Piano Sanitario, ok del Governo. Aumentano le tasse regionali 2010

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La Presidente Renata Polverini

LAZIO – E’ arrivato  l’ok del governo al piano sanitario della Regione Lazio. Per i consiglieri regionali della Lista Polverini, Nicola Illuzzi, Giuseppe Melpignano e Alessandro Vicari. «Con questo piano si punta a migliorare le condizioni ereditate attraverso un percorso lungimirante che non ricorre ad ulteriori aggravi fiscali a partire dal 2011, che andrebbero a discapito solo alle fasce più deboli dei cittadini della nostra regione».

TASSE IN AUMENTO – Ma in aumento sono già le tasse per il 2010. Il Pd  fa notare che “il primo risultato concreto della Giunta Polverini è l’aumento delle tasse. Il piano di riordino non ha evitato per il 2010 l’ulteriore aumento delle aliquote, ha solo massacrato la sanità di questa regione. Ha cancellato 24 ospedali, lasciato senza servizi minimi 500mila cittadini e per di più ha confezionato per tutti proprio un bel regalo di Natale: il massacro delle tredicesime e un ulteriore salasso per le imprese di questa regione”.

La Cisl del Lazio “è fortemente preoccupata per l’incremento dell’addizionale e dell’Irap, nonostante l’arrivo dei fondi Fas, che avrebbero dovuto evitare gli aumenti, che colpiranno in una situazione già di crisi occupazionale e dei consumi, pensionati, lavoratori dipendenti e imprese. Siamo sorpresi perché le affermazioni della Polverini lasciavano presagire sia l’approvazione del piano di rientro ma anche il congelamento dell’aumento dell’addizionale e dell’Irap. L’obbiettivo non è stato raggiunto”.

Anche per Confindustria Lazio «il mancato blocco dell’inasprimento dell’Irap regionale, già su livelli elevatissimi, rappresenta una decisione inopportuna e gravissima». «La conferma del perverso ed iniquo meccanismo dell’automatismo fiscale per la copertura del disavanzo sanitario (fattore che deresponsabilizza chi gestisce risorse pubbliche) contribuirà a rendere le condizioni del fare impresa più onerose e difficili e costituirà un’ulteriore spinta per le multinazionali a delocalizzare – si legge in una nota -, «Continuare a penalizzare le imprese laziali – conclude Confindustria Lazio -, che non hanno responsabilità nella gestione della sanità regionale, è particolarmente intollerabile ed odioso in una persistente fase di grave crisi economica»

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