LA DIFFICILE CACCIA AL PIRATA
La Polizia Stradale mostra il video e fa il punto
Appello ai testimoni.

Il comandante della Polstrada, Francesco Cipriano fa il punto sulle indagini

LATINA  – La Polizia Stradale di Latina ha mostrato in una conferenza stampa le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della Banca Unicredit di Latina Scalo in cui è ritratta l’auto che ha falciato Alessia Calvani la notte del 2 settembre scorso. Le immagini sono state poi messe a confronto con altre, registrate da una seconda telecamera, in modo da poter ricostruire i momenti immediatamente precedenti e quelli successivi alla tragedia.

LA SEQUENZA – Nella sequenza si vede un gruppo di auto che supera all’ora dell’incidente il semaforo di Via della Stazione a Latina Scalo e l’ultima vettura, secondo gli investigatori, travolge la ragazza mentre lei, sotto la pioggia, attraversa di corsa la strada. L’auto con ogni probabilità passa con il rosso, accelerando, invece di arrestarsi,  mentre il semaforo cambia colore. Un’attimo prima, Alessia chiama dal proprio cellulare il fratello Stefano.  Sono le 23, 49minuti e 58 secondi. GUARDA IL VIDEO

Una manciata di attimi più tardi, l’amica di Alessia, Ilenia telefona disperata a suo padre,  che è a pochi metri di distanza ad aspettarle per riportarle a casa. Lui si precipita e in un minuto è sul posto. Alle 23,51 la centrale del 118, riceve la prima chiamata di soccorso da parte di uno dei giovani accorsi sul luogo del sinistro. Alle 23,54 l’ambulanza (in servizio allo Scalo) raggiunge Alessia e la trasporta ferita e priva di coscienza al Goretti di Latina dove morirà poche ore più tardi.

PERCHE’ LA CLASSE A – Le immagini riprese dalle telecamere dell’istituto di credito più vicino non sono perfette, ma bastano al team di esperti della Stradale a ritenere che l’auto pirata sia una Mercedes classe A o B, grigia, ultimo modello. La si individua dai fari allineati con gli stop e ben visibili in un “frame”. Il modello di auto (con la parte anteriore molto bassa) è inoltre compatibile con le ferite riscontrate sul corpo della quindicenne: una frattura a tibia e perone causata dall’impatto con la parte anteriore destra dell’auto; la frattura al bacino e il colpo al lato del viso causati con ogni probabilità dal montante dell’auto che ha scaraventato il corpo di Alessia a 21 metri di distanza dal luogo in cui si trovava.

LA MERCEDES RUBATA

– Il comandante Francesco Cipriano che con i suoi uomini e la collaborazione della squadra Mobile è al lavoro sul caso da tre settimane spiega: “Il cerchio si allarga, ma resta un cerchio. I riscontri sono lunghi, ma non infiniti. Non ci fermeremo”. Al setaccio vengono passate tutte le mercedes Classe A e B registrate alla motorizzazione civile di Latina, l’ultima è una Classe B fermata proprio questa mattina (martedì 25). L’unica a non poter essere controllata è, invece, la Mercedes di cui un residente di Latina Scalo ha denunciato il furto  la mattina dopo il sinistro. E’ targata DM810EK. L’uomo, più volte sentito dagli investigatori, ha dichiarato di trovarsi a casa, la notte dell’incidente, circostanza confermata dai familiari. La prima lettera della targa dell’auto rubata coincide con quella visibile nelle immagini in mano agli inquirenti, ed è la stessa riferita da un testimone: la lettera “D”. E’ stato dunque un ladro a travolgere Alessia? E se sì, perché non ha abbandonato il mezzo, rischiando l’accusa di omicidio? dove è finita l’auto rubata? è stata smontata? chi si è preso la briga di far sparire un’auto incidentata, che “scotta” come quella che ha travolto Alessia?  E ancora: ci sono sospetti sul proprietario della Mercedes rubata? “La nostra non è una caccia alle streghe – taglia corto il Comandante della Stradale – noi dobbiamo raccogliere prove certe e al momento non ne abbiamo”. Le domande a cui dare una risposta restano tante, e moltissimi sono i riscontri fatti e da fare.

Al vaglio della sezione di polizia giudiziaria guidata da Igino Pandolfi ci sono ben 10878 telefonate da cellulare agganciate dalla cella di Latina Scalo nella mezz’ora intorno all’incidente: tutte vengono controllate e messe in relazione con gli altri dati. Un lavoro che non conosce soste. Gli investigatori vorrebbero anche fugare alcuni dubbi e sono certi che qualcuno abbia visto cose importanti: “Il nostro appello è rivolto in particolare a due ragazzi che a bordo di una Opel Corsa bianca quella sera si fermano in un bar della zona e incrociano l’auto che investe Alessia; e al proprietario di una berlina (forse un’Audi A4) che passa in zona proprio nei minuti della tragedia. Li invitiamo a presentarsi da noi, potrebbero avere particolari utilissimi e non saperlo”.

L’appello del legale della famiglia Calvani, Federcio Bianchi è rivolto anche all’investitore: “Un peso troppo grande da sopportare quello che ha sulla coscienza: si costituisca” ASCOLTA audiolegale alessia appello]

“La famiglia di Alessia è fiduciosa nel lavoro degli investigatori”, aggiunge ancora il legale ASCOLTAaudiolegale alessia]

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