circostanti può favorire l’espansione della popolazione presente nel laghetto.

“La Commissione ha voluto affrontare tempestivamente una problematica segnalata dai cittadini e che riguarda un luogo molto frequentato dalle famiglie latinensi”, dichiarano i Presidenti delle due commissioni Simona Mulè e Alessandro Porzi. “Abbiamo apprezzato la pronta risposta dell’Amministrazione comunale che, attraverso il Servizio Ambiente e l’Assessore Nasso, ha illustrato le iniziative prossime e dato lettura della nota predisposta per la Regione Lazio, finalizzata a richiamare l’attenzione sull’area di Parco San Marco e a richiedere supporto tecnico-operativo per le attività di monitoraggio e per gli eventuali interventi previsti dalla normativa vigente.”

Nel corso della seduta è stato infatti evidenziato come il Piano ISPRA attribuisca alle Regioni un ruolo centrale nelle attività di monitoraggio, gestione e contenimento delle specie esotiche invasive, prevedendo specifiche azioni di controllo per il territorio laziale. Per questo motivo su mandato della Commissione sarà coinvolta formalmente la Regione Lazio affinché Parco San Marco possa essere inserito nei percorsi di monitoraggio e valutazione previsti dalla normativa di settore.

“L’Amministrazione Celentano ha dimostrato ancora una volta attenzione alle istanze provenienti dal territorio”, proseguono i Presidenti. “L’obiettivo condiviso è quello di individuare una soluzione efficace che consenta di tutelare la biodiversità del parco, la colonia di germani reali e la fruibilità di uno degli spazi verdi più frequentati della città.”

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Dragaggio e ripascimento a Latina e Sabaudia, il via libera della Regione Lazio alle opere “morbide”

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LATINA – E’ arrivato il via libera della Regione Lazio per gli interventi di difesa della spiaggia dei Comuni di Latina e Sabaudia. Ne dà notizia l’assessore alla Marina del Comune di Latina Gianluca Di Cocco: “Si tratta  – commenta  –  dell’ultimo e più importante passaggio autorizzativo di un procedimento estremamente complesso che consentirà di procedere verso la realizzazione delle opere previste per il contrasto dell’erosione costiera e per il dragaggio di Rio Martino”.

Un passaggio che consentirà di dragare i fondali di Foce Verde e riportare circa 16mila metri cubi di sabbia sull’arenile di Latina, e di dragare il canale di Rio Martino, drammaticamente insabbiato da tempo,  riversando la sabbia a sud, per operare il ripascimento dell’arenile a Sabaudia. Opere come è noto molto attese.

In una nota Di Cocco risponde anche alle critiche sui ritardi: “Dietro questo provvedimento ci sono mesi di progettazioni, studi specialistici, richieste autorizzative, analisi ambientali, caratterizzazioni delle sabbie, analisi di rilevamenti bellici, verifiche tecniche, protocolli d’intesa tra enti, conferenze dei servizi, pareri di amministrazioni competenti, integrazioni documentali e continui confronti istituzionali necessari per garantire la piena regolarità dell’intervento. Un iter che ha richiesto massima attenzione e rigore amministrativo, considerata la delicatezza delle procedure e le responsabilità connesse all’utilizzo delle risorse pubbliche e agli interventi in aree sottoposte a tutela ambientale e paesaggistica. Dopo anni di lavoro silenzioso, spesso lontano dai riflettori, oggi arriva un’autorizzazione fondamentale che consente di compiere un passo decisivo verso opere attese da tutto il territorio. Oggi i fatti dimostrano che il percorso intrapreso era quello corretto: ogni passaggio è stato affrontato con la dovuta attenzione, proprio perché si tratta di opere che devono resistere a qualsiasi verifica amministrativa e tecnica. Un ringraziamento particolare va all’assessore regionale alla Tutela del territorio Fabrizio Ghera, all’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo e all’assessore regionale all’Urbanistica Alessandro Calvi per il costante supporto istituzionale e per aver seguito da vicino l’intero iter amministrativo, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di questo importante traguardo. Questo provvedimento rappresenta una vittoria per il territorio, per i cittadini, per gli operatori balneari, per i pescatori e per tutte le attività economiche che vivono il mare ogni giorno. Dopo anni di attese, il dragaggio di Rio Martino e gli interventi di difesa della costa sono finalmente più vicini. Continueremo a seguire ogni fase successiva con la stessa determinazione affinché si possa arrivare subito all’avvio dei lavori su rio martino e a seguire quelli di ripascimento dell’arenile”.

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Parco di Porta Nord, 137 alberi morti o in sofferenza: il punto in commissione trasparenza

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LATINA – Sono 137  le alberature morte o in grave sofferenza nel parco di Porta Nord a Latina. E’ quanto emerso oggi nel corso della Commissione Trasparenza presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi su richiesta della consigliera Loretta Isotton di LBC che chiedeva la “verifica dello stato della procedura di manutenzione del  Parco Porta Nord, con particolare riferimento alle alberature morte, alla manutenzione del laghetto e agli interventi programmati di ripristino e valorizzazione dell’area verde”.

Dal confronto con gli uffici sono emerse criticità rilevanti sullo stato manutentivo dell’area verde e delle alberature messe a dimora nell’ambito del progetto di riqualificazione del parco, costato oltre un milione di euro di fondi pubblici.  Inoltre, è emerso che già prima della consegna del parco a chiusura lavori, erano state sostituite 52 piante.

“Tra le possibili cause richiamate durante la Commissione vi sono il terreno argilloso, le elevate temperature, la non più adeguata idoneità delle specie utilizzate rispetto all’innalzamento delle temperature e, soprattutto, la correttezza della manutenzione nella delicata fase dell’attecchimento – spiega in una nota la presidente Ciolfi – . La questione assume inoltre una rilevanza non soltanto ambientale ma anche economica: quando alberature finanziate con risorse pubbliche muoiono a distanza di pochi mesi dalla messa a dimora, si produce inevitabilmente anche un possibile danno erariale, perché si rendono necessari nuovi interventi di sostituzione che gravano ancora una volta sulla collettività”

Erano presenti alla seduta l’assessore ai Lavori Pubblici e al Verde Pubblico, nonché vicesindaco, Massimiliano Carnevale; la dirigente del settore Lavori Pubblici, Angelica Vagnozzi; la RUP di Porta Nord, architetta Maria Grazia Fasolo; il dirigente del Verde Pubblico, Gian Pietro De Biagio; la funzionaria responsabile del Verde Pubblico, architetta Maria Rita Damiani; e il funzionario EQ alle Manutenzioni, architetto Marafini.

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