ECONOMIA
Sciopero dei dipendenti del Consorzio di Bonifica

La sede del Consorzio di Bonifica a Latina
LATINA – Si è svolto oggi lo sciopero dei 130 lavoratori del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino di Latina. Nonostante il maltempo e la pioggia della mattina, i lavoratori si sono dati appuntamento davanti all’ingresso della sede consortile di Corso Matteotti, dove già fin dalla prima mattinata le Organizzazioni sindacali avevano issato le bandiere per attirare l’attenzione dei cittadini i quali, prima increduli e poi incuriositi si sono intrattenuti con i lavoratori i quali hanno distribuito alla cittadinanza un volantino nel quale sono state spiegate le ragioni della giornata di protesta.
Dopo le riunioni, le assemblee e la mobilitazione, proprio ieri mattina è stato accreditato lo stipendio di febbraio, ben poca cosa visto che mancano all’appello le retribuzioni di marzo e aprile. Uno sciopero che comunque ha lasciato il segno e sarà solo il primo di una serie di scioperi e mobilitazioni se nei prossimi giorni non arriveranno dal Consorzio e dalla Regione ragionevoli certezze il pagamento degli stipendi arretrati.
Questa la posizione di Fai Cisl, Flai Cgil e Filbi Uil. “La nostra pazienza ha ormai superato il limite della sopportazione – hanno infatti detto Tiziana Priori, Eugenio Siracusa e Geremia Manciocchi, segretari provinciali delle organizzazioni confederali – i lavoratori sono evidentemente contrariati, perché qui continua quotidianamente il balletto delle responsabilità, ma l’unico dato certo è che i soldi degli stipendi non ci sono. Abbiamo capito che le responsabilità sono da dividersi tra Consorzio e Regione, ma francamente a noi interessa solo sapere quando verranno pagati gli stipendi e soprattutto con quali soldi si spera di affrontare i mesi futuri.
E’ oggettivo – proseguono i sindacalisti – che in tutti questi anni ci sono stati problemi nella gestione, nell’incapacità di far firmare le convenzioni, forse perché chi ha gestito il Consorzio ha pensato che tanto i problemi si sarebbero potuti risolvere politicamente. Dall’altra parte la Regione non ha mai esercitato a pieno titolo né le funzioni di controllo, né tantomeno i poteri sostitutivi per, ma soprattutto non ha previsto i soldi a bilancio per i lavori in convenzione. Oggi c’è il corri corri, o forse il fuggi fuggi, dalle responsabilità. Così mentre ci si affanna a cercare il responsabile dei problemi, i lavoratori restano senza stipendio. Tutto questo è inaccettabile, per questo motivo continuiamo a dire che le colpe sono da attribuire equanimemente a Consorzi e Regione.
La stessa Regione – aggiungono Priori, Siracusa, Manciocchi – a cui abbiamo chiesto di convocare un tavolo regionale per fare il punto della situazione, per avere certezze e che l’assessore Refrigeri , pur se informato a dovere, ancora non ha ritenuto di convocare. Un ritardo incomprensibile, visto che oltra al Consorzio di Latina da aprile anche il Consorzio di Rieti si trova nella stessa situazione.” Distribuiti nel corso della mattinata centinaia di volantini ai cittadini per spiegare le ragioni della protesta, che però non sembra dovere cessare. “Proseguiremo nella protesta fino a quando non avremo certezze non solo sul pagamento degli stipendi e sul futuro, ma anche per capire che fine hanno fatto i soldi trattenuti in busta paga per il pagamento dei fondi di previdenza complementare e da ottobre non versati più ai fondi, quando verranno pagati i contributi all’Inps, tanto per citare alcuni problemi ulteriori che rischiano di non essere più gestibili. – aggiungono Priori, Siracusa, Manciocchi – Così come vorremmo capire come sia stato possibile che, rispetto allo scorso anno, sarebbero stati emessi ruoli per un importo inferiore di circa 1 milione e duecento mila euro. Soldi che, se fossero vere queste indiscrezioni, non verranno incassati dal Consorzio, peggiorando la situazione delle entrate. Chi coprirà queste mancate entrate e in che modo? Nei prossimi giorni – concludono i sindacalisti – proclameremo un’altra giornata di sciopero perché, al di là delle chiacchiere, la gente non può lavorare senza essere pagata.”
