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CRONACA

PIU’ SICUREZZA NEL SUD PONTINO
Cambiano i presidi dell’Arma a Fondi e Gaeta

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fotookLATINA – Più uomini e più mezzi a Fondi, il taglio di alcuni “rami secchi” a Gaeta con l’obiettivo di aumentare la presenza e l’efficienza dei carabinieri nel sud Pontino. Parte oggi una piccola rivoluzione dell’Arma che riguarda i territori di Gaeta e Fondi. L’ha illustrata questa mattina il comandante provinciale Giovanni De Chiara: “La Stazione di Fondi diventa Tenenza e passa da 15 a trenta uomini, mentre Gaeta perde il titolo di Compagnia, ma non sarà  depotenziata. Con la soppressione della Compagnia dei carabinieri di Gaeta, la nuova linea ordinativa prevede il passaggio  della Tenenza di Gaeta e della Stazione di Itri, alle dipendenze gerarchiche della Compagnia carabinieri  di Formia, mentre la Tenenza di Fondi e le Stazioni di Sperlonga e Lenola, sotto il Comando della Compagnia di Terracina.

Abbiamo eliminato alcuni servizi che potevano e dovevano essere accorpati : sparisce la sala operativa (da ora in poi il servizio sarà svolto solo da Formia che era già collegata con il 112 europeo); viene chiusa la mensa e i militari si appoggeranno da oggi in poi a quella della Marina Militare; viene infine accorpato il servizio di assistenza e gestione dei mezzi, con un risparmio complessivo di 15 carabinieri che saranno destinati ad essere operativi e dunque saranno più presenti fra la gente”. A capo della tenenza di Gaeta ci sarà il tenente Carmine Manzi (con esperienze pregresse in Calabria e a Pesaro), mentre guiderà il delicatissimo presidio di Fondi, il tenente Ivan Mastromanno (in arrivo dal  Nucleo operativo di Mondragone).

Da parte degli enti locali, il comune di Fondi e quello di Gaeta, oltre che della Provincia, l’impegno (fino ad oggi formale) di mettere in campo risorse per adeguare le strutture dei due presidi.

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2 Comments

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  1. luigi ciano

    23 Marzo 2014 at 4:51

    Il comune di GAETA doveva intervenire ad alti livelli per non fare declassare la Compagnia dei Cabinieri della città! Gli amministratori
    di Gaeta sono; “in tutt’altre faccende affaccendati…”.

  2. luigi ciano

    23 Marzo 2014 at 5:05

    La Provincia e il comune di Gaeta avevano il dovere morale e civile di
    attivarsi per mettere in campo le risorse adeguate per migliorare con una nuova struttura e la relativa logistica il Presidio CC cittadino, affinchè la deplorevole débàcle del declassamento dell’importante Comando
    della Compagnia dei Carabinieri di Gaeta non avvenisse e non si avverasse, nè ora e nè mai!
    Ad onor del vero, fino ad oggi, l’impegno e l’interesse da parte dell’amministrazione comunale di Gaeta per tale importantissima e rilevante problematica (e come pure per altre simili) sono risultati sempre, purtroppo, solo formali.
    “Ah, povera Gaeta, in mano a chi sei capitata!”.

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CRONACA

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“Donna quanto ti abbiamo amato ai bei tempi del Patriarcato”  lo striscione stato esposto davanti al Parco Falcone e Borsellino e trovato stamattina, ferma condanna della CGIL di Frosinone Latina.
“Si tratta di un messaggio gravissimo e offensivo, un vero e proprio oltraggio alla dignità delle donne e ai valori di uguaglianza, libertà e rispetto che dovrebbero essere alla base della nostra convivenza civile. Un atto tanto più vile perché compiuto nel giorno simbolo delle lotte e delle conquiste delle donne per i diritti, il lavoro e l’emancipazione. Scrive in un comunicato la Cgil . Questo episodio rappresenta purtroppo il segno evidente di un clima culturale sempre più regressivo, di un decadimento che rischia di trascinare la nostra società all’indietro, alimentando linguaggi e simboli che appartengono alle stagioni più buie della storia sociale e civile del nostro Paese. Non possiamo e non vogliamo considerare quanto accaduto come una semplice provocazione. È invece un fatto politico e culturale che va denunciato con forza, perché veicola un’idea di società fondata sulla subordinazione delle donne e sulla nostalgia per un sistema patriarcale che tante sofferenze e discriminazioni ha prodotto. Per questo chiediamo alle autorità competenti di accertare al più presto le responsabilità di quanto accaduto. Se davvero la città è disseminata delle centinaia di telecamere installate da questa amministrazione con l’obiettivo dichiarato di garantire sicurezza ai cittadini, ci aspettiamo che servano almeno a individuare chi si è reso protagonista di questo gesto vergognoso.  Allo stesso tempo rivolgiamo un appello a tutte le forze democratiche, alle associazioni, al mondo del lavoro, alle cittadine e ai cittadini liberi: non possiamo restare indifferenti di fronte a segnali così evidenti di regressione culturale. È necessario reagire, mobilitarsi e riaffermare con forza i valori dell’uguaglianza, del rispetto e della piena dignità delle donne. Latina merita di più. La nostra comunità non può accettare che il dibattito pubblico e il clima sociale vengano inquinati da messaggi misogini e nostalgici di un passato di discriminazione. La risposta deve essere collettiva, civile e determinata. La CGIL di Frosinone Latina continuerà a impegnarsi, ogni giorno, perché i diritti delle donne, nel lavoro e nella società, siano difesi e rafforzati. Perché senza libertà e uguaglianza per le donne non esiste democrazia piena.

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