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“Il cielo è di tutti”: al 70° Stormo di Latina l’evento di inclusione e solidarietà

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LATINA –  Una giornata all’insegna dell’inclusione e della solidarietà si è svolta domenica 4 maggio presso il 70° Stormo, la scuola di volo dell’Aeronautica Militare che seleziona e addestra i futuri piloti militari dell’Aeronautica Militare, delle altre Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato, e i cadetti di altre Nazioni.”Il cielo è di tutti” il titolo dato all’incontro organizzato con famiglie, associazioni e personale dell’Aeronautica Militare, 3ª edizione dell’evento che ha coinvolto LatinAutismo, Martina e la sua luna e l’Associazione Italiana Persone Down di Latina (AIPD).

Dopo l’accoglienza, le famiglie si sono ritrovate presso il giardino del Circolo Ufficiali per una sobria colazione. Contestualmente, il Comandante del 70° Stormo, Colonnello Pilota Simone Mettini, ha consegnato un assegno a ciascuno dei presidenti delle associazioni partecipanti, frutto di una raccolta fondi organizzata dai militari, attraverso la quale si sottolinea l’importanza del contributo collettivo.  Sono state destinate delle targhe in segno di riconoscimento ai presidenti summenzionati e al personale che ha reso possibile la realizzazione dell’evento. Nelle sue parole: “Momenti come questi riempiono di gioia e colore il nostro Aeroporto. Il nostro personale ha voluto dimostrare come il nostro lavoro quotidiano sia al servizio delle persone. Questo è uno dei primi passi per far vivere al mondo un cambiamento significativo, che non parli più di diversità, bensì di inclusione e soprattutto condivisione. Il diverso è solo negli occhi di chi guarda.”

A seguire, nel giardino del Circolo Ufficiali del 70° Stormo, si è svolto un briefing sul primo soccorso a cura del personale di CSE Formazione, con l’obiettivo di sensibilizzare i presenti sulle tecniche di primo intervento in caso di emergenza.

Durante la cerimonia dell’alzabandiera sul piazzale bandiera i presenti hanno cantato insieme l’inno italiano. Poi, la Santa Messa, celebrata presso l’hangar del GEA (Gruppo Efficienza Aeromobili) dal parroco della chiesa di Latina Scalo, Don Nello Zimbardi. ” Con le sue parole sincere e coinvolgenti – si legge in una nota – , è riuscito a toccare il cuore di familiari e militari presenti. Al termine della celebrazione, le famiglie hanno potuto avvicinarsi al mondo dell’Aeronautica Militare esplorando da vicino i mezzi antincendi e il velivolo addestratore SF260 EA, in dotazione alla scuola di volo, un’esperienza emozionante, soprattutto per i più piccoli”.

La giornata si è conclusa nella zona verde appositamente allestita, dove bambini e adulti hanno potuto condividere un momento di svago con animazione e giochi.

“L’evento ha dimostrato concretamente  – dichiarano dal 70° Stormo  – la vicinanza ai temi dell’inclusione sociale e della solidarietà. Grazie all’impegno volontario del personale del 70° Stormo e alla collaborazione con le associazioni partecipanti, si è potuto offrire un momento autentico di umanità e partecipazione. Questa giornata ha confermato che, unendo le forze e il cuore, è possibile rendere il mondo un posto migliore per tutti, lasciando nei partecipanti il ricordo di un’esperienza profondamente significativa”.

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A rischio il Sabaudia Sunser Jazz Festival

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Il Sabaudia Sunset Jazz Festival rischia di fermarsi: per il quarto anno consecutivo, l’evento si scontra con ostacoli burocratici e organizzativi che ne mettono in dubbio lo svolgimento. Un paradosso per una manifestazione che, in dieci anni di storia (con tre stop dovuti al Covid), ha portato sul territorio circa 120 concerti, 600 musicisti e oltre 100mila spettatori.

Alla base delle criticità c’è un intreccio di fattori che negli ultimi anni ha complicato sempre di più l’organizzazione. Già nel 2023 erano emerse incongruenze normative tra musica dal vivo e DJ set negli stabilimenti balneari. Nel 2024 è stato necessario ottenere la Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), arrivata solo a ridosso dell’evento. Nel 2025, invece, il festival ha rischiato lo stop per problemi legati alla viabilità sul lungomare, con la richiesta – arrivata a ridosso dell’inizio – di spostare gli eventi nei giorni feriali.