LEGACOOP – Il Presidente di Legacoop Agroalimentare del Lazio, Giuseppe Codispoti, esprime piena solidarietà ai lavoratori del consorzio di bonifica di Latina in sciopero per la difesa dei loro diritti e delle loro retribuzioni in pericolo a causa della situazione di vero e proprio dissesto in cui versa il Consorzio. Tale situazione è il frutto non solo di scelte di politiche e di bilancio sbagliate ma di una vera e propria incapacità di gestione dimostrata in tutti questi anni. Il rimpallarsi delle responsabilità fra i dirigenti del Consorzio, Istituzioni locali e Regione dimostra anche responsabilità regionali evidenti. Noi siamo affianco di tutte le imprese agricole di quel territorio vittime due volte, come contribuenti e come imprenditori destinatari di servizi costosi e scadenti. Anche noi così come i sindacati chiediamo alle autorità tutte in particolare a quelle regionali di intervenire immediatamente per rispondere alle esigenze dei lavoratori e degli imprenditori agricoli. Lo stato del Consorzio è tale che l’unica strada perseguibile è il commissariamento a tutela appunto di tutti, agricoltori, contribuenti, lavoratori, territori e delle stesse istituzione prima fra tutti la Regione Lazio, chiamata in causa dai dirigenti del Consorzio e quindi al centro di un contenzioso che solo il regime commissariale può redimere. Il commissariamento legittimerà e renderà più certo l’intervento attraverso la certificazione dei dati di bilancio, accertando inoltre eventuali errori degli amministratori, responsabilità nella gestione di quella struttura e sui sistemi di controllo. Questo secondo noi è il modo migliore per dare risposte e certezze ai lavoratori e al territorio.
CULTURA
“L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale di Luca Ceccherelli al Trentennale di Confimprese Italia
LATINA – Al Teatro Comunale di Fiuggi per “L’impresa oltre i numeri”, il monologo originale ideato, scritto e interpretato da Luca Ceccherelli appositamente per il Trentennale di Confimprese Italia. La performance ha affrontato i temi del lavoro e dell’iniziativa imprenditoriale attraverso un linguaggio insolito, intrecciando teatro, musica e riflessione e riportando al centro le persone, le scelte, il coraggio e la responsabilità. Con questa proposta artistica l’associazione di promozione culturale “Viviamo d’Arte” ha partecipato ieri, 25 settembre, alla manifestazione nazionale in corso a Fiuggi fino al 27 settembre, che riunisce rappresentanti del mondo imprenditoriale e realtà provenienti da diversi territori italiani. L’associazione pontina, guidata dal presidente Domenico Capozio, con il vicepresidente Luca Protani e il segretario Alessandro Borsa, è stata invitata a contribuire al programma proprio con il monologo di Ceccherelli, costruito per l’occasione attraverso parole, suggestioni teatrali e musica, con un registro lontano da quello tradizionale degli appuntamenti economici e istituzionali.
Il punto di partenza è una domanda : cosa resta di un’impresa se per un momento si mettono da parte numeri, fatturati, produttività e vetrine? Resta il gesto di chi decide di alzare una serranda e assumersi una responsabilità verso se stesso, gli altri e il futuro. Un’immagine attraverso la quale il monologo ha riportato al centro la persona e il valore della libera iniziativa come scelta di coraggio e fiducia.
La performance si è sviluppata intrecciando impresa, società, cultura e storia, accompagnata dalle suggestioni del tango di Astor Piazzolla. Proprio la figura del compositore argentino, considerato a suo tempo un innovatore capace di rompere gli schemi della tradizione, è diventata nel testo la metafora di chi sceglie di percorrere strade nuove e di andare controcorrente.
Da qui una riflessione più ampia sul ruolo delle micro e piccole imprese, sulla necessità di costruire una società nella quale persone, lavoratori, giovani, famiglie, artisti e Terzo settore possano sentirsi parte di uno stesso sistema. Un racconto che ha posto al centro la dimensione umana dell’economia, ricordando come dietro ogni attività, contratto o rete distributiva ci sia sempre una persona che inventa, lavora e produce. Particolare attenzione è stata riservata anche al tema dell’etica d’impresa, interpretata non come limite, ma come elemento essenziale della libertà economica: dalla lealtà nella concorrenza alla trasparenza, dalla sicurezza sul lavoro alla tutela dell’ambiente e alla crescita professionale dei collaboratori.
Con il monologo originale scritto e interpretato da Luca Ceccherelli, Viviamo d’Arte ha portato così il linguaggio artistico in un contesto tradizionalmente economico e istituzionale, mostrando come il teatro possa diventare uno strumento capace di tradurre temi complessi in immagini, emozioni e riflessioni immediatamente accessibili.
