VIGILI DEL FUOCO, CHIUSE DUE SEDI
Terracina e Aprilia non superano i controlli antisismici

Vigili del fuoco in azione(foto d’archivio)

LATINA – Non hanno superato i controlli antisismici e per questo traslocano le sedi operative dei vigili del fuoco di Aprilia e di Terracina. I Vigili del fuoco ed il personale che oggi lavora nelle due strutture sarà trasferito temporaneamente in strutture abitative tipo container.

Il comando ha predisposto l’allestimento di alcuni moduli abitativi dei distaccamenti: cinque saranno adibiti alla logistica (uffici, ambienti per il riposo), un altro per i servizi igienici, mentre un carro Ucl (Unità di Crisi Locale) per il coordinamento dell’attività di soccorso. “Per il tempo strettamente necessario all’allestimento dei moduli abitativi – scrive il comandante provinciale Cristina D’Angelo – il personale del distaccamento di Aprilia sarà dislocato presso la sede centrale, mentre il personale del distaccamento di Terracina presso la sede di Gaeta. Tale soluzione è provvisoria, in attesa di individuare, su indicazione del Ministero dell’Interno con la collaborazione delle amministrazioni locali, nuove sedi per i distaccamenti interessati”.

Polemico invece Nazzareno Leoni, segretario regionale della Cisl – Federazione nazionale sicurezza in una nota: “Non ci si meraviglia più di nulla, stiamo toccando il fondo del barile e la sicurezza e il soccorso tecnico urgente alla popolazione oramai è un optional in Italia. Si apprende oggi che al Comando di Latina verranno chiuse due sedi di servizio dei Vigili del Fuoco non di poco conto per il soccorso alla popolazione, Terracina ed Aprilia. Il problema è che a distanza di anni dalla loro esistenza, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell’Interno solo oggi si accorge che le strutture interessate non posseggono un grado di misura statica accettabile per la fruibilità da parte del personale in caso di eventi sismici ovvero, chi deve dare il soccorso in caso di eventi sismici potrebbe lui stesso essere nelle condizioni di richiedere soccorso. Il tutto sta avvenendo in un periodo particolare dove il Paese è in emergenza per gli incendi boschivi che dilagano e dove il governo Monti nella spending review appena approvata con la fiducia alla Camera, aggrava ancora di più le gravi carenze di organico del comparto sicurezza e soccorso pubblico inserendo queste categorie nel 20% del turn over: su 1.500 vigili che andranno in pensione nell’anno 2012, se ne assumeranno solo 300. La responsabilità della gestione fallimentare dei vertici politici e tecnici del Corpo ancora una volta viene pagata dai lavoratori, che si vedono costretii ad alloggiare dentro a dei container e dalla popolazione che non avrà un servizio adeguato a garanzia dei suoi beni e delle persone fisiche”. Mentre la Cgil-Fuzione pubblica, con i segretari Giulio Morgia e Carmine Di Febbraro, parla di “approssimazione del problema, noto da circa due anni, e di grave assenza delle istituzioni” e nel chiedere un incontro urgente per chiarire la tempistica per le nuove sedi, esprimono solidarietà ai lavoratori, che – scrivono – ancora una volta hanno pensato prima ai danni che potrebbe subìre la popolazione, piuttosto che alla mancanza di una sede.

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