Il nodo principale resta proprio quello del traffico, aggravato negli ultimi anni dal successo degli aperitivi al tramonto negli stabilimenti balneari, che tra le 18 e le 21 generano un forte afflusso di auto. Una situazione che ha portato a interventi emergenziali, come l’istituzione del senso unico e, in alcuni casi, alla sospensione delle attività.

A questo si aggiungono le nuove disposizioni in materia di sicurezza: per eventi musicali con DJ o musica dal vivo è ora necessaria la SCIA, una procedura tecnica complessa che certifica il rispetto di norme su sicurezza, acustica e antincendio. Un ulteriore passaggio burocratico che molti operatori stanno evitando, rinunciando di fatto all’organizzazione di eventi.

In questo contesto, nonostante mesi di confronto con Comune e Polizia Locale e la proposta di soluzioni concrete per la gestione della viabilità, gli organizzatori del festival parlano apertamente di una situazione di stallo. La concomitanza di criticità amministrative, cambiamenti interni all’amministrazione comunale e nuove regole ha reso difficile individuare una soluzione condivisa.

Il destino del festival resta quindi incerto. Una decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni

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Trail di San Martino, il 3 maggio si corre a Priverno

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Domenica 3 maggio si svolgerà la terza edizione del “Trail di San Martino”, un evento di sport, storia e natura organizzato dalla Podistica Priverno, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’UISP,  con l’Asd Monti Lepini e con la Protezione Civile. La manifestazione sarà abbinata come sempre al Memorial dedicato ad Andrea Zuccaro, indimenticato podista del luogo tra i fondatori della società. Questa nuova tappa del Grande Slam “Natalino Nocera” riserverà ai podisti un percorso impegnativo e allo stesso tempo affascinante: alle 9,30 si partirà dal suggestivo Castello di San Martino e si percorreranno 13 km con un dislivello positivo di 258 metri, lanciandosi verso scorci che sanno di Storia lungo la via Francigena, passando per il borgo medievale di Fossanova, costeggiando l’argine del fiume Amaseno e facendo ritorno al punto di partenza dopo aver attraversato il bosco alle pendici di Priverno.

Nel 2024, sulla stessa distanza, vinse Gabriele Carraroli con un tempo di 48’39’’. Tra le donne si impose invece Roberta Andreoli, arrivata al traguardo con un tempo di 1.02’.34’’. I primi 400 iscritti avranno diritto ad un pacco gara contenente anche la gustosa “Falia”, prodotto tipico del posto. I primi cinque e le prime cinque della classifica generale si aggiudicheranno dei genuini prodotti locali e vario abbigliamento sportivo. Importanti riconoscimenti andranno anche ai primi cinque di tutte le categorie e alle prime cinque società con almeno 20 atleti al traguardo.

La Podistica Priverno ha pensato poi a quanti vorranno godersi il paesaggio camminando: dopo il raduno delle 8 con caffè di benvenuto, ci si potrà iscrivere ad una passeggiata turistica non competitiva di 8 km, con partenza simultanea a quella dei podisti.

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Gianfranco Pannone torna in Basilicata e racconta le “Devozioni”: “Ma con uno sguardo laico, ad altezza d’uomo”

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LATINA – Uno sguardo laico per raccontare le “Devozioni“: è questo il titolo del nuovo documentario di Gianfranco Pannone che sarà presentato a Latina domani sera, 30 aprile, per Lievito. E’ ambientato in Basilicata, una terra che il regista di Latina aveva già raccontato attraverso la sua macchina da presa in Pietre, miracoli e petrolio.

Ti sei innamorato della Basilicata?

