“Giù le mani dal parco del Monti Ausoni”, lo chiede Legambiente

Lorenzo Parlati Presidente di Legambiente Lazio

LATINA – “Ogni ipotesi di ritocco, restrizione o abolizione del Parco regionale dei Monti Ausoni è priva di qualsiasi fondamento e rientra nel novero della fantascienza. Quell’area naturale protetta è importante per l’intera regione e la sua istituzione ha contribuito a sventare anche una massacrante e insensata lottizzazione edilizia, che prevedeva la realizzazione di 400 mila metri cubi di villette sulla sponda del lago di Fondi. Diversi ricorsi pretestuosi contro il Parco hanno già avuto in passato una secca bocciatura da parte della magistratura amministrativa e persino dalla Corte Costituzionale. Ciò nonostante, a livello locale e da autorevoli rappresentanti della Provincia di Latina, si insiste ciclicamente nel far circolare false voci di possibilità abolizioniste. Chi ha ancora assurdi appetiti edilizi sulla zona sappia che questi colpi di coda sono assolutamente vani, in quanto l’istituzione dell’area protetta altro non ha fatto che riconoscere la corposa vincolistica ambientale già esistente che protegge saldamente quel prezioso territorio”. È quanto afferma il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, assieme ai circoli Legambiente di Fondi e di Monte San Biagio e al coordinamento provinciale di Legambiente Latina, in merito all’ipotesi di una proposta di legge regionale per l’abolizione del Parco dei Monti Ausoni ventilata dall’assessore alla Caccia della Provincia di Latina, Enrico Tiero, che ancora in queste ore sarebbe tornata alla ribalta.

È fuori dal mondo anche l’ipotesi di accorpamento dei parchi degli Ausoni e degli Aurunci, come quella di retrocessione del Parco ai singoli Monumenti Naturali che erano stati istituiti in precedenza, con una drastica riduzione della superficie protetta e il venir meno di importanti strumenti gestionali, come il piano di assetto, mirati ad una valorizzazione sostenibile del territorio -prosegue Parlati- è evidente dunque che si tratta di voci improbabili, destinate solo a soddisfare la lobby dei cacciatori. In ogni caso vigileremo con attenzione su qualsiasi vano colpo di coda contro l’area protetta”.

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