La partecipazione al Trentennale rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di crescita di Viviamo d’Arte, partito da Latina e sempre più proiettato verso una dimensione nazionale. L’associazione rinnova infine il proprio ringraziamento al presidente di Confimprese Italia Guido D’Amico per l’invito e per aver offerto a Viviamo d’Arte l’opportunità di portare il proprio contributo artistico all’interno di un appuntamento di rilievo nazionale.
ECONOMIA
A Fossanova la 2° tappa del roadshow regionale di Unindustria dedicata ai territori di Frosinone, Latina, Aprilia e Cassino.
PRIVERNO – “Territori Protagonisti di Valore – Dalla programmazione all’azione”, è il titolo del roadshow che conferma il proprio impegno nel trasformare la programmazione in azione, mettendo al centro il ruolo delle imprese e dei territori nella costruzione del futuro industriale del Lazio.
La seconda tappa, dopo quella che ha interessato la zona nord della regione e che si è tenuta a Viterbo, è in programma mercoledì 23 settembre alle 16.00 nella splendida cornice della Abbazia di Fossanova a Priverno. Sarà dedicata a “Le filiere della competitività” e approfondirà il contributo di infrastrutture, investimenti e industria allo sviluppo del Basso Lazio. Un territorio nel quale si concentra uno dei principali ecosistemi produttivi del Paese, con filiere strategiche che spaziano dalla farmaceutica alla logistica, dall’automotive all’industria avanzata e che generano occupazione, innovazione e crescita.
L’incontro riunirà rappresentanti delle istituzioni, del sistema associativo, delle università e delle imprese, per individuare nuove opportunità di sviluppo e rafforzare le connessioni tra sistema produttivo, competenze e territori. Un’occasione di dialogo concreto e networking qualificato per valorizzare le eccellenze produttive di Frosinone, Latina, Aprilia e Cassino e costruire una visione condivisa delle priorità strategiche del Basso Lazio.
Per Unindustria saranno presenti i presidenti delle aree territoriali di Latina e Aprilia, Tiziana Vona, di Frosinone Corrado Savoriti, di Cassino Vittorio Celletti, Giulio Natalizia, Delegato Unindustria all’Attuazione del Programma, Giovanni Turriziani Vice Presidente Unindustria con Delega Green Economy e Miriam Diurni Delegata Unindustria a Cultura d’impresa, Etica e Certezza del Diritto.
Tre i momenti di confronto più salienti previsti:
Connettere per crescere, per approfondire il ruolo delle infrastrutture materiali e immateriali nel sostenere lo sviluppo delle imprese;
Competere per attrarre, dedicato alla capacità del territorio di generare investimenti, innovazione e nuove opportunità;
Manifattura in transizione, per analizzare l’evoluzione del sistema industriale di fronte alle trasformazioni economiche, tecnologiche e ambientali.
Le conclusioni saranno a cura del Presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo.
Modera l’incontro Mario Benedetto giornalista e docente Luiss.
ECONOMIA
Filiera Bufalina, Confagricoltura: “Costi in aumento e ricavi in calo. Più trasparenza lungo tutta la filiera”
LATINA – Confagricoltura Latina è intervenuta a Pontinia al convegno dedicato alla tutela della filiera bufalina e allo stato di avanzamento del Distretto dei prodotti derivati bufalini dell’Agro Pontino, organizzato dal Comune di Pontinia nell’ambito della manifestazione “Lady Bu”, con il vice presidente Stefano Maria Boschetto e il direttore Mauro D’Arcangeli.
“Come Confagricoltura Latina abbiamo voluto esserci per dimostrare concretamente la nostra attenzione a un comparto strategico per il territorio – ha sottolineato Boschetto nel suo intervento –. Le imprese stanno affrontando da mesi una situazione particolarmente difficile, con il prezzo del gasolio fortemente aumentato, materie prime e costi di produzione alle stelle, difficoltà climatiche e ricavi che da anni non crescono allo stesso ritmo, come dimostra anche l’andamento del prezzo del latte di bufala. È una situazione che merita maggiore attenzione. Il nostro compito è segnalare le criticità e chiedere risposte concrete. In questo quadro, la nascita del Distretto e una normativa capace di garantire finalmente maggiore trasparenza lungo la filiera rappresentano strumenti importanti per costruire una prospettiva più solida per il comparto”.