Io mi innamoro sempre un po’ dell’Italia in generale, sono ormai più di 35 anni che batto l’Italia da nord a sud e mi meraviglio sempre. Devo dire che però la Basilicata ce l’ho del cuore, perché  questa è la terza volta che torno a girarci, la prima volta fu con Pietre, miracoli e petrolio, un documentario sul petrolio in Basilicata e adesso c’è Devozioni. In mezzo c’è anche un cortometraggio per la candidatura di Matera a Capitale della Cultura, quindi la conosco abbastanza bene e l’amo tanto, perché è una terra in qualche modo un po’ nascosta, ma che ci dice tanto,  una terra battuta da genti di ogni dove da più di 2000 anni, e che ha nel suo rapporto con la natura e con la fede qualcosa da insegnarci. Andare nella devozione popolare, tra le montagne, nella provincia di Potenza, nella Lucania interna, significa andare a trovare degli scrigni di cultura quindi validi anche per il laico e non solo per il credente, una cosa di cui forse abbiamo bisogno un po’ tutti”.

L’audio dell’intervista

E sei arrivato in un convento francescano, giusto?

Tra gli altri sì, uno dei luoghi, è un convento francescano che rischia di chiudere. Diciamo che sono andato a cercare dei luoghi della fede interessati trovando anche delle cose che sono legate alla nostra contemporaneità. E’ un viaggio tra memorie pasolignane, conventi che rischiano di chiudere, santi piccoli e beati, che sono i santi minori, ma allo stesso tempo anche poetesse visionarie. Un viaggio un po’ particolare che ho fatto seguendo non solo le processioni e i luoghi di culto, ma seguendo le vicende di persone che vivono la Lucania da dentro e che hanno qualcosa da dirci.

Storia, tradizioni, tu hai sempre uno sguardo molto attento alle melodie popolari.

Sì, c’è una cosa molto importante il canto popolare e qui Caterina Pontrandolfo oltre a farci la consulenza musicale è presente anche nel film e sui canti che sono per lo più canti di devozione alla Madonna, canti in dialetto lucano straordinari, bellissimi, spesso anche quasi inediti al grande pubblico, comunque poco conosciuti, che compongono insieme alle musiche di Rocco De Rosa, anche lui autore e musicista lucano, la colonna sonora. Una colonna sonora anche diegetica come si dice in gergo, nel senso che la vediamo anche dal vivo, la vediamo cantata da Caterina stessa  e dai devoti lungo i loro percorsi religiosi.

Tra le Devozioni, ce n’è una che ti ha colpito in maniera particolare?

C’è questa cosa incredibile della storia del Beato Egidio, quindi non è un santo, è una figura molto amata nel comune di Lorenzana e questa figura è un francescano a metà strada da San Francesco e però San Giuseppe da Copertino, anzi assomigliava più a San Giuseppe da Copertino, quindi era un frate anche ignorante, estremamente semplice, molto legato agli animali e alla natura e rappresenta un po’ questa genuinità anche che passa attraverso il legame con la terra e il legame con la natura stessa e questo santo è amatissimo dalla gente, ma è un santo locale, è amato in due o tre comuni, non è un santo allargato, appunto è un Beato, diverrà forse un giorno santo, però.

L’appuntamento con il regista Gianfranco Pannone che torna a Lievito, è per giovedì 30 alle 21 al cinema Corso.

“Presenterò al Cinema Corso il film insieme a Renato Chiocca  che è un po’ il patron di Lievito, e ne sono molto felice perché Lievito è sicuramente un bel respiro in una città che purtroppo culturalmente è un po’ paludosa come la nostra Latina, e due perché, tra altre cose, vado a Latina dopo essere passato per il Bari Film Festival dove c’è stata la prima assoluta, prima che il film vada in tour, a cominciare dal Novo Saker di Nanni Moretti a Roma il 12 maggio, in mezzo c’è questo appuntamento che è anche un assaggio per vedere il pubblico come reagisce. Ci tengo a dire che è un film rivolto a tutti, anzi forse più al pubblico laico che al pubblico dei credenti, perché ho cercato di preservare proprio questo approccio in qualche modo antropologico, ad altezza d’uomo,  che non giudica e non si abbandona al pensiero degli altri, ma cerca in qualche modo di capire se ci sono delle zone dove in qualche modo il senso del sacro in quest’epoca un po’ arida che viviamo e anche di guerre, abbia una ragione d’ essere.

Pannone sarà presente in sala per dialogare con il pubblico.

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