“Non chiediamo meno controlli. Chiediamo che il controllo non si fermi alla stalla”. È uno dei concetti ribaditi dal direttore di Confagricoltura Latina, Mauro D’Arcangeli, che nel suo intervento si è soffermato anche sulle novità introdotte dagli articoli 13 e 14 della Legge 21 aprile 2026, n. 75, che intervengono sulla tracciabilità del latte e dei prodotti e rafforzano le attività di controllo lungo i diversi passaggi della filiera.
“Gli allevatori bufalini – ha sottolineato D’Arcangeli nel suo intervento – sono sottoposti da anni a registrazioni, comunicazioni e controlli. La vera novità non può essere semplicemente chiedere un dato in più alla stalla. Dobbiamo essere capaci di seguire quel litro di latte anche quando esce dall’azienda”. L’articolo 13 introduce nel SIAN il Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala e dei suoi derivati, uno strumento che consente di ricostruire i quantitativi di prodotto nei diversi passaggi della filiera, dalla produzione alle movimentazioni fino alla trasformazione. “Il principio è semplice – ha affermato D’Arcangeli –: i numeri devono tornare. Se conosciamo quanto latte viene prodotto, acquistato, introdotto dall’estero e trasformato, abbiamo strumenti più efficaci per individuare eventuali anomalie. La sfida è applicare alla filiera a valle la stessa attenzione riservata da anni alla produzione primaria”.
Una maggiore trasparenza, secondo Confagricoltura Latina, tutela anche i trasformatori che operano correttamente: “Non vogliamo contrapporre allevatori e caseifici – ha affermato ancora D’Arcangeli –. Esistono modelli produttivi diversi ed entrambi legittimi. Ciò che deve essere garantito è che regole e controlli accompagnino il prodotto lungo l’intera filiera”.
Ma il tema emerso nel corso dell’intervento del direttore di Confagricoltura Latina non è soltanto quello della tracciabilità. È anche quello della distribuzione del valore: il sistema bufalino pontino conta una consistenza nell’ordine dei 93 mila capi. Nelle elaborazioni realizzate negli anni scorsi da Confagricoltura Latina, la produzione territoriale è stata stimata tra 100 e 120 milioni di litri di latte all’anno.
“Su 100 milioni di litri – ha evidenziato D’Arcangeli – un centesimo al litro significa un milione di euro. Dieci centesimi significano dieci milioni. Trenta centesimi significano 30 milioni di euro. Quando discutiamo di pochi centesimi in più o in meno, discutiamo quindi di milioni di euro e di come quel valore viene distribuito lungo la filiera”. Da qui una distinzione che Confagricoltura Latina considera essenziale: “La tracciabilità ci dice quale percorso compie il prodotto. Dobbiamo chiederci anche quale percorso compie il valore”.
L’articolo 14 rafforza inoltre i controlli sulla coerenza tra le quantità di latte e cagliata bufalina prodotte o introdotte in Italia e quelle trasformate: “Non si tratta di criminalizzare ciò che arriva dall’estero – ha precisato D’Arcangeli –. Se una materia prima entra legalmente, è correttamente dichiarata e viene utilizzata nelle produzioni consentite, il punto è poter ricostruire con chiarezza dove va a finire e in quale prodotto viene trasformata”. Per Confagricoltura Latina, però, il controllo rappresenta solo una parte della strategia. L’altra è la capacità di costruire e trattenere maggiore valore sul territorio. È in questa prospettiva che l’organizzazione sostiene il Consorzio territoriale, non come strumento rivolto esclusivamente al latte, ma come progetto capace di rappresentare l’intero sistema bufala dell’Agro Pontino.
“Intorno alla bufala – ha per questo sottolineato il direttore D’Arcangeli – ci sono latte, formaggi, carne e altri derivati, allevamenti, caseifici aziendali, trasformazione, ristorazione e agriturismi. Ma ci sono anche il paesaggio, la storia agricola dell’Agro Pontino e le altre eccellenze agroalimentari del territorio. È da questa rete che può nascere anche un’offerta di turismo enogastronomico capace di collegare produzione, accoglienza e territorio. Il sistema bufala – ha concluso D’Arcangeli – può diventare un vero prodotto territoriale integrato, capace di dare riconoscibilità all’intero Agro Pontino. La Legge 75 può aiutarci a controllare e tutelare meglio la filiera. Il territorio deve fare il passo successivo: organizzarsi e costruire valore. Non lasciamo inutilizzata nessuna parte dell’animale, ma soprattutto non lasciamo inutilizzata nessuna parte del valore che il sistema bufala può generare per l’Agro Pontino”